L’apparizione della celebre attrice e cantante messicana Laura Flores avviene in un momento narrativo diametralmente opposto a quello di Taís Araújo, di cui abbiamo parlato nell’ultimo articolo. Betty non è più la donna ferita e fuggiasca di Cartagena: è tornata a Bogotá, ha assunto la presidenza di Ecomoda con un look rinnovato e una nuova sicurezza, e sta organizzando una sfilata internazionale per salvare l’azienda dal baratro finanziario.
All’epoca della messa in onda, la Flores era all’apice della popolarità in Messico come conduttrice di “Hoy”, il programma mattutino di punta di Televisa. Nella telenovela interpreta se stessa proprio in quella veste: una giornalista e conduttrice internazionale arrivata a coprire l’evento di moda.

La prima scena di Laura Flores nel set di Ecomoda unisce perfettamente il glamour internazionale all’ironia tipica della serie: Caterina Angel fa da madrina anche a questo incontro, presentando la Flores alla nuova presidentessa Beatriz Pinzón Solano. Laura Flores si mostra subito affascinata dalla figura di Betty e le chiede il permesso di intervistarla a fine sfilata.
Prima che l’incontro formale si concluda, le ragazze del Cuartel interrompono la conversazione. Con la loro classica indiscrezione e simpatia, iniziano a bersagliare la stella messicana di domande intime e pettegolezzi reali sul suo matrimonio e sulla sua gravidanza dell’epoca, creando un momento di grande comicità che la Flores decide di assecondare con enorme autoironia.

Il momento centrale del cammeo è l’intervista ufficiale che Laura Flores fa a Betty dopo il successo della sfilata firmata da Ugo Lombardi. Questo dialogo non è solo un riempitivo, ma un vero e proprio manifesto ideologico voluto dall’autore Fernando Gaitán: la Flores fa notare a Betty una scelta rivoluzionaria: l’aver fatto sfilare modelle “comuni” e lontane dai rigidi canoni estetici tradizionali (le ragazze del Cuartel). Betty risponde con fermezza, confermando che la scelta è legata al fatto che lei stessa si è sempre considerata una donna “fea” (brutta) e che la bellezza ha molte sfaccettature.
La conduttrice messicana elogia pubblicamente Betty ed eleva la sua figura a simbolo dell’empowerment femminile. Nel dialogo, le due donne sottolineano come la presenza femminile stia finalmente conquistando non solo la moda, ma anche spazi cruciali nella politica e nell’economia di tutta l’America Latina (citando sia il Messico che la Colombia).
La scena si conclude con un momento delizioso che serve a ricordare al pubblico che, nonostante il cambio di look e il ruolo da presidentessa, Betty è rimasta la ragazza umile e un po’ goffa di sempre: al momento dei saluti, Laura Flores decide di regalarle una copia del suo vero album musicale dell’epoca, intitolato “Te voy a esperar” (prodotto dal re della musica romantica messicana, Marco Antonio Solís). Betty, visibilmente emozionata e tradita dai suoi storici nervi, ringrazia sentitamente ma, proprio a causa della sua cronica goffaggine, fa cadere il CD a terra, strappando un sorriso alla Flores e un sospiro di tenerezza al pubblico.
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