Abril Di Yorio e Darío Duque raccolgono l’eredità di Mariana Levy ed Eduardo Palomo nella nuova versione della celebre storia di Abel Santa Cruz, riproposta da TelevisaUnivision nel formato M-Drama, per la piattaforma VIX a partire dal 24 agosto 2026.

Ci sono storie che sembrano possedere una capacità particolare: attraversano gli anni, cambiano interpreti, linguaggio e ritmo, ma continuano a parlare al pubblico. La Pícara Soñadora è senza dubbio una di queste.
A trentacinque anni dalla versione messicana entrata nel cuore degli spettatori grazie a Mariana Levy ed Eduardo Palomo, la giovane Lupita López torna sullo schermo con un nuovo volto e una nuova veste narrativa. La nuova serie ha debuttato lunedì 24 agosto 2026, alle 19.00, su Canal 5, affidando i ruoli principali all’argentina Abril Di Yorio e a Darío Duque.
L’intento è chiaro: far conoscere questa favola romantica a una generazione che non era ancora nata nel 1991, senza dimenticare il pubblico che conserva un ricordo affettuoso della telenovela prodotta da Televisa.
La trama
Al centro della storia troviamo ancora una volta Lupita López, una ragazza piena di energia, ambizione e fantasia. Lupita desidera costruirsi un futuro migliore e sogna di arrivare un giorno a dirigere i grandi magazzini nei quali lavora. La giovane nasconde però un segreto che potrebbe costarle molto caro: non avendo una vera casa, vive clandestinamente all’interno del negozio. Quando le porte si chiudono e gli ultimi dipendenti se ne vanno, quel luogo si trasforma nel suo piccolo mondo. Lupita utilizza ciò che trova tra i diversi reparti, prendendo in prestito abiti e prodotti con la speranza di poter restituire o pagare tutto quando le sue condizioni economiche saranno migliorate.
La sua esistenza cambia con l’arrivo di Carlos Pérez, un dipendente apparentemente svogliato con il quale nasce immediatamente un rapporto fatto di scontri, provocazioni e incomprensioni. Dietro quella falsa identità, però, si nasconde in realtà Alfredo Rochild, erede della famiglia proprietaria dei grandi magazzini.
Lupita e Carlos sono quindi accomunati da un curioso destino: entrambi vivono sotto mentite spoglie. Lei nasconde il luogo nel quale abita; lui nasconde il proprio nome e la propria posizione sociale. Proprio da questo doppio segreto prende forma una storia d’amore nella quale le apparenze, i pregiudizi e le differenze economiche sono destinati a creare numerosi ostacoli.
Una storia nata settant’anni fa

