Benritrovati con la rubrica Telenovelas&Letteratura, lo spazio in cui vi mostro i personaggi delle telenovelas alle prese con libri, romanzi e letture che spesso non sono semplici dettagli di scena, ma piccoli indizi capaci di raccontare qualcosa in più sulla loro personalità.
Oggi ci fermiamo su una scena della puntata 19, secondo la numerazione dell’edizione originale, di Tempo di amare, in cui Lucinda legge ad Ignazio il primo capitolo di “La donna di trent’anni ”, conosciuto anche come “La trentenne” di Honoré de Balzac.
La scena è stata tagliata nella versione internazionale, per cui la voglio condividere con voi.

Il capitolo del libro che Lucinda legge si intitola “Primi errori”. La ragazza comincia dall’incipit del romanzo: «No princípio do mês de abril de 1813, houve um domingo, cuja manhã prometia um desses dias radiosos em que os parisienses veem, pela primeira vez no ano, as ruas sem lama e o céu sem nuvens.» (traduzione: «All’inizio del mese di aprile del 1813 vi fu una domenica il cui mattino prometteva una di quelle giornate splendenti nelle quali i parigini vedono, per la prima volta nell’anno, le strade senza fango e il cielo senza nuvole.»)

Ignazio, colpito dalle parole del libro, interrompe Lucinda perché quella descrizione gli fa tornare alla mente il Portogallo. Lei, incuriosita, gli chiede com’è l’inverno nella sua terra, Sobreiro. Lui le racconta che a volte, proprio in quel periodo, cade anche la neve e Lucinda si meraviglia, mostrandosi affascinata non soltanto dal racconto, ma anche da quel mondo lontano che Ignazio porta dentro di sé.

Nella puntata 27, Ignazio chiede a Lucinda di leggergli altre pagine del romanzo, perché il libro gli è piaciuto molto. Lucinda comincia a leggere: «Outrora, sabia-se tão bem amar como morrer no momento preciso.» (traduzione: «Un tempo si sapeva amare, così come si sapeva morire al momento opportuno.»).
La frase appartiene in realtà al primo capitolo del romanzo, anche se le immagini mostrano che Lucinda e Ignazio sembrano essere arrivati circa a metà del volume.
Nel testo di Balzac, queste parole vengono pronunciate dalla zia della protagonista, una donna anziana ed esperta che comprende le sofferenze della giovane nipote e critica la rozzezza sentimentale degli uomini dell’epoca napoleonica. Secondo lei, quegli uomini sanno affrontare la morte in battaglia, ma non sono capaci di amare con delicatezza, attenzione e rispetto.
Ignazio giudica quelle parole molto dure, poi chiede a Lucinda di consegnargli il libro: dopo i recenti miglioramenti della vista, vuole provare a leggere da solo. Si rende però conto di non riuscirci ancora e, scoraggiato, le restituisce il romanzo.
Lucinda allora lo rassicura con una frase: «Sarò io i tuoi occhi. Sempre.»
La lettura diventa così qualcosa di più di un semplice passatempo. Per Lucinda è un modo per rendersi indispensabile nella vita di Ignazio, offrirgli ciò che ancora non può fare da solo e creare tra loro un’intimità sempre più profonda.
Un po’ sul libro
La donna di trent’anni è un romanzo di Honoré de Balzac, pubblicato nel 1842 e inserito all’interno de La Commedia umana, nella sezione delle Scene di vita privata.
La protagonista è Julie, una giovane donna che, a soli sedici anni, si innamora del colonnello Victor d’Aiglemont e decide di sposarlo, nonostante gli avvertimenti del padre. Ben presto, però, Julie comprende di aver commesso un errore: il marito si rivela egoista, freddo e incapace di darle felicità.
Il matrimonio, invece di essere una promessa d’amore, diventa per lei una condanna silenziosa. Julie vive un’esistenza segnata dalla disillusione, dalla solitudine e dalla ricerca di un appagamento sentimentale che il marito non sa offrirle. Nel corso della sua vita cerca altrove quell’amore che le è mancato, ma ogni sentimento porta con sé nuove ferite.
Balzac racconta così il destino di una donna intrappolata in un’unione infelice, costretta a convivere con le conseguenze delle proprie scelte giovanili e con il peso delle convenzioni sociali.

Il collegamento con Lucinda diventa ancora più interessante se pensiamo al contenuto del romanzo.
In La donna di trent’anni, Julie si lascia trasportare da un’illusione d’amore: sposa Victor contro il parere della famiglia, convinta di trovare in lui la felicità, ma il matrimonio si rivela ben presto una delusione dolorosa.
Lucinda non vive la stessa identica esperienza, ma porta addosso una ferita simile: anche lei ha creduto in un amore, ha immaginato un futuro accanto a Maurizio, ha vissuto il fidanzamento come una promessa di felicità e di riscatto. Per molto tempo si è illusa che lui fosse l’uomo giusto, che il loro legame sarebbe sfociato nel matrimonio e che la sua vita avrebbe preso finalmente la forma di un sogno.
Invece, quel sogno si è spezzato prima ancora di arrivare all’altare. Maurizio l’ha abbandonata e Lucinda ha tentato disperatamente di trattenerlo, di legarlo a sé, di impedire che tutto finisse. Ma ogni tentativo è fallito, anche quelli più disperati, come preparare filtri d’amore, e da quella storia è nata una tragedia: la morte della madre, l’incendio, la cicatrice sul volto e una ferita interiore ancora più profonda.
Mentre Lucinda legge a Ignazio la storia di una donna delusa dall’amore e dal matrimonio, anche lei porta dentro di sé il peso di un amore mancato, di una promessa infranta e di una vita rimasta segnata da ciò che non è stato.
Chi di voi lo ha letto?
Aspetto i vostri commenti 🙂

C’è una cura anche nella scelta dei libri perché rispecchiano la storia e i personaggi della telenovela, niente è lasciato al caso!