
Sulla produzione
Gabriela fu realizzata da Rede Globo nel 2012, anno del centenario della nascita di Jorge Amado, come nuova trasposizione del romanzo Gabriela, Cravo e Canela, pubblicato nel 1958.
Quella del 2012 rappresenta il terzo adattamento televisivo della storia: il primo fu realizzato da TV Tupi nel 1961, mentre nel 1975 Rede Globo produsse la celebre versione interpretata da Sônia Braga e Armando Bógus. Nel 1983 il romanzo arrivò anche al cinema con Sônia Braga nuovamente nei panni di Gabriela e Marcello Mastroianni nel ruolo di Nacib.
L’adattamento venne affidato a Walcyr Carrasco, che mantenne i nuclei fondamentali dell’opera di Jorge Amado ma sviluppò maggiormente alcune vicende secondarie e introdusse nuovi personaggi. Tra questi figurano Dorotéia, interpretata da Laura Cardoso, e Miss Pirangi, interpretato da Gero Camilo.
La storia originale di Jorge Amado comprende un numero elevatissimo di personaggi; per la versione televisiva del 2012 Carrasco ne ridusse considerevolmente il numero, pur ampliando alcune trame assenti o meno sviluppate nelle precedenti trasposizioni.
Tra le caratteristiche dell’adattamento di Carrasco vi sono dialoghi ironici, personaggi dai tratti volutamente marcati e diverse situazioni comiche, elementi inseriti all’interno di una storia che affronta anche temi più drammatici come la violenza contro le donne, l’adulterio, l’ipocrisia sociale e il potere esercitato dai coronéis.
La scena in cui Gabriela sale sul tetto per recuperare l’aquilone di Tuísca costituisce un omaggio alla versione del 1975, nella quale Sônia Braga aveva interpretato una sequenza analoga.
La preparazione degli attori fu particolarmente accurata. Prima dell’inizio delle riprese il cast partecipò a un workshop presso la Central Globo de Produção, seguendo lezioni di prosodia, danza e storia per avvicinarsi al linguaggio, ai costumi e alla società della Bahia degli anni Venti.
Le riprese in esterni impegnarono la produzione per sedici giorni nel Nordest brasiliano, con oltre duecento professionisti e quattro camion utilizzati per trasportare attrezzature, costumi, scenografie e materiale di produzione.
Le prime sequenze furono girate nella Serra das Confusões, nel Piauí. Successivamente la troupe si trasferì a Junco do Salitre, nel sertão di Juazeiro, in Bahia, dove vennero realizzate le scene della traversata di Gabriela, dello zio Silva, di Clemente e Negro Fagundes attraverso la caatinga.
Il centro storico di Canavieiras venne utilizzato per ricreare la Ilhéus degli anni Venti. La sua architettura dei primi decenni del Novecento si prestava particolarmente bene alla ricostruzione del porto, del mercato e delle strade della città. Per la scena dell’incontro tra Gabriela e Nacib furono impiegati circa 150 figuranti.
Le vere fazendas di cacao della zona di Ilhéus servirono invece come ambientazione per numerose scene riguardanti i coronéis e le loro proprietà.
La direzione artistica, guidata da Mario Monteiro, si basò su ricerche iconografiche, opere letterarie e documentazione storica. Le scenografie furono curate da Marcelo Carneiro e la produzione artistica da Silvana Estrela.
Roberto Talma, direttore di nucleo della versione del 2012, aveva già partecipato alla Gabriela del 1975 come assistente alla regia di Walter Avancini.
Sul cast
Juliana Paes venne scelta fin dall’inizio per interpretare Gabriela. Il regista generale Mauro Mendonça Filho propose il suo nome a Roberto Talma, che approvò immediatamente la scelta, ritenendo che l’attrice possedesse la sensualità, la spontaneità e i tratti adatti al personaggio.
Per prepararsi al ruolo, Juliana Paes trascorse alcuni giorni nel sertão e prese anche lezioni di cucina, imparando a preparare piatti tipici che avrebbe poi dovuto cucinare durante le riprese.
Humberto Martins interpretò Nacib, ruolo che nel 1975 era appartenuto ad Armando Bógus. Per l’attore la parte aveva anche un significato personale: Martins aveva lavorato con Bógus in Pedra sobre Pedra e raccontò di essergli stato vicino durante il periodo della sua malattia.
Due attori della versione del 1975 tornarono nel remake interpretando personaggi completamente diversi. José Wilker, che nel 1975 era stato Mundinho Falcão, diventò il violento coronel Jesuíno Mendonça; Ary Fontoura, che aveva interpretato il dottor Pelópidas, vestì invece i panni del coronel Coriolano Ribeiro.