Per molti spettatori La Pícara Soñadora è indissolubilmente legata alla telenovela messicana del 1991, ma le sue origini sono molto più lontane.
IL FILM
La storia nasce dalla penna dello scrittore e sceneggiatore argentino Abel Santa Cruz e arriva per la prima volta sul grande schermo nel 1956. Il film, diretto da Ernesto Arancibia, aveva come protagonisti Mirtha Legrand nel ruolo di Silvia Vidal e Alfredo Alcón in quello di Freddy, presentatosi sotto la falsa identità di Pedro Cáceres. Già in quella versione erano presenti gli elementi fondamentali del racconto: una giovane commessa viveva di nascosto nel reparto mobili del grande magazzino nel quale lavorava e si innamorava di un uomo che non le rivelava la propria vera identità.
LA TELENOVELA ARGENTINA
Nel 1968 la storia divenne una telenovela argentina prodotta per Teleonce, con Evangelina Salazar e Arturo Puig. Il nucleo ideato da Abel Santa Cruz dimostrava così di poter passare dal cinema alla televisione conservando intatti la sua leggerezza, il romanticismo e il contrasto tra la povertà della protagonista e il mondo privilegiato nel quale si ritrova a vivere.
LA VERSIONE MESSICANA
La versione che ha reso La Pícara Soñadora celebre in gran parte del mondo è però quella realizzata da Televisa nel 1991.
Mariana Levy interpretava Lupita López, mentre Eduardo Palomo dava vita ad Alfredo Rochild, che si presentava alla ragazza con il nome di Carlos Pérez. La loro freschezza e la grande intesa sullo schermo contribuirono in maniera decisiva al successo della telenovela.
La storia riusciva a unire il melodramma alla commedia, alternando le difficoltà economiche di Lupita, il suo desiderio di migliorare la propria vita e le situazioni divertenti provocate dalla sua permanenza segreta nei grandi magazzini. Lupita non era la classica eroina passiva in attesa di essere salvata: era vivace, intraprendente, orgogliosa e capace di affrontare i problemi con una buona dose di astuzia.
LA VERSIONE BRASILIANA
Nel 2001 l’emittente brasiliana SBT realizzò Pícara Sonhadora, con Bianca Rinaldi e Petrônio Gontijo. La protagonista si chiamava Mila e lavorava nel reparto giocattoli dei grandi magazzini Soles. Anche lei viveva di nascosto nell’edificio insieme allo zio Camilo e annotava su un quaderno tutto ciò che prendeva in prestito, sperando di poterlo pagare in futuro. Alfredo Rockfield, erede della famiglia proprietaria del negozio, si faceva assumere sotto falsa identità per poterle rimanere accanto.
LA VERSIONE PER RAGAZZI
Nel 2005 Televisa riprese invece alcuni elementi della vicenda in Sueños y caramelos, una reinterpretazione in chiave infantile con Nashla Aguilar e Luciano Corigliano, affiancati da Alessandra Rosaldo e René Strickler. La storia non riproduceva semplicemente la telenovela del 1991, ma ne recuperava l’ambientazione nei grandi magazzini e il senso di meraviglia, adattandoli a un pubblico di bambini e ragazzi.
Una nuova Lupita può conquistare il pubblico?

Nel mio cuore rimarrà sempre la Pícara Soñadora del 1991. Mariana Levy possedeva la vivacità, la dolcezza e quella luce speciale che rendevano Lupita indimenticabile, mentre Eduardo Palomo seppe dare ad Alfredo fascino, ironia e tenerezza. È inevitabile che, per chi ha amato quella versione, il primo confronto sia proprio con loro.
Riflettendoci, però, anche la telenovela del 1991 era una nuova versione di una storia già raccontata. Perché, allora, non concedere la stessa possibilità anche ai giovani attori del 2026?
Una nuova versione non cancella quelle precedenti e non può sottrarci le emozioni che abbiamo provato guardandole. Può invece permettere a una storia tanto amata di continuare a vivere, raggiungendo ragazzi che probabilmente non avrebbero mai conosciuto Lupita e il suo mondo attraverso una telenovela realizzata trentacinque anni fa.
Naturalmente, tutto dipenderà da come questo nuovo adattamento sarà stato costruito. Modernizzare non deve significare perdere l’anima del racconto. La nuova Pícara Soñadora dovrà conservare la vitalità di Lupita, la sua capacità di affrontare le difficoltà senza rinunciare ai sogni e quella miscela di romanticismo, ironia e tenerezza che ha permesso alla storia di Abel Santa Cruz di attraversare settant’anni.
La mia Lupita resterà Mariana Levy. Questo, però, non mi impedisce di lasciare spazio ad Abril Di Yorio e Darío Duque e di augurarmi che riescano a conquistare una nuova generazione. Se la storia sarà raccontata con cura e rispetto, ben venga questa nuova versione: i classici continuano a vivere proprio perché ogni epoca può riscoprirli e, qualche volta, amarli in modo diverso.
E voi, quale generazione di La Pícara Soñadora portate nel cuore? E siete pronti a concedere una possibilità alla nuova Lupita?
