
Sulla produzione
Cara a cara fu una telenovela molto importante per TV Bandeirantes, perché segnò il ritorno dell’emittente alla produzione di novelas dopo diversi anni. L’ultima era stata As Asas São Para Voar, realizzata nel 1970.
Alla fine degli anni Settanta, mentre TV Tupi attraversava una forte crisi e Rede Globo dominava gli ascolti, Bandeirantes decise di rilanciare la propria drammaturgia. Per farlo puntò su una produzione ambiziosa, con un cast ricco di nomi importanti provenienti sia dalla Globo sia dalla Tupi. L’obiettivo era chiaro: creare un nuovo spazio per le telenovelas della rete e offrire al pubblico una produzione curata, capace di competere con i grandi titoli dell’epoca. La produzione cercò anche di dare alla telenovela un aspetto più moderno e dinamico. Molte scene furono infatti girate fuori dagli studi, tra fazende, discoteche, hotel e strade di São Paulo. Questa scelta contribuì a rendere la novela più realistica e movimentata, anche se all’epoca la critica segnalò qualche problema tecnico, soprattutto nel sonoro delle scene esterne.
Come molte produzioni della fine degli anni Settanta, anche Cara a cara risente della moda delle discoteche. Dopo il successo di Dancin’ Days, il mondo delle boate era diventato molto presente nelle telenovelas brasiliane e anche qui una discoteca diventa uno degli ambienti importanti della storia.
Uno degli elementi più audaci della trama era il dubbio che accompagnava la storia di Ingrid. La donna arriva in Brasile per cercare il figlio perduto, ma finisce per innamorarsi di Fran e per buona parte della storia teme che proprio lui possa essere il bambino che le era stato strappato anni prima. Era un tema molto forte per l’epoca, perché sfiorava la possibilità dell’incesto, anche se alla fine la verità sarà un’altra: il figlio di Ingrid non è Fran, ma Tonho. Questo permette alla protagonista di ritrovare il figlio e, allo stesso tempo, di vivere liberamente il suo amore.
Nel 1983 in Argentina venne realizzata una nuova versione di Cara a cara, con protagonista Verónica Castro. In Italia questa versione arrivò con il titolo Illusione d’amore.
Sul cast
Uno dei motivi di maggiore richiamo era senza dubbio la presenza di Fernanda Montenegro, qui nel ruolo della misteriosa e tormentata Ingrid Von Herbert. L’attrice tornava alle telenovelas dopo circa nove anni di assenza. In quel periodo era molto impegnata tra cinema e teatro, ma accettò di tornare in televisione proprio con Cara a cara. La sua interpretazione fu molto apprezzata e le valse anche il premio dell’APCA come migliore attrice del 1979.
Accanto a lei troviamo un cast davvero ricchissimo, con nomi come Débora Duarte, Luis Gustavo, Irene Ravache, Fúlvio Stefanini, Nathália Timberg, Márcia de Windsor e David Cardoso.
Tra le curiosità più particolari c’è proprio quella legata a David Cardoso, interprete di Tonho. All’epoca era già molto conosciuto come attore e produttore cinematografico, soprattutto nel filone della pornochanchada brasiliana, un genere molto diffuso negli anni Settanta, caratterizzato da commedie sexy e storie provocanti.
La sua presenza in Cara a cara, quindi, rappresentava un richiamo importante per il pubblico. Proprio per questo, secondo quanto si racconta, David Cardoso avrebbe accettato di partecipare alla telenovela solo a determinate condizioni: ricevere un compenso pari a quello di Fernanda Montenegro e avere il proprio nome in grande evidenza nei titoli di testa.
Cara a cara segnò anche il debutto televisivo di diversi interpreti che sarebbero poi diventati noti, tra cui Taumaturgo Ferreira, Raymundo de Souza, Valdir Fernandes, Mara Manzan e Cássia Kiss, qui ancora in piccoli ruoli. Fu anche la prima telenovela di Baby Garroux, mentre Afonso Nigro, che all’epoca aveva solo nove anni, sarebbe diventato famoso anni dopo anche come cantante, prima nel gruppo Dominó e poi come solista.
Curiosa anche la presenza di João Kleber: per lui Cara a cara fu l’unica esperienza televisiva come attore, prima di diventare molti anni dopo un noto presentatore.
Sulla colonna sonora
Nel cast c’è il cantante Antônio Marcos, interprete di Nando, un meccanico che sogna di diventare cantante. Una scelta perfetta, visto che nella vita reale Antônio Marcos era già un artista molto conosciuto. Oltre a recitare, firmò anche la direzione musicale della telenovela e interpretò la sigla originale, Cara a cara. All’epoca era sposato con Débora Duarte, che nella novela interpretava Regina. I due sono i genitori di Paloma Duarte, diventata poi anche lei attrice.
La sigla originale aveva un testo costruito come una sorta di partita a carte, dove amore, inganno e verità si mescolavano. Anche l’apertura riprendeva questa idea, con immagini di carte, semi e baralho animate con effetti luminosi molto legati all’estetica dell’epoca. Nella sigla originale comparivano anche alcuni inserimenti pubblicitari, poi eliminati nelle repliche.
In Italia la telenovela ebbe più sigle a seconda delle edizioni. Nella prima messa in onda su Italia 1 venne utilizzata Notte chiara di Nino Buonocore, mentre nella seconda edizione trasmessa da Rete A la sigla fu Piano piano de I Popcorn. Nelle repliche locali venne poi recuperata anche la sigla originale brasiliana, Cara a cara, interpretata da Antônio Marcos.
Sulla messa in onda
Cara a cara debuttò inizialmente alle 20.00, ma la concorrenza con Pai Herói, grande successo di Rede Globo, era troppo forte. Dopo circa un mese, Bandeirantes decise quindi di spostarla alle 19.00, dove poteva avere maggiori possibilità di trovare il suo pubblico. Da quel momento, l’orario delle 19.00 divenne uno spazio importante per le telenovelas prodotte da Bandeirantes.
La telenovela fu anche la prima novela esportata da TV Bandeirantes e in Italia ottenne un grande successo.
In Brasile venne replicata più volte: una prima volta tra il 1980 e il 1981, poi nel 1983 in versione molto editata e infine nel 1991 nella fascia mattutina.
In Italia ebbe una storia particolare, con più edizioni, sigle diverse e alcune interruzioni. La prima edizione andò in onda su Italia 1 tra il 1983 e il 1984, ma venne interrotta prima della conclusione. La seconda edizione fu trasmessa da Rete A tra il 1984 e il 1985, nel formato da 220 episodi da 25 minuti.
Nelle successive repliche sulle emittenti locali, però, inspiegabilmente non venne mai proposto l’episodio conclusivo.
Anni dopo, Bandeirantes utilizzò il titolo Cara a cara anche per un programma di interviste condotto da Marília Gabriela, trasmesso tra il 1987 e il 1995.
