Tra le telenovelas messicane degli anni Ottanta, El ángel caído occupa un posto particolare.
Prodotta da Televisa e trasmessa in Messico tra il 1985 e il 1986, la storia sceglie infatti di sovvertire uno dei meccanismi più classici del melodramma: la protagonista non è una giovane buona e perseguitata da un’antagonista senza scrupoli, ma è lei stessa la grande cattiva della vicenda.

Al centro della telenovela troviamo María de los Ángeles Bustamante, interpretata da Rebecca Jones, una donna apparentemente dolce, elegante e irreprensibile, ma in realtà dominata dall’ambizione e da un bisogno quasi ossessivo di denaro e potere. Accanto a lei figurano Alejandro Camacho nel ruolo di Roberto Florescano, un giovanissimo Eduardo Palomo nei panni di Antonio “Toño” Arvide, Enrique Rocha come Arturo Curiel e Lorenzo de Rodas nel ruolo di Manuel Alfonso “El Gallo” Maldonado.
La particolarità di El ángel caído emerge fin dalle prime puntate: lo spettatore conosce immediatamente la vera natura di Ángeles e assiste ai suoi intrighi sapendo ciò che gli altri personaggi ancora ignorano. Dietro la facciata della donna educata e rispettabile si nasconde infatti una personalità manipolatrice e spietata, capace di utilizzare affetti, menzogne e persino il delitto per raggiungere i propri obiettivi.
La trama
María de los Ángeles Bustamante (Rebecca Jones) è considerata da tutti una giovane educata, generosa e irreprensibile. Rimasta orfana, è cresciuta insieme al cugino Antonio “Toño” Arvide (Eduardo Palomo) nella casa della prozia doña Victoria, che si è occupata di entrambi. Nessuno immagina, però, che dietro quell’apparenza angelica si nasconda una donna ambiziosa, manipolatrice e disposta a tutto pur di ottenere denaro e potere.

La prima a intuire la sua vera natura è la domestica Felicitas, che Ángeles riesce rapidamente ad allontanare insieme alla figlia Remedios. Poco dopo scopre un importante segreto di famiglia: doña Victoria deve consegnare alla giovane Avelina, figlia illegittima del defunto marito, alcuni preziosi gioielli che le spettano per diritto. Ángeles li ruba e, per nascondere il furto, fa ricadere i sospetti su Toño, arrivando a convincere la prozia a diseredarlo.
Quando però doña Victoria potrebbe ancora cambiare le proprie disposizioni, Ángeles decide di non correre rischi e ne provoca la morte interrompendole l’ossigeno durante una crisi respiratoria. Eredita così il patrimonio e assume il controllo dell’impresa di famiglia, mentre Toño continua per lungo tempo a non voler credere che la cugina che ama possa essere responsabile di simili azioni.
La sete di ricchezza di Ángeles non si ferma. Si prepara a sposare il facoltoso Víctor Manuel Márquez, assicurandosi prima che ciascuno dei due diventi erede dell’altro. Durante la notte delle nozze approfitta dell’ubriachezza del marito per provocarne la morte con una fuga di gas, riuscendo a farla passare per un incidente.

Rimasta vedova, punta allora a Roberto Florescano (Alejandro Camacho), ricchissimo imprenditore già fidanzato con Avelina. Roberto cade completamente nella sua rete, lascia la promessa sposa e finisce per sposare Ángeles, convinto di avere accanto una donna fragile e perseguitata dalla sorte.
Ma le menzogne cominciano lentamente a ritorcersi contro di lei. Felicitas riconosce i gioielli rubati, Toño scopre di essere stato incastrato e sempre più persone iniziano a sospettare la verità. Ángeles reagisce aumentando la violenza dei propri piani ed eliminando o tentando di eliminare chiunque possa smascherarla, spesso servendosi del devoto Gallo Maldonado, innamorato di lei.
Intanto anche la sua sicurezza comincia a sgretolarsi. Ángeles sente voci, vede le persone morte a causa sua e ha l’impressione che il passato la stia perseguitando. Alcune di quelle apparizioni sono il frutto delle sue paure, altre fanno parte di un piano organizzato proprio per costringerla a tradirsi.
Il cerchio si stringe sempre di più e persino Roberto è costretto a interrogarsi sulla vera identità della donna che ha sposato. Per María de los Ángeles comincia così una corsa disperata per proteggere la fortuna costruita attraverso furti, inganni e delitti, mentre coloro che ha distrutto tentano finalmente di portare alla luce la verità.

Ed è questo il vero elemento di forza di El ángel caído: la protagonista non è la vittima della cattiva, è la cattiva. Lo spettatore conosce fin dall’inizio il suo doppio volto e segue la sua ascesa, i suoi crimini e il progressivo crollo di quella perfetta immagine di innocenza dietro la quale è riuscita a nascondersi.
Una telenovela decisamente diversa dal solito, più cupa, più psicologica e costruita attorno a un personaggio femminile che non cerca redenzione, ma potere.
E voi, conoscevate El ángel caído? Qualcuno di voi ha avuto modo di vederla in lingua originale? Che cosa ne pensate di una telenovela in cui la protagonista coincide con la grande antagonista della storia?
Aspetto i vostri commenti.
