Più Tempo di amare va avanti, più mi convinco che il rapporto tra Lucinda e Ignazio sia molto più interessante di quanto possa sembrare a prima vista. Non perché sia una bella storia d’amore. Anzi.
Nasce dalle bugie, cresce attraverso la manipolazione e si alimenta di una realtà che Lucinda modifica continuamente per impedire a Ignazio di tornare verso il proprio passato.
Eppure tra loro, nel frattempo, qualcosa è realmente accaduto.
Ed è proprio questo che rende tutto più complicato.

Quando Lucinda incontra Ignazio, lui è nel momento forse più fragile della propria vita: è stato aggredito, ha perso la memoria, non vede e non ha praticamente nessuno su cui contare. Lei lo raccoglie, lo porta a casa, si occupa di lui e diventa poco alla volta la persona attorno alla quale ruotano le sue giornate.
Ignazio ha bisogno di Lucinda.
E Lucinda, probabilmente per la prima volta dopo tanto tempo, sente che qualcuno ha bisogno di lei.
Per una donna che vive da anni prigioniera della propria cicatrice e della paura di essere rifiutata, non è un dettaglio da poco. Ignazio non può vederla, non può giudicare il suo volto. La conosce attraverso la voce, il profumo, la presenza, il modo in cui si prende cura di lui.
Ed è forse proprio per questo che inizialmente tra loro si crea qualcosa di quasi tenero.
Il problema è che Lucinda ha talmente paura di non essere scelta per quello che è, che decide di truccare la partita prima ancora di conoscere il risultato. E così, uno dopo l’altro, comincia a recidere tutti i fili che potrebbero riportare Ignazio alla sua vita precedente.
Maria Vittoria avrebbe sposato un altro, Geraldo sarebbe furioso con lui, Dona Nicota sarebbe sparita, zia Henriqueta apparentemente non si interesserebbe più a lui.
Le lettere? Nascoste.
Gli incontri? Ostacolati.
Le informazioni? Manipolate.
Alla fine, nella testa di Ignazio, il mondo sembra essersi improvvisamente svuotato: tutti lo avrebbero dimenticato, abbandonato o tradito.
Tutti tranne Lucinda.
Ed è questo, secondo me, l’aspetto più inquietante della sua manipolazione: non gli dice soltanto delle bugie. Lo convince progressivamente che lei sia rimasta l’unico porto sicuro in mezzo a un mondo che non lo vuole più.
Fin qui, quindi, molte responsabilità ricadono inevitabilmente su Lucinda.
Ma a un certo punto bisogna cominciare a parlare anche di lui.

Perché, caro Ignazio, va bene tutto… ma qualche domanda vuoi fartela?
Il caso del sacerdote è quasi surreale. Ignazio sente con le proprie orecchie un uomo raccontare di aver soccorso tempo prima un giovane trovato per strada, malmenato e privo di sensi. Una storia praticamente identica alla sua. Capisce immediatamente che potrebbe trattarsi proprio della persona che lo trovò dopo l’aggressione. Finalmente!
Uno pensa: adesso comincerà a cercare la verità.
E lui cosa fa? Parte da solo. Cieco. Con un bastone. Senza sapere quasi dove andare.
Cade, si ferisce, si spaventa, Lucinda lo recupera e…fine.
Fine dell’indagine.
Non torna in chiesa. Non chiede a qualcuno di accompagnarlo. Non insiste per parlare nuovamente con quell’uomo. Non cerca una persona che possa aiutarlo.
Possibile?
È questa la cosa che trovo esasperante in Ignazio: i dubbi gli vengono, ma non li insegue mai fino in fondo.
Fa un passo verso la verità e al primo ostacolo si ferma.
Lucinda lo manipola? Certamente.
Ma bisogna riconoscere che trova anche un terreno meravigliosamente fertile.
E intanto accade qualcosa che rende la situazione ancora più interessante.
Ignazio continua a proclamare il proprio amore per Maria Vittoria, ma contemporaneamente comincia a essere attratto da Lucinda.
Prima ancora di vederla. La voce. Il profumo. La vicinanza.
La cerca. La bacia. E non una volta soltanto.
Poi arriva il momento che Lucinda teme da sempre: Ignazio recupera la vista.
Finalmente la vede.
