Nelle puntate del 4 agosto di Tempo di amare abbiamo visto Edgar essere ricoverato d’urgenza dopo essere stato colpito da un proiettile alla spalla, mentre si trovava con Olímpia sulle scale davanti casa della ragazza. Tutto accade all’improvviso: i ragazzi sentono uno sparo, Edgar si porta la mano alla spalla, vede del sangue e cade a terra.

E l’attentatore, Matias Cardoso, un uomo misterioso che abbiamo visto più volte seguirli nelle puntate precedenti, fugge senza essere riconosciuto.

La scena conserva tutta la sua drammaticità, ma i tagli apportati all’edizione trasmessa in Italia hanno eliminato alcuni passaggi secondo me importanti perché si è persa una parte della costruzione narrativa che avrebbe permesso allo spettatore di comprendere meglio l’attentato e di cogliere il significato delle scene successive.
L’indizio nascosto
Per diverse puntate assistiamo a episodi di razzismo nei confronti di Edgar. Alcuni vengono mostrati anche nella versione internazionale della telenovela, mentre altri sono stati eliminati.
È il caso, per esempio, della scena ambientata al parco, nella quale Edgar e Olímpia sono seduti su una panchina e si baciano. Un gruppo di ragazzi osserva i due e comincia a deridere il giovane finché uno di loro arriva persino a scagliargli contro una pietra.

Il colore della pelle, la discriminazione e il posto occupato da Edgar all’interno della società sono argomenti che ritornano frequentemente nei dialoghi della coppia. Olímpia gli domanda che cosa significhi «essere un uomo nero» in un mondo come quello in cui vivono. Non lo fa certamente in senso dispregiativo, né perché lo consideri diverso da lei: Olímpia lo ama. Cerca piuttosto di comprendere che cosa voglia dire, per Edgar, vivere ogni giorno in una società che lo giudica per il colore della sua pelle. Vuole sapere come riesca a sopportare le umiliazioni, quali sentimenti provi e quanto dolore sia costretto a nascondere.
Per questo motivo, quando compare il misterioso uomo che comincia a seguirli, lo spettatore è naturalmente portato a pensare che faccia parte di quella porzione di società che considera Edgar un diverso da emarginare o persino da eliminare.
A rendere la sua presenza ancora più intollerabile agli occhi dei razzisti è la relazione con una donna bianca, appartenente per di più all’alta società. Edgar partecipa alle feste, frequenta i teatri e i circoli letterari e si mostra in pubblico insieme a Olímpia senza nascondersi e senza vergognarsi del loro amore.
Tutto sembra quindi suggerire che il bersaglio dell’uomo misterioso sia proprio lui.

Esiste però una scena che, già prima del chiarimento arrivato nelle ultime puntate trasmesse, permetteva di intuire che il vero obiettivo di Matias non fosse Edgar, bensì Olímpia.
Poco prima della tragedia che mette in pericolo la vita del giovane, nella versione originale compare una breve sequenza ambientata al cinema. Vicente e Olímpia stanno assistendo alla proiezione di un film, mentre Matias, seduto due file più indietro, li osserva attentamente.
Potrebbe sembrare un dettaglio insignificante, ma non lo è affatto.
Se il suo obiettivo fosse stato Edgar, perché Matias avrebbe dovuto seguire Olímpia e suo fratello?
Si potrebbe pensare che l’uomo avesse seguito la ragazza nella speranza che incontrasse Edgar.
Una volta accortosi, però, che l’appuntamento era con Vicente, non avrebbe avuto alcun motivo per restare.
E invece Matias continua a sorvegliarla e si prepara a colpire, ma la troppa gente intorno gli fa cambiare idea.
È un passaggio breve, ma tutt’altro che secondario. La sua presenza al cinema non è casuale: anticipa che l’attenzione dell’uomo è rivolta proprio a Olímpia. Lo spettatore può così cominciare a intuire che Matias non sta perseguitando Edgar e che il vero pericolo affonda le proprie radici nel passato della ragazza.

Nei gruppi in cui si commentava la telenovela durante la messa in onda originale, molti spettatori ipotizzavano che in passato Olímpia avesse rifiutato Matias e che lui non fosse riuscito ad accettarlo.
Successivamente scopriamo che i due avevano effettivamente avuto una breve relazione durante il periodo trascorso a Parigi e che Matias era interessato anche al patrimonio della giovane.
Entrambi si trovavano nella capitale francese per studiare, ma conducevano vite molto differenti.
Olímpia poteva contare sul sostegno economico del ricco Consigliere, suo zio, mentre Matias non disponeva delle stesse possibilità. La ragazza non si limitava a prestargli gli appunti delle lezioni: gli comprava abiti e altri oggetti e pagava spesso i loro pranzi e le loro cene.
Per Matias, quindi, stare con lei significava non soltanto possedere una ragazza bella e ricca, ma anche assicurarsi una vita comoda e privilegiata. Il suo sentimento si mescolava al desiderio di controllo, all’interesse economico e all’incapacità di accettare un rifiuto.

