a cura di Giuseppe Gay
Odiata da molti, apprezzata da pochi, capita da pochissimi, “Tormento d’amore – La vera storia del Conte Dracula” è una singolare telenovela brasiliana prodotta nel 1980, composta da 194 puntate della durata di circa 30 minuti l’una, trasmessa da Rede Bandeirantes. È la stessa emittente che ha partorito capolavori come Nido di serpenti, Gli emigranti, Cara a cara, Adolescenza inquieta, Quanto si piange per amore e Lacrime di gioia.
Diretta da Walter Avancini e scritta da Rubens Ewald Filho, prende spunto dal personaggio di Dracula ideato da Bram Stoker e lo rielabora in chiave latino-americana, dando però al vampiro una valenza positiva e rendendolo un eroe che lotta per la libertà e la giustizia. Il titolo originale, scelto per dare un tono più romantico a una storia dai risvolti horror, è “Um homem muito especial”.

Originariamente la novela doveva intitolarsi semplicemente “Dracula” ed essere trasmessa da Rede Tupi. Furono scritte 10 puntate e realizzate solo 4 quando, nel febbraio del 1980, ci fu uno sciopero dei funzionari della Tupi di San Paolo che bloccò le riprese; successivamente la rete decise di sospendere la novela. Poco tempo dopo il soggetto venne ripreso dalla Bandeirantes, arricchito di personaggi, di violenza e di una certa dose di erotismo, e nacque così “Tormento d’amore”.
Il cast è veramente eccezionale ed è formato da stelle di prima grandezza come:
- Cleyde Yaconis (Nido di serpenti, Figli miei vita mia)
- Rubens de Falco (Marina, La schiava Isaura / La padrona, Gli emigranti, Il cammino della libertà)
- Carlos Alberto Riccelli (Il paradiso del male, La scelta di Francisca)
- Bruna Lombardi (Avenida Paulista, Potere)
- Herson Capri (L’amore vero non si compra, Il paradiso del male, Felicità)
- Ester Góes (L’amore vero non si compra, Felicità)
- C’è anche la partecipazione straordinaria del cane Arro, messo a disposizione dalla Polizia Militare dello Stato di San Paolo.
La Trama
In Transilvania, nel primo ‘900, vive il conte Vlad (Rubens de Falco) e il popolo del villaggio, stanco della sua tirannia, si ribella dando fuoco al suo castello. Una serva di nome Anna fugge nella notte col piccolo Rafael, figlio del conte, e si rifugia a Santa Marta in Brasile, dove lo cresce come suo figlio.
Quindici anni dopo il conte giunge a Santa Marta in incognito, assieme al fedele servitore Boris, per cercare il proprio figlio. Rafael (Carlos Alberto Riccelli), divenuto uno splendido ragazzo, s’invaghisce, ricambiato, della dolce Mariana (Bruna Lombardi), nipote della tirannica Dona Marta Matos Lacerda (la superlativa Cleyde Yaconis). Anche il conte Vlad è molto attratto da Mariana perché assomiglia in maniera impressionante a Berenice, una donna da lui amata secoli prima. In un susseguirsi di colpi di scena ed intrighi, a Santa Marta si vengono a creare due fazioni in lotta fra loro: una fedele al conte e vogliosa di libertà e giustizia, e un’altra capitanata da Dona Marta e svariati fanatici religiosi che arriveranno persino a condannare alla crocifissione sulla pubblica piazza la stessa nipote dalla signora Marta.
Tematiche e retroscena
Nel corso di questa telenovela d’autore e delle sue quasi 200 puntate vengono trattate svariate tematiche che rendono particolarmente interessante questa storia.
Troviamo diversi spunti erotici, ad esempio, che sicuramente ebbero un forte impatto col pubblico del 1980: vediamo Alcina (Cláudia Alencar) che si bagna in sottoveste in un fiume e l’indumento bagnandosi mette in evidenza i seni turgidi, il tutto spiato dal gobbo Boris di lei innamorato; la finta ricca Nenê (Ester Góes) (in realtà una prostituta e truffatrice) fa un sensuale spogliarello lanciando i vari vestiti al suono di “Eu e você”; mentre il piccolo Edu (nipotino adolescente di Dona Marta) è nascosto sotto il letto e si vede cadere davanti al naso la lingerie di Nenê; la stessa Dona Marta, sdraiata sul letto e guardando il crocifisso, fa pensieri peccaminosi assaporando cioccolatini…
Frequenti anche i momenti ironici e comici tutti carichi di “brasilianità”, come ad esempio l’arrivo di un treno carico di fanciulle “allegre” alla stazione di Santa Marta, treno su cui viaggiano anche vescovi, arcivescovi e prelati vari, il tutto condito da guizzanti musichette anni ’20.
Anche la tematica sociale, soprattutto