E non succede ciò che lei ha sempre temuto. Non la guarda con disgusto. Non si allontana. Non resta sconvolto dalla cicatrice. Anzi.
Poco dopo le chiede di sposarlo.
E qui, lo ammetto, riesco persino a provare un momento di tenerezza per Lucinda.
Perché dietro la donna che mente, manipola e controlla vediamo improvvisamente quella ragazza che, dopo Maurizio, l’incendio, la morte della madre e anni passati a sentirsi diversa, pensa finalmente: qualcuno mi ha vista davvero e mi vuole lo stesso.
Il suo sorriso in quel momento dice tutto.
Ed è proprio questo che rende il personaggio interessante: Lucinda non è semplicemente “la cattiva che vuole rubare l’uomo alla protagonista”. È una donna che desidera disperatamente essere amata e che, proprio per la paura di non esserlo, distrugge qualsiasi possibilità di costruire qualcosa di autentico.
Perché c’è un paradosso che continuo a pensare.
Se Lucinda non avesse mentito… se avesse consegnato quelle lettere… se avesse permesso a Ignazio di cercare Geraldo, Dona Nicota e Henriqueta… se gli avesse detto la verità su Maria Vittoria… siamo davvero sicuri che tra lei e Ignazio non sarebbe potuto nascere qualcosa?
Forse no. Forse lui sarebbe corso immediatamente da Maria Vittoria.
Ma non possiamo saperlo.
Lucinda stessa ci ha impedito di scoprirlo.
E questa, per me, è quasi la parte più tragica della sua storia.
Perché, paradossalmente, Lucinda e Ignazio hanno vissuto insieme molto più di quanto abbiano vissuto Maria Vittoria e Ignazio.
Hanno condiviso giornate, paure, conversazioni, difficoltà, gesti quotidiani.
Maria Vittoria e Ignazio, invece?
Si conoscono, si innamorano molto rapidamente, trascorrono pochissimo tempo insieme, vivono una notte d’amore e poi vengono separati.
Da quel momento il loro grande amore esiste soprattutto nel ricordo, nelle lettere, nella nostalgia e nel desiderio di ritrovarsi.
Ed ecco la mia eresia.
Nelle scene insieme io continuo a vedere più chimica tra Lucinda e Ignazio che tra Ignazio e Maria Vittoria.
Questo non rende sano il loro rapporto. Non cancella le bugie di Lucinda. Non significa che Ignazio l’avrebbe scelta conoscendo tutta la verità.
Significa soltanto che, guardandoli insieme, io percepisco qualcosa.
Ed è proprio per questo che adesso comincio ad avere un problema soprattutto con lui.
Perché prima Ignazio era cieco. Dipendeva dagli altri. Era vulnerabile. Adesso no. Adesso ci vede.
E allora, caro Ignazio… vuoi fare qualcosa?
Maria Vittoria, secondo la versione che ti è stata raccontata, ti avrebbe tradito, avrebbe sposato un altro uomo e starebbe crescendo con lui il bambino che tu credi essere tuo. Terribile.
Capisco la rabbia. Capisco il dolore. Capisco persino la volontà di voltare pagina.
Ma gli altri? Geraldo? Un uomo fondamentale nella tua vita sarebbe improvvisamente diventato tuo nemico perché manca del denaro e tu accetti questa versione senza nemmeno provare ad affrontarlo?
Dona Nicota? Ti dicono che è andata via e basta così? Non vuoi sapere dove? Perché? Come sta? Non vuoi cercarla?
E soprattutto…TUO FIGLIO???
Perché questo è il punto davanti al quale proprio non riesco a passare oltre. Ignazio crede che Maria Vittoria abbia partorito un maschio e che ora viene cresciuto dal marito della ragazza.
Può pensare tutto il peggio possibile di Maria Vittoria. Può sentirsi tradito. Può convincersi che lei abbia scelto un altro uomo. Ma quel bambino dovrebbe comunque essere suo figlio.
Possibile che non senta il bisogno di cercarlo?
Di sapere dove vive?
Se sta bene?
Di vederlo almeno una volta?
Di capire chi lo sta crescendo?
No.

Ignazio suona. Parla. Sorride. Bacia Lucinda. Organizza il matrimonio. E adesso si trasferisce perfino a San Vital, dove pensa tranquillamente di stabilirsi con la futura moglie.
