Per completare il nostro viaggio alla scoperta dei professionisti che hanno lavorato dietro le quinte di Tempo di amare, non poteva mancare Adriano Melo, uno dei registi della telenovela.
La sua è una storia costruita lentamente, attraverso esperienze diverse, tanta osservazione e una passione nata quando era ancora giovanissimo.
Prima di arrivare alla regia, Adriano Melo ha conosciuto il mondo della televisione da molti punti di vista: è stato figurante, attore, assistente alla regia e, infine, direttore artistico.
Un percorso che gli ha permesso di comprendere il lavoro sul set non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche da quello umano.

Il primo incontro con la televisione
Adriano Melo entrò per la prima volta in contatto con una produzione televisiva nel 1987, quando aveva quattordici anni. Accompagnò lo zio, il violinista Allyrio Mello, durante una partecipazione musicale nella telenovela Fera Radical. In quell’occasione venne coinvolto come figurante in una scena ambientata nel bar del personaggio interpretato da Evandro Mesquita.
Fu un’esperienza breve, ma sufficiente per fargli scoprire il fascino delle riprese e di tutto ciò che accade dietro la macchina da presa.
Qualche anno più tardi, nel 1992, Adriano frequentava la facoltà di Giurisprudenza. Durante una registrazione di A Vida Como Ela É, alla quale partecipò ancora una volta come figurante, comprese definitivamente quale fosse la strada che desiderava seguire.
Il momento decisivo arrivò quando ascoltò la regista Denise Saraceni dare il via alla scena. Da quel giorno il suo obiettivo divenne quello di poter dirigere, raccontare storie e guidare gli attori durante le riprese.
Dalla facoltà di Giurisprudenza al teatro
Adriano Melo decise quindi di interrompere gli studi di Diritto e di dedicarsi completamente al mondo artistico.
Cominciò a frequentare gruppi teatrali e a imparare tutto ciò che poteva essere utile alla realizzazione di uno spettacolo. Non si limitò alla recitazione: imparò a occuparsi dei costumi, delle luci e delle diverse attività necessarie dietro le quinte.
La sua formazione nacque così, direttamente sul campo, attraverso la disponibilità a svolgere qualunque compito potesse aiutarlo a comprendere meglio il funzionamento del teatro e della televisione.
Nel 1996 superò un provino per entrare nel cast di supporto di Malhação, dove interpretò un insegnante di ginnastica. Rimase nella produzione fino al 1998 e apparve successivamente anche in Hilda Furacão e in alcuni programmi di Renato Aragão.
Nonostante l’esperienza come attore, il suo vero desiderio continuava però a essere la regia.
L’inizio del percorso da regista
La svolta arrivò con Linha Direta, dove Adriano Melo ebbe l’opportunità di lavorare come assistente alla regia.
Nel 1999 iniziò ufficialmente questa nuova fase della sua carriera e, dopo l’esperienza maturata nel programma, tornò a lavorare in Malhação, questa volta dietro la macchina da presa.
Da quel momento prese parte a numerose produzioni, imparando osservando i registi più esperti e assumendosi gradualmente responsabilità sempre maggiori.
L’incontro con Jayme Monjardim

Uno degli incontri più importanti della carriera di Adriano Melo fu quello con Jayme Monjardim.
Il loro primo lavoro insieme fu América, al quale Adriano partecipò grazie all’invito di Leonardo Nogueira. Successivamente lavorò anche in Pagine di vita, dove cominciò a dirigere alcune scene in modo sempre più autonomo.
Adriano Melo ha sempre considerato Jayme Monjardim, Leonardo Nogueira e Fabrício Mamberti i suoi principali maestri. La sua formazione nella regia avvenne soprattutto osservando il loro lavoro, il rapporto con gli attori e il modo in cui costruivano ogni scena.
Durante Pagine di vita, Monjardim lo scelse per accompagnarlo in un nuovo progetto. Per Adriano fu un passaggio importante, che gli permise di proseguire il proprio percorso come regista.
Dopo quell’esperienza lavorò con Xuxa, partecipò a Casos e Acasos e tornò a collaborare con Jayme Monjardim in Viver a Vida.

Nel corso degli anni Adriano Melo ha lavorato alla regia di numerose produzioni televisive. Tra queste troviamo A Vida da Gente, Salve Jorge, Saramandaia, Em Família, Sete Vidas, Malhação – Seu Lugar no Mundo, Tempo di amare, ovviamente, e O Tempo Não Para.
Si tratta di opere molto diverse tra loro, ma accomunate dalla grande attenzione riservata ai personaggi e alle emozioni.
Per Adriano Melo, infatti, il compito del regista non consiste soltanto nel realizzare una scena dal punto di vista visivo. È necessario comprendere ciò che l’attore vuole comunicare e trovare il modo più efficace per trasmetterlo al pubblico.
Il suo interesse principale è sempre stato il racconto, con particolare attenzione alle interpretazioni e alla capacità di una scena di arrivare direttamente a chi segue la storia da casa.
La direzione artistica di “Malhação”
Dopo O Tempo Não Para, Adriano Melo ricevette la proposta di assumere la direzione artistica di Malhação – Toda Forma de Amar. Il progetto venne sviluppato insieme all’autore Emanuel Jacobina, mentre Silvio de Abreu gli affidò ufficialmente la guida artistica della stagione.
Per la selezione del cast furono esaminate più di cinquecento persone, provenienti da esperienze e realtà differenti. Adriano volle ampliare il più possibile la ricerca, offrendo opportunità anche a chi non aveva ancora avuto accesso al mondo della televisione.
Durante la preparazione poté contare anche sulla supervisione di Carlos Araújo, che lo accompagnò nelle scelte iniziali lasciandogli allo stesso tempo libertà decisionale.
Dalla prima esperienza come figurante sul set di Fera Radical fino alla direzione artistica, Adriano Melo ha percorso tutte le tappe del mondo televisivo.
Ed è anche grazie alla sua sensibilità verso gli attori e il pubblico se una telenovela come Tempo di amare riesce a trasformare ogni scena in un racconto fatto non soltanto di immagini, ma soprattutto di emozioni.

Un regista dalla carriera eccezionale!