Purtroppo, non è difficile riconoscere la psicologia di individui simili. Non si tratta soltanto di una mentalità appartenente agli anni Venti: ancora oggi esistono uomini convinti di poter disporre della vita di una donna e incapaci di accettarne la libertà e le decisioni.
Attraverso questa vicenda la telenovela affronta, dunque, anche il tema del femminicidio, o più precisamente del tentato femminicidio.
Matias non riesce a colpire Olímpia perché, nel momento in cui parte lo sparo, Edgar la attira verso di sé e finisce sulla traiettoria del proiettile destinato a lei. Il giovane rimane gravemente ferito, ma il vero bersaglio era Olímpia.
Non si è quindi trattato di un attentato razzista contro Edgar, come inizialmente poteva sembrare, bensì del tentativo di uccidere una donna che aveva osato sottrarsi al controllo di un uomo.
Due fedi, una sola richiesta
Ma non è stato l’unico taglio di queste ultime puntate.
Trasportato d’urgenza in ospedale, Edgar versa in condizioni critiche e deve essere sottoposto a una trasfusione. Olímpia è sconvolta, mentre Vicente parte alla ricerca dei genitori del ragazzo per informarli dell’accaduto.
Nel frattempo, Isolina trova sul luogo dell’aggressione un guanto, destinato a diventare uno degli indizi principali dell’indagine.
Nella versione originale, però, la preoccupazione per Edgar non viene raccontata soltanto attraverso ciò che accade in ospedale.

La famiglia e le persone a lui più vicine si riuniscono davanti a una statua di Nostra Signora della Concezione. Bernardo, Celina, Celeste Hermínia e il Consigliere pregano affinché il giovane possa sopravvivere.
Non possono intervenire sulle cure, non conoscono ancora l’identità di chi ha sparato e non sanno se Edgar riuscirà a salvarsi. Possono soltanto affidarlo alla protezione della Madonna.
Il momento è raccolto e solenne. I personaggi appartengono allo stesso ambiente familiare e sociale ma, davanti alla possibilità che Edgar possa morire, le tensioni sembrano momentaneamente interrompersi.
La supplica mostra quanto il ragazzo sia amato dalla fidanzata ma anche apprezzato e stimato dalla sua famiglia.

Contemporaneamente, lontano dalla casa del Consigliere, Isolina prende parte a una cerimonia religiosa di matrice africana.
Vestita di bianco e accompagnata dal suono dei tamburi, la donna si inginocchia davanti alla raffigurazione di Omolu. Porta con sé una ciotola colma di popcorn e invoca l’orixá affinché liberi Edgar dal male che lo sta colpendo.
Nella sua preghiera lo chiama signore della terra, signore della guarigione e medico di tutti. Ricorda inoltre le acque sacre del mare che curarono le sue ferite e gli chiede di concedere la stessa protezione al ragazzo.
La presenza dei popcorn potrebbe apparire insolita a chi non conosce le religioni afro-brasiliane, ma non si tratta di un semplice elemento scenografico. Chiamati anche deburu o doburu in determinati contesti rituali, sono tradizionalmente associati a Omolu, o Obaluaiê, e vengono offerti durante le cerimonie legate alla purificazione e alla guarigione.
L’orixá è infatti connesso tanto alla malattia quanto al potere di curarla. Anche le fibre di paglia che ne ricoprono la rappresentazione costituiscono un elemento caratteristico della sua iconografia.
Isolina non si rivolge quindi a una forza pagana oscura o minacciosa. Chiede aiuto a una divinità guaritrice e le affida Edgar con la stessa speranza con cui la famiglia del Consigliere lo affida alla Madonna.
È proprio il montaggio parallelo a conferire forza e profondità alla sequenza.
Da una parte troviamo la casa elegante, i fiori, le candele e la statua della Madonna. Dall’altra ci sono la notte, i tamburi, gli abiti bianchi, le collane rituali e l’immagine di Omolu.
La telenovela pone così sullo stesso piano emotivo due differenti espressioni della fede presenti nella società brasiliana. Il cattolicesimo praticato dalla famiglia del Consigliere e la religiosità afro-brasiliana di Isolina percorrono strade diverse, ma conducono alla medesima supplica.
Le scene eliminate svolgevano dunque due funzioni differenti: la sequenza del cinema conteneva un piccolo indizio narrativo, mentre le due preghiere offrivano un approfondimento emotivo e culturale dei personaggi e della loro storia.
Naturalmente, passando dai 148 capitoli della versione originale ai 90 episodi dell’edizione acquistata per la messa in onda italiana, i tagli erano inevitabili. È comprensibile che siano state sacrificate soprattutto quelle scene che, pur essendo interessanti e utili ad arricchire il racconto, non risultavano indispensabili per comprendere lo sviluppo principale della trama.
Avendo però avuto la possibilità di vedere anche la versione originale, e sapendo quanto numerosi siano gli spettatori che si sono appassionati a questa storia, mi faceva piacere condividere con voi queste sequenze e raccontarvi ciò che non abbiamo potuto vedere nell’edizione italiana.
Spero che questo approfondimento vi abbia fatto piacere. Aspetto come sempre i vostri commenti! Ciao!

Grazie per condividere con noi queste scene tagliate.
Un vero peccato che questa scene siano state tagliate. Effettivamente era difficile capire che si trattasse di tentato femminicidio e non di razzismo.
Interessante anche la cerimonia africana!