Janete Clair, nome d’arte di Jenete Stoco Emmer, nacque il 25 aprile 1925 a Conquista, nello Stato brasiliano di Minas Gerais. Figlia del commerciante di origine libanese Salim Emmer e della sarta Carolina Stocco, di ascendenza italiana e portoghese, trascorse un’infanzia serena prima di trasferirsi con la famiglia a Franca, nello Stato di San Paolo.

Dalla radio alla scrittura
Il talento artistico di Janete cominciò a manifestarsi molto presto. A Franca si esibiva presso Rádio Herz, dove interpretava anche canzoni in arabo e in francese. Ancora adolescente, tuttavia, dovette interrompere temporaneamente le proprie aspirazioni artistiche e lavorare come dattilografa per contribuire al sostentamento della famiglia. Trasferitasi a San Paolo, svolse anche un tirocinio in un laboratorio di analisi come batteriologa. Intorno ai vent’anni superò un provino per diventare annunciatrice e attrice radiofonica presso Rádio Tupi. Fu allora che adottò il nome artistico Janete Clair: “Janete” risultava più semplice da pronunciare, mentre il cognome “Clair” fu ispirato dalla celebre composizione Clair de Lune di Claude Debussy, su suggerimento di Otávio Gabus Mendes.
Durante il periodo trascorso in radio conobbe il drammaturgo Dias Gomes, del quale si innamorò e che successivamente sposò. Dalla loro unione nacquero Guilherme, Denise, Alfredo e Marcos Plínio, morto quando aveva appena due anni e mezzo. La perdita del bambino rappresentò uno dei momenti più dolorosi della vita della scrittrice.
Incoraggiata dal marito, negli anni Cinquanta Janete cominciò a scrivere sceneggiati radiofonici. Realizzò più di trenta radionovelas, molte delle quali per Rádio Nacional di Rio de Janeiro. Il primo grande successo arrivò nel 1956 con Perdão, Meu Filho, opera che la impose come una delle più apprezzate autrici della radio brasiliana.
L’arrivo in televisione
Janete Clair debuttò come autrice televisiva nei primi anni Sessanta. Dopo alcune esperienze presso TV Rio, TV Tupi e TV Itacolomi, nel 1964 firmò O Acusador.
La svolta decisiva arrivò nel 1967, quando fu chiamata da TV Globo per intervenire su Anastácia, a Mulher sem Destino, una produzione caratterizzata da un numero eccessivo di personaggi, scenografie molto costose e una trama diventata difficile da seguire.
Per ridurre drasticamente il cast e riorganizzare la storia, Janete ideò un evento destinato a entrare nella leggenda della televisione brasiliana: un violento terremoto che provocò la morte di gran parte dei personaggi e la distruzione di numerose ambientazioni. Dopo la catastrofe narrativa, la vicenda riprese con un salto temporale di vent’anni.
La soluzione permise alla produzione di contenere i costi, ma soprattutto suscitò nuovamente l’interesse del pubblico. Da quel momento Janete Clair rimase stabilmente a TV Globo.
Dopo Sangue e Areia, Passo dos Ventos e Rosa Rebelde, nel 1969 ottenne un importante successo con Véu de Noiva, una telenovela contemporanea che contribuì a modificare profondamente il linguaggio della rete. Alle avventure esotiche e alle storie in costume si sostituivano vicende più vicine alla vita quotidiana, raccontate attraverso dialoghi spontanei e riconoscibili.
Negli anni Settanta Janete Clair divenne la principale autrice delle telenovelas trasmesse nella prestigiosa fascia serale delle 20.00. Grazie ai suoi continui successi e agli straordinari risultati d’ascolto, fu soprannominata “A Maga das Oito”, la “Maga delle Otto”.
Il poeta Carlos Drummond de Andrade la definì invece “Usineira de Sonhos”, la “fabbricante di sogni”.
Nel 1970 scrisse Irmãos Coragem, storia ambientata nell’immaginaria città di Coroado e incentrata sui tre fratelli João, Jerônimo e Duda Coragem. Mescolando melodramma, avventura, atmosfere da western e calcio, la telenovela riuscì a conquistare anche una parte consistente del pubblico maschile.
Due anni dopo arrivò Selva de Pedra, uno dei maggiori successi della televisione brasiliana. La tormentata storia d’amore tra Cristiano Vilhena e Simone, interpretati da Francisco Cuoco e Regina Duarte, raccontava le ambizioni, le trasformazioni e le contraddizioni della vita nella grande città.
Seguirono produzioni come O Semideus, Fogo sobre Terra e Duas Vidas, attraverso le quali Janete affrontò conflitti familiari, mobilità sociale, modernizzazione e scontro tra tradizione e progresso.
Nel 1975 TV Globo si trovò improvvisamente senza la telenovela destinata alla prima serata: Roque Santeiro, scritta da Dias Gomes, fu vietata dalla censura brasiliana proprio nel giorno previsto per il debutto.
Janete Clair venne chiamata a creare in pochissimo tempo una nuova storia utilizzando parte del cast già sotto contratto. Nacque così Pecado Capital, considerata da molti critici la sua opera migliore.
Attraverso una trama popolare e coinvolgente, Janete affrontò temi come l’onestà, l’ambizione, la povertà e il desiderio di cambiare vita.
Nel 1977 Janete Clair firmò O Astro, telenovela incentrata sull’ascesa sociale dell’ambizioso illusionista e veggente Herculano Quintanilha, interpretato da Francisco Cuoco. La storia arrivò anche in Italia con il titolo “Magia”.
La storia conquistò definitivamente il pubblico con uno dei più celebri misteri della teledrammaturgia brasiliana: “Quem matou Salomão Hayala?”, ovvero “Chi ha ucciso Salomão Hayala?”. La sera dell’ultimo episodio milioni di spettatori seguirono la rivelazione dell’assassino. Il mistero divenne un fenomeno nazionale e confermò la straordinaria capacità di Janete Clair di mantenere alta l’attenzione del pubblico attraverso colpi di scena, segreti e personaggi ricchi di contraddizioni.
Tra gli altri grandi successi della sua carriera figurano Pai Herói, Coração Alado e Sétimo Sentido.
Gli ultimi anni
Nel 1983, già gravemente malata, Janete Clair continuò a lavorare alla telenovela Eu Prometo, una storia che affrontava il prezzo personale e familiare pagato da un politico per conquistare e conservare il proprio prestigio.
Janete Clair morì a Rio de Janeiro il 16 novembre 1983, all’età di 58 anni, a causa di un tumore all’intestino. La telenovela, rimasta incompiuta, fu portata a termine dalla collaboratrice Glória Perez e da Dias Gomes.
La sua scomparsa privò la televisione brasiliana di una delle sue figure più rappresentative, ma non interruppe la vita delle storie che aveva creato.
Negli anni successivi diverse sue opere furono riproposte in nuove versioni: Selva de Pedra nel 1986, Irmãos Coragem nel 1995, Pecado Capital nel 1998 e O Astro nel 2011. Quest’ultimo remake, scritto da Alcides Nogueira e Geraldo Carneiro, vinse nel 2012 l’International Emmy come migliore telenovela.
Anche alcune delle sue radionovelas tornarono in televisione. A Noiva das Trevas ispirò nel 1987 Direito de Amar, mentre Vende-se um Véu de Noiva fu adattata dal SBT nel 2009.
