Continuando il nostro viaggio dietro le quinte di Tempo di amare, questa volta soffermiamoci sulle automobili utilizzate nella telenovela. Non sono semplici elementi decorativi, ma contribuiscono a ricreare con grande accuratezza l’atmosfera compresa tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta.
In molte scene, inoltre, le vetture aiutano a raccontare anche i personaggi che le possiedono o le utilizzano. Le dimensioni, i colori, le rifiniture e il tipo di carrozzeria sembrano infatti accordarsi con la loro posizione sociale, il loro stile di vita e, talvolta, anche con la loro personalità.
Jorge Fernandes, autista di scena della telenovela, ha spiegato che alcune delle vetture impiegate nelle riprese appartengono a collezionisti privati e possiedono un valore molto elevato. Alcuni modelli sono talmente rari da non avere altri esemplari conosciuti: si tratta quindi di automobili uniche, custodite e utilizzate sul set con particolare attenzione.
Vediamone alcune insieme.

In questa prima foto possiamo osservare un automobile che compare nella scena in cui Ignazio viene aggredito per strada. Dopo averlo trovato ferito, Lucinda, che si trova a bordo della vettura con Gregório, l’autista, e Tiana, la cameriera, lo soccorre e lo conduce nella propria abitazione per curarlo. Quindi si tratta di una vettura appartenente alla famiglia Macedo.
Si presenta con una carrozzeria verde scuro, con parafanghi neri, grande calandra verticale, fari circolari e dettagli cromati. La linea alta e squadrata richiama perfettamente le vetture tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta. Per la forma del frontale e le proporzioni della carrozzeria, ricorda una Ford Model A Fordor Sedan.
Il colore scuro e la struttura imponente le conferiscono un aspetto elegante ma severo, che ben di accorda con il prestigio e l’ambiente raffinato della famiglia Macedo.

Nella seconda foto vediamo un’elegante automobile d’epoca bicolore, con carrozzeria nera e pannelli laterali in una delicata tonalità giallo-verde. Si distingue per la grande calandra cromata, i fari circolari, i parafanghi pronunciati e le ruote a raggi.
Possiamo vedere questa auto d’epoca nella scena in cui i genitori adottivi di Mariana si recano al convento per portar via la piccola.
L’abbinamento tra il nero e una tonalità più chiara rende la vettura distinta, curata e rassicurante.
Il suo aspetto sembra contribuire a presentare i due personaggi come persone rispettabili e appartenenti a un ambiente economicamente agiato, in linea con quanto richiesto dalle suore del convento per l’adozione di un bambino.

Una vettura molto simile, se non proprio la stessa auto, è utilizzata anche dal Consigliere Francisco, come potete osservare in questa terza foto. Qui l’uomo ha un appuntamento con la sua amata Celeste Herminia.
L’eleganza della carrozzeria si accorda anche qui perfettamente con la posizione sociale e il ruolo pubblico del Consigliere. E’ una vettura signorile ma non eccessivamente appariscente, capace di sottolineare l’autorevolezza e il comportamento misurato del personaggio.

Nella quarta foto vediamo un’automobile d’epoca dalla carrozzeria blu-azzurro acceso, con parafanghi neri, ruote a raggi blu e pneumatici a fascia bianca. La linea è compatta e squadrata, con abitacolo chiuso, due porte e ruota di scorta fissata sul retro. Per forme e proporzioni, anche questa ricorda una Ford Model A Tudor Sedan.
La vettura è stata usata da Celeste Herminia e Bernando quando sono andati alla ricerca di una casa da affittare dopo che l’uomo e la moglie Elvira (Alzira) hanno perso la loro casa a causa dei debiti.
Rispetto alle automobili più grandi e imponenti, questa appare più compatta e pratica. Il colore vivace si accorda con la presenza luminosa di Celeste Herminia.

