Oggi è una giornata veramente triste. Dopo la notizia della morte di Laura Cardoso, la televisione brasiliana perde una delle sue interpreti più rappresentative: Glória Menezes. L’attrice è morta oggi, 18 agosto 2026, a Rio de Janeiro, all’età di 91 anni, per cause naturali.
Con lei scompare un volto che ha attraversato oltre sessant’anni di spettacolo, accompagnando l’evoluzione della telenovela brasiliana dalle sue prime grandi produzioni quotidiane fino alla televisione del nuovo millennio. Attrice di teatro, cinema e televisione, Glória Menezes non è stata soltanto una protagonista popolare: apparteneva a quella generazione di interpreti che ha contribuito a costruire il linguaggio stesso della teledrammaturgia brasiliana.

Nata a Pelotas, nel Rio Grande do Sul, il 19 ottobre 1934 con il nome di Nilcedes Soares de Magalhães, iniziò la propria carriera sulle scene teatrali prima di affermarsi sul piccolo schermo.
Il suo nome sarebbe presto diventato inseparabile da quello di Tarcísio Meira, compagno di vita e di lavoro per quasi sessant’anni. Glória e Tarcísio si conobbero lavorando insieme e formarono una delle coppie più amate e longeve dello spettacolo brasiliano.
Nel 1964 furono protagonisti di 2-5499 Ocupado, produzione della TV Excelsior considerata una delle opere fondamentali nella nascita della telenovela quotidiana in Brasile. Proprio durante quel lavoro nacque anche la loro relazione.
Alla Globo debuttarono insieme nel 1967 con Sangue e Areia, dove Glória interpretava Doña Sol.
Il loro sodalizio non rimase confinato alle telenovelas. Nel 1988 arrivò anche il programma Tarcísio & Glória, nel quale i due furono non soltanto interpreti ma anche produttori.
Dietro l’immagine della coppia simbolo della televisione brasiliana esisteva un rapporto costruito sulla reciproca stima professionale. Glória raccontò più volte come lei e Tarcísio fossero abituati a confrontarsi sul lavoro, scambiandosi opinioni e critiche con grande naturalezza.
La loro storia terminò soltanto con la morte di Tarcísio Meira, avvenuta nell’agosto 2021 a causa delle complicazioni provocate dal Covid-19. Per Glória fu una perdita enorme, dopo una vita trascorsa insieme dentro e fuori dal set.

Ripercorrere la carriera di Glória Menezes significa attraversare buona parte della storia della Globo. L’attrice partecipò a oltre quaranta telenovelas della rete e seppe adattarsi a epoche, autori e registri completamente differenti. Negli anni Settanta fu tra i volti di produzioni ormai entrate nella memoria della televisione brasiliana, come Irmãos Coragem, O Homem que Deve Morrer, Cavalo de Aço e Pai Herói. In Irmãos Coragem affrontò una delle prove più particolari della sua carriera interpretando Lara, Diana e Márcia, tre personalità diverse legate allo stesso personaggio. Negli anni Ottanta e Novanta arrivarono ruoli destinati a consolidare definitivamente il suo prestigio. Partecipò a Guerra dos Sexos (Adamo contro Eva – in Italia), Brega & Chique, Rainha da Sucata, Deus nos Acuda, A Próxima Vítima e Torre de Babel. Proprio Laurinha Figueroa di Rainha da Sucata rimane uno dei personaggi maggiormente associati al suo nome.
Elegante, sofisticata, ambigua e profondamente ossessionata da Renato Maia, Laurinha mostrò anche un la
o diverso dell’attrice, capace di trasformare una donna dell’alta società in una figura inquieta e memorabile.
Negli anni Duemila continuò a essere presente in produzioni di grande richiamo. Apparve in O Beijo do Vampiro, in Senhora do Destino e, nel 2006, in Páginas da Vida (Pagine di vita), telenovela di Manoel Carlos trasmessa anche in Italia. Qui interpretava Amália “Lalinha” Martins de Andrade, moglie di Tide, ruolo affidato ancora una volta a Tarcísio Meira: una presenza breve ma importante all’interno della grande famiglia attorno alla quale si sviluppava parte della storia.
Successivamente partecipò anche ad A Favorita, dimostrando una continuità professionale rara e la capacità di non diventare mai soltanto un nome legato al passato. Non importava quale generazione di attori avesse intorno: Glória riusciva sempre a conservare una propria autorevolezza scenica.
Il suo ultimo lavoro in una telenovela fu Totalmente Demais, nel 2015. Dopo quella esperienza si allontanò progressivamente dalla televisione, conducendo una vita sempre più riservata.

La carriera di Glória Menezes non appartiene soltanto alla televisione.
Nel 1962 prese parte a O Pagador de Promessas, film diretto da Anselmo Duarte e diventato una pietra miliare del cinema brasiliano.
La pellicola vinse la Palma d’Oro al Festival di Cannes, unico film brasiliano ad avere conquistato fino a oggi il massimo riconoscimento della manifestazione.
Essere presente in un’opera tanto importante già nei primi anni della propria carriera mostra quanto Glória fosse inserita fin dall’inizio in una stagione particolarmente fertile dello spettacolo brasiliano.

Esistono attrici ricordate soprattutto per un personaggio. Glória Menezes apparteneva a un’altra categoria.
Ogni generazione poteva identificarla con una fase diversa della propria vita televisiva.
Per alcuni era l’eroina romantica delle novelas degli anni Sessanta e Settanta. Per altri era Laurinha Figueroa. Per altri ancora apparteneva al mondo di A Próxima Vítima, Torre de Babel, Senhora do Destino o A Favorita.
Era riuscita a fare qualcosa che non è scontato nemmeno per le interpreti più amate: invecchiare insieme alla televisione senza esserne mai espulsa.
I ruoli cambiavano, il peso dei personaggi cambiava, il pubblico cambiava. Lei rimaneva.
Nel 2026 la Globo le aveva reso nuovamente omaggio inserendola nella propria Calçada da Fama.
Era il riconoscimento a una carriera che ormai apparteneva non soltanto alla storia personale dell’attrice, ma alla memoria stessa dell’emittente.
Addio, Glória. Con la tua morte si chiude un altro capitolo della grande stagione della televisione brasiliana. Quella costruita da attori capaci di passare dal teatro alla televisione e al cinema, di affrontare centinaia di ore di registrazione e di diventare presenze familiari nelle case di milioni di persone.
R.I.P.