E qui davvero mi viene spontaneo chiederglielo: Ignazio, ma ci fai o ci sei?
Perché la cecità poteva spiegare molte cose.
La dipendenza da Lucinda poteva spiegare molte cose.
La paura, la confusione e la perdita di memoria potevano spiegare molte cose.
Ma adesso hai recuperato la vista.
Puoi uscire.
Puoi cercare.
Puoi fare domande.
Puoi andare da Geraldo.
Puoi cercare Dona Nicota.
Puoi provare a capire che fine abbia fatto zia Henriqueta.
E soprattutto puoi cercare quel figlio che credi sia venuto al mondo.
Lucinda continua a mentirti, certo. Ma a questo punto non possiamo più attribuire ogni cosa esclusivamente alle sue macchinazioni. Perché per scoprire una verità bisogna anche avere voglia di cercarla.
E forse il vero problema di Ignazio è proprio questo: continua ad aspettare che siano gli altri a raccontargli la sua vita.
Ora che finalmente ha recuperato la vista, sarebbe anche arrivato il momento di aprire gli occhi.
Nella prima parte delle mie riflessioni su Lucinda avevo cercato soprattutto di capire cosa si nascondesse dietro i suoi comportamenti: il trauma dell’incendio, la morte della madre, l’abbandono di Maurizio, la cicatrice e quella paura profondissima di non poter essere più amata.
Ma dopo gli ultimi avvenimenti credo che sia diventato più interessante parlare non soltanto di lei, bensì del rapporto che si è creato tra Lucinda e Ignazio.
Perché, per quanto assurdo possa sembrare il loro imminente matrimonio e per quanto sia evidente che Lucinda abbia costruito quel rapporto attraverso menzogne e manipolazioni, una relazione tra i due, nel frattempo, si è effettivamente formata.
E qui so già che probabilmente farò arrabbiare qualche sostenitore di Maria Vittoria e Ignazio.

Ora sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi.
Siete tra quelli che non vedono l’ora che Maria Vittoria e Ignazio si ritrovino?
Oppure anche voi pensate che il loro grande amore sia stato in realtà vissuto troppo poco per risultare così indissolubile? E che forse Maria Vittoria meriti molto di più?
Aspetto i vostri commenti 🙂

Marianna,sottoscrivo parola per parola tutte le tue riflessioni.Ignazio è un debole,ingenuo sino ad essere tonto,in fondo molto attratto da Lucinda,nonostante lei gli menta a sua insaputa.Poi inaccettabile il suo non cercare il figlio.Ok crede che Maria Vittoria si sia sposata e viva a Madrid ma suo figlio è sempre suo figlio.Spero che Maria Vittoria si ricongiunga presto con sua figlia Mariana e sposi Vincente,un uomo che la sta aiutando a ritrovare Ignazio,andando contro i suoi sentimenti,un uomo che la ama incondizionatamente.
Sì, Eugenia. Vicente ha dimostrato tanta maturità mentre Ignazio fin dalle prime puntate è stato insicuro. Io, contrariamente a tantissimi fan che vogliono fortemente la coppia Maria Vittoria-Ignazio, tifo per Vicente, per l’amore rispettoso e coerente.
Infatti,il fatto è che nelle telenovelas,di solito,la coppia iniziale si ricongiunge nel finale della storia,se in Tempo d’amare subentra un’ altra coppia è molto positivo e realistico perché,anche nella vita,spesso non ci si sposa con il primo amore ma con qualcuno che si rivela di gran lunga migliore e più adatto alle proprie esigenze.In Tempo d’amare c’è molto romanticismo ma è una storia comunque realistica.
Sono d’accordo con questa riflessione, la cosa che più mi fa storcere il naso è che lui non pensi più a sua figlia e non faccia niente per provare a cercarla!!
CONCORDO IN TUTTO E PER TUTTO CON TE MARIANA! IGNAZIO NON MERITA CHE MARIA VITTORIA LO AMI ANCORA! È VERAMENTE UNO STOLTO!
CONCORDO IN TUTTO E PER TUTTO CON TE MARIANNA! IGNAZIO NON MERITA CHE MARIA VITTORIA LO AMI ANCORA! È VERAMENTE UNO STOLTO!
Io non concordo totalmente. E mi spiego: nella prima parte della telenovela Ignazio era umiliato da tutti. Considerato un “ratto”, un “poveraccio”, uno che doveva solo stare zitto e subire. Convinto fin da piccolo che le persone come lui fossero nate per stare zitte Lui è cresciuto così. Trovo piuttosto logico che si fidasse di Lucinda perché è stata la persona che lo ha salvato, sostenuto, accudito per molto tempo. Ed è la persona che gli ha fatto credere, mentendo spudoratamente, che tutti lo avessero abbandonato, sia Maria Vittoria, sia la zia. Anche lui si è ritrovato solo….solo e fragile al punto di credere a tutto ciò che Lucinda gli diceva. Ma sono certa che piano piano si renderà conto della situazione. Dal signor Geraldo è andato per scusarsi e spiegare, solo che non l’ha trovato…..e tornerà, sono sicura. Per quel che riguarda Maria Vittoria credo che, in base a ciò che gli ha raccontato Lucinda,che è felicemente sposata abbia convinto Ignazio a non cercarla per non ” complicare la sua vita” come già le disse in Portogallo. Se ami veramente qualcuno sei felice se quel qualcuno è felice. Anche il fatto che non abbia mai cercato il figlio, che poi è una figlia ma lui non lo sa, benché possa sembrare un gesto negativo potrebbe essere che lui non voglia turbare la serenità della famiglia di Maria Vittoria e di suo marito. Nella falsa lettera letta da Lucinda quando era cieco si diceva che i due erano felicemente sposati e che Lui aveva adottato il bambino. Sicuramente è un po’ ingenuo, ma lo è perché è troppo buono ( lo dicono tutti quelli che l’hanno conosciuto), perché si fida totalmente di Lucinda perché fondamentalmente le deve la vita e quindi ha enorme riconoscenza e perché si crede abbandonato da tutte le persone che dicevano di amarlo.
Grazie del commento. Sì, ovviamente piano piano Ignazio si renderà conto di molte cose. Ci sta che possa fidarsi di qualcuno – in questo caso Lucinda – che non solo gli ha salvato la vita ma è finalmente è una persona che non lo giudica come hanno fatto tutti gli altri. Ci sta che trovi una casa accogliente, cure, affetto… e che per questo si convinca che quello sia il posto giusto per lui.
Ma sulla figlia (che lui crede figlio) no… ha saputo che è Maria Vittoria è felice solo tramite una lettera, non ha nemmeno avuto un confronto con lei. Non vuoi turbare la serenità? Sei stato talmente abituato a sentirti inferiore che ti sei convinto che lei stia meglio senza di te? Lei, sì. Ma avete un figlio, è tuo, sangue del tuo sangue. Basta un solo incontro, un chiarimento faccia a faccia, visto che parliamo di figli e non di oggetti. Poi dopo si dicono addio e ognuno continua la sua vita, se è questo che vuole perchè è “troppo buono”, ma lasciare tutto così non lo trovo un atteggiamento maturo. Poi sorvoliamo su Maria Vittoria. Ok, lei ti ha “abbandonato” e ha preferito un altro per dare una famiglia al bambino. Ma zia Henriqueta? sempre così dolce e premurosa con lui, non gli scrive più? E basta che Lucinda dica: nessuna lettera da Sobreiro. Per convincersi che anche lei lo abbia abbandonato. Geraldo arrabbiato che vuole denunciarlo, Dona Nicota che è andata via… Possibile che veramente tutti tutti abbiano deciso di abbandonarlo? Poi prima ancora che sapesse tutta la storia di Maria Vittoria già si sentiva attratto da Lucinda, dal suo profumo. Non ci è voluto molto ad avvicinarsi a lei. E nemmeno per chiederle di sposarlo.
Il mondo è bello perchè è vario, ovviamente ogni opinione va rispettata però io non riesco proprio a vederlo come un troppo ingenuo e troppo buono e basta. Lo è fino a un certo punto… poi certe cose sono evidenti non solo per gli spettatori ahimè… e farlo rimanere in questo stato è solo per allungare le puntate e farlo ritrovare più tardi possibile con Maria Vittoria, mi stanca un pochettino.