Nella scena in cui Maria Vittoria va a casa di sua zia Elvira, vediamo l’auto dell’autista che deve portare le ragazze, Helena, Natalia e Felicia, all’istituto di Madame Lucerne, che poi si rivelerà tutt’altro. In questa quinta foto possiamo quindi osservarla da vicino: è una grande torpedo scoperta, con carrozzeria bordeaux, capote nera in tela, parafanghi neri, ruote rosse e ruota di scorta montata lateralmente. Il lungo abitacolo aperto, con più file di sedili, e il frontale alto con cornice dorata ricordano le touring car americane della seconda metà degli anni Venti, simili ad alcuni modelli Chevrolet o Buick dell’epoca.
La struttura ampia risponde alla necessità di trasportare più persone, ma il colore bordeaux e i dettagli vistosi richiamano sicuramente il mondo appariscente e ambiguo della Maison Dorée.

L’automobile d’epoca della sesta foto ha la carrozzeria blu molto scuro, con abitacolo chiuso, grandi fari circolari, calandra verticale e pedane laterali. La vettura viene usata dalla famiglia di Bernardo da Fontoura, sua moglie Elvira e la figlia Celina.
Il modello chiuso e il colore scuro conferiscono un aspetto tradizionale e rispettabile, rispecchiando quindi il desiderio della famiglia, e in particolare di Elvira, di conservare decoro e apparenze sociali, anche quando la loro situazione economica comincia a precipitare.

Nella settima foto vediamo un’automobile scoperta dalla vivace carrozzeria gialla, con parafanghi neri, capote in tela beige, sedili imbottiti e ruota di scorta montata lateralmente. Il frontale squadrato, con calandra color ottone e grandi fari circolari, richiama le touring car della fine degli anni Venti.
La vettura è di proprietà di Vicente Gomes da Rocha.
Tra tutte le auto viste finora, è certamente la più vivace e immediatamente riconoscibile. Il colore acceso e la carrozzeria scoperta rispecchiano alla perfezione il carattere giovane, dinamico e diretto di Vicente, distinguendolo da personaggi più maturi e legati alla tradizione.

Nella settima foto vediamo la vettura della famiglia Moniz, ovvero del dottor Álvaro e del figlio Fernando, caratterizzata da una carrozzeria nera, con abitacolo chiuso da una capote in tela, grandi parafanghi arrotondati, fari circolari e calandra verticale.
Il nero e la linea rigorosa conferiscono all’automobile un aspetto autorevole e formale, particolarmente adatto alla figura del dott. Alvaro Moniz.
Ma se vogliamo scavare più a fondo nella simbologia, il colore scuro può anche essere letto come un richiamo all’oscurità che circonda Fernando, agli aspetti più inquietanti della sua personalità.

Tra le vetture impiegate nella telenovela si trova anche un modello particolarmente prezioso che possiamo ammirare in questa nona foto: si tratta di un esemplare di grande valore economico e, soprattutto, dell’unica vettura ancora esistente di quel particolare modello. Proprio per la sua rarità, durante le riprese veniva trattata con estrema attenzione.
Si tratta dell’auto utilizzata da Josè Augusto, spesso guidata dal suo autista. E’ un’elegante berlina bicolore, con parte superiore verde scuro e pannelli inferiori in una tonalità crema tendente al giallo-verde. Ha carrozzeria alta e squadrata, quattro porte, grandi finestrini, parafanghi neri, pneumatici a fascia bianca e ruota di scorta montata lateralmente.
La rarità e l’imponenza della vettura sembrano riflettere perfettamente la ricchezza e il prestigio di José Augusto. È un’automobile elegante, esclusiva e riconoscibile, adatta a un uomo abituato a muoversi in un ambiente privilegiato e a essere accompagnato da un autista.
Queste automobili autentiche permettono alla produzione di evitare semplici riproduzioni scenografiche e di restituire allo spettatore un’immagine più credibile ed elegante dell’epoca raccontata.
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Che ricerca minuziosa 👏🏻👏🏻👏🏻