Ivete Sangalo interpretò Maria Machadão, proprietaria del Bataclã. Si trattò della sua prima esperienza di rilievo in una telenovela e, durante la preparazione, la cantante ricevette anche il sostegno e i consigli di Antônio Fagundes.
Marcelo Serrado, interprete di Tonico Bastos, dichiarò di essersi ispirato a Fúlvio Stefanini, che aveva interpretato lo stesso personaggio nel 1975, riprendendone alcuni atteggiamenti e caratteristiche.
Tra le interpretazioni maggiormente apprezzate della produzione figurano quelle di Maitê Proença nel ruolo di Sinhazinha, José Wilker in quello di Jesuíno e Laura Cardoso nei panni della moralista Dorotéia.
Alcune battute dei personaggi divennero particolarmente popolari tra il pubblico brasiliano. Tra queste figurano “Vou lhe usar”, ripetuta da Jesuíno, e “Jesus, Maria, José!”, esclamazione ricorrente di Dorotéia.
La cantante Ivete Sangalo non fu l’unico nome proveniente dal mondo musicale presente nella produzione: il Bataclã divenne uno dei nuclei più ricchi di personaggi e riunì, tra le altre, Leona Cavalli, Emanuelle Araújo, Nathália Rodrigues e Suyane Moreira.
Nel remake acquisirono una particolare importanza alcune trame parallele. Le vicende di Malvina, interpretata da Vanessa Giácomo, Lindinalva, interpretata da Giovanna Lancellotti, e Sinhazinha finirono per occupare uno spazio molto più ampio rispetto alla semplice storia d’amore tra Gabriela e Nacib.
Sulla messa in onda
Gabriela debuttò in Brasile su Rede Globo il 18 giugno 2012 e si concluse il 26 ottobre dello stesso anno.
La produzione ottenne progressivamente il favore del pubblico e concluse la propria programmazione con una media di circa 19 punti di ascolto nella Grande São Paulo, un risultato analogo a quello ottenuto l’anno precedente da O Astro nella stessa fascia.
A causa di un vasto blackout verificatosi nella notte del 25 ottobre 2012 nel Nordest del Brasile e negli Stati di Pará e Tocantins, la programmazione del finale subì una variazione in alcune zone del Paese. Negli Stati interessati dall’interruzione elettrica il penultimo episodio venne recuperato il venerdì e l’ultimo fu trasmesso sabato 27 ottobre, mentre nel resto del Brasile la telenovela si concluse regolarmente venerdì 26 ottobre.
La versione internazionale venne rimontata in 55 episodi, rispetto ai 77 capitoli della trasmissione originale brasiliana.
In Italia Gabriela arrivò nel 2015 all’interno del contenitore Novela di Mediaset Extra, nella versione internazionale da 55 episodi.
Sulla colonna sonora
La sigla della telenovela è Modinha para Gabriela, canzone composta da Dorival Caymmi e interpretata da Gal Costa, già utilizzata come tema d’apertura della celebre versione del 1975.
La colonna sonora riprese numerosi brani legati alle precedenti trasposizioni di Gabriela. Oltre a Modinha para Gabriela, tornarono Coração Ateu interpretata da Maria Bethânia, Filho da Bahia di Fafá de Belém e Alegre Menina, interpretata da Djavan.
Venne recuperato anche Tema de Amor de Gabriela, composto da Antônio Carlos Jobim per il film cinematografico del 1983.
Due brani presenti nella colonna sonora sono legati direttamente a Jorge Amado: Alegre Menina nasce infatti da versi dello scrittore, mentre Me Leva Embora, interpretata da Ivete Sangalo e utilizzata nella storia di Malvina, presenta anch’essa un testo di Amado.
La sigla visiva fu costruita partendo dalle illustrazioni dell’artista Mello Menezes. Sei importanti ambientazioni della storia vennero rappresentate attraverso composizioni realizzate con sabbie colorate del Ceará, applicate manualmente.
Le immagini venivano progressivamente trasformate e distrutte durante le transizioni, utilizzando vento, acqua e altri elementi naturali. Le riprese furono realizzate con una speciale telecamera capace di registrare fino a mille fotogrammi al secondo, permettendo di mostrare con grande precisione il movimento della sabbia e delle gocce d’acqua.
L’uso delle sabbie colorate richiamava non soltanto i paesaggi del Nordest brasiliano, ma anche elementi simbolici della storia: all’inizio della sigla le tonalità terrose potevano ricordare visivamente il garofano e la cannella evocati dal titolo originale del romanzo, Gabriela, Cravo e Canela.
