Tra le canzoni più delicate della colonna sonora di Tempo di amare, Cruel di Nina Fernandes, tema di Teresa, occupa un posto particolare.
La canzone, con il suo tono intimo e malinconico, sembra dare voce proprio alla parte più nascosta di Teresa: quella che soffre, che vorrebbe scegliere il bene, ma che finisce spesso trascinata nei piani di Delfina.
TESTO ORIGINALE: CRUEL
Puxa que eu vou indo junto.
Quem fala primeiro?
Fecha esse olho pra sentir.
Anda, que eu vou indo atrás.
Quem ama primeiro?
Nesse sufoco
de não dizer,
Tem prazo, selo, validade,
Limite, tem fronteira.
Audácia contra desafio, vaidade…
Busco uma maneira.
Cama, foto rasgada.
Volta esse filme, amor.
Eu quero ver você.
Fala que é de verdade,
que a realidade poderia ser
menos cruel comigo
e com você.
TRADUZIONE: CRUDELE
Tirami con te, che io ti seguirò.
Chi parlerà per primo?
Chiudi quegli occhi per sentire.
Vai avanti, che io verrò dietro di te.
Chi amerà per primo?
In questo tormento
di non riuscire a dire.
C’è un termine, un sigillo, una scadenza.
C’è un limite, c’è una frontiera.
Audacia contro sfida, vanità…
Cerco un modo. Un letto,
una foto strappata.
Riavvolgi questo film, amore,
io voglio vederti.
Dimmi che è vero,
che la realtà potrebbe essere
meno crudele con me
e con te.
Cruel è una canzone che parla di un sentimento che esiste, ma che fatica a trovare una forma chiara.
Ci sono domande, esitazioni, silenzi, confini. È come se due persone fossero vicine, ma incapaci di dire davvero ciò che provano. L’espressione “chi parlerà per primo?” suggerisce proprio questa difficoltà: qualcuno dovrebbe rompere il silenzio, ma nessuno riesce a farlo.
Allo stesso modo, “chi amerà per primo?” racconta la paura di esporsi, di ammettere un sentimento, di fare il primo passo.
La canzone è attraversata da una sensazione di soffocamento emotivo. È una malinconia sottile, che si adatta perfettamente a un personaggio come Teresa ed è particolarmente significativa perché la canzone non racconta una ragazza crudele, ma una realtà crudele.

Teresa, infatti, non è cattiva. È una giovane donna cresciuta all’ombra di Delfina, una madre dominante e manipolatrice, consumata dal rancore. Delfina odia Maria Vittoria perché vede in lei tutto ciò che a Teresa è stato negato: il riconoscimento, il posto legittimo nella famiglia, l’amore pubblico di José Augusto.
Teresa è figlia dello stesso padre di Maria Vittoria, ma non è mai stata riconosciuta, e ciò provoca in Delfina una rabbia profonda, che la spinge a tramare contro la figlioccia e a usare la figlia come strumento della propria vendetta.
In questo senso, Teresa è una vittima perchè non agisce per reale cattiveria, ma perché è manipolata dalla madre, condizionata dai suoi rancori e dal bisogno di essere amata e approvata da lei.
La canzone parla di limiti, confini, scadenze, realtà difficili da cambiare, tutti elementi che rispecchiano bene la condizione di Teresa.
Lei vive dentro un confine imposto dalla nascita: è figlia di José Augusto, ma non può esserlo alla luce del sole. È legata a Maria Vittoria da un vincolo di sangue, ma quel legame viene avvelenato dai segreti, dalle menzogne e dal risentimento di Delfina.
Teresa vuole bene a Maria Vittoria, ma spesso non riesce a sottrarsi all’influenza della madre. Il suo dramma nasce proprio da questo contrasto: da una parte l’affetto sincero per la protagonista, dall’altra l’obbedienza a Delfina, che la trascina in situazioni sempre più dolorose.

Uno degli esempi più chiari nelle prime puntate è la lettera che Teresa scrive a Maria Vittoria quando la ragazza è scappata di casa perché il padre le ha detto di volerla chiudere in un convento perché incinta.
Teresa scrive a Maria Vittoria che José Augusto sta male per un probabile attacco di angina, dovuto dal dispiacere e la delusione provata a causa del disonore sceso sulla famiglia. In realtà si tratta di una trappola organizzata da Delfina per far tornare Maria Vittoria alla Quinta e rinchiuderla in convento.
Teresa partecipa all’inganno, ma ne soffre profondamente perché non avrebbe mai voluto fare del male a Maria Vittoria. Per questo la delusione della protagonista è ancora più amara: Maria Vittoria non si sente tradita da una nemica, ma da una persona alla quale voleva bene.
Il brano non giustifica le sue azioni, ma aiuta a comprenderle. Ci mostra il dolore dietro i suoi errori, la paura dietro le sue esitazioni, la dipendenza emotiva dietro la sua obbedienza a Delfina.
Teresa è un personaggio che vive tra affetto e colpa, tra desiderio di appartenenza e manipolazione, intrappolato in una rete di segreti familiari, rancori e bugie.
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Si,questo brano è molto significativo e rispecchia molto il personaggio di Teresa che è buona ma manipolata dalla madre.
Un’altra bella canzone!
Secondo me Teresa, col passare del tempo, riuscirà a liberarsi dall’influenza della madre e compiere le scelte giuste.