La fazenda di Gumercindo, il ricco proprietario terriero interpretato da Antônio Fagundes in Terra Nostra, è uno degli ambienti più caratteristici della telenovela di Benedito Ruy Barbosa. Ma non tutti sanno che la sua realizzazione fu il risultato di un interessante lavoro di combinazione tra location reali e scenografie costruite negli studi Projac della Globo, alcune delle quali erano già state utilizzate in produzioni precedenti e sarebbero state successivamente trasformate per altre telenovelas.


Per le riprese della celebre tenuta venne utilizzata la magnifica Fazenda Santa Clara, una storica proprietà agricola situata a Santa Rita de Jacutinga / Rio Preto, al confine tra gli Stati di Minas Gerais e Rio de Janeiro. Fondata nel 1805 da Francisco Teresiano de Bustamante Forte (funzionario del governo portoghese con la carica di guardamôr-sommo guardiano), la tenuta sorgeva in una posizione strategica lungo la valle del Rio Preto ed era tristemente celebre all’epoca anche per le rotte di contrabbando dell’oro collegate all’Estrada Real. La tradizione locale ricorda persino le prospezioni effettuate nella zona da Tiradentes.


Considerata una delle tenute rurali coloniali più grandi dell’America Latina, la sua struttura originaria colpiva per le imponenti dimensioni e per una rigorosa simbologia legata al tempo: 5.400 metri quadrati di superficie, 365 finestre (come i giorni dell’anno), 52 stanze (come le settimane) e 12 grandi saloni (come i mesi). Per combattere il caldo torrido, i costruttori sfruttarono il vento canalizzato della valle e ingegnosi canali d’acqua scavati per circa 4 chilometri che fungevano da vero e proprio sistema di aria condizionata naturale. Gli interni custodivano inoltre materiali di pregio straordinario, come i pavimenti in legno pino di Riga proveniente dalla Russia (utilizzato originariamente come zavorra nelle navi mercantili) e lampadari in cristallo di Boemia progettati per amplificare la luce delle candele.


Tuttavia, la produzione di Terra Nostra ricostruì gran parte della fazenda anche negli studi di Projac, a Rio de Janeiro, riproducendo l’ingresso, gli spazi esterni e le aree destinate alla vita quotidiana, mentre gli interni (come il soggiorno e le camere da letto) venivano girati in studio. La scenografia comprendeva anche una cucina esterna — dove Eleonora preparava pane e altre pietanze — e l’ingresso principale attraverso il quale arrivavano i personaggi.
Dalla realtà agli studios: il riciclo creativo delle scenografie Globo
Una curiosità affascinante riguarda la provenienza e la successiva evoluzione di queste strutture scenografiche. Parte degli ambienti esterni utilizzati per la fazenda era stata impiegata in Meu Bem Querer, la telenovela precedente ambientata nel Nordest brasiliano. Elementi analoghi, inclusa la senzala (l’edificio destinato ad accogliere le persone ridotte in schiavitù, che in Terra Nostra faceva anche da dormitorio a Matteo e Tiziu), furono recuperati e adattati alla nuova ambientazione storica.
Ma che fine fece la fazenda di Projac dopo la conclusione di Terra Nostra? La sua scenografia ebbe una straordinaria seconda vita in diverse produzioni di successo di Globo:
- O Cravo e a Rosa: Una parte degli ambienti fu recuperata per la telenovela ambientata negli anni Venti, adattando le strutture esistenti per ricreare nuovi scorci di San Paolo, tra cui la zona della strada del mercato.
- A Padroeira: Il complesso fu pesantemente modificato per le vicende di Walcyr Carrasco ambientate a Guaratinguetá. La vecchia scenografia si trasformò in un villaggio con locanda; la casa del poeta Manuel Cintra (interpretato da Otávio Augusto) trovò spazio in una delle strutture, mentre l’area della vecchia senzala divenne il mercato dei tropeiros, i tradizionali mandriani e commercianti itineranti.
- Celebridade: Grazie alla flessibilità degli spazi all’interno del Projac, alcune parti vennero riconvertite persino per la realizzazione del palazzo presente in questa trama urbana moderna.
La fazenda di Gumercindo, dunque, non fu soltanto una delle ambientazioni più iconiche e riconoscibili di Terra Nostra: dietro alla sua messa in scena si nasconde un intreccio unico tra la storia autentica della Fazenda Santa Clara — oggi preservata dai discendenti del colonnello João Honório (che la acquistò nel 1924) — e le meticolose ricostruzioni degli studi televisivi. Un esempio perfetto di come, nel mondo delle telenovelas, gli stessi spazi potessero cambiare completamente volto e continuare a vivere di luce propria in molte altre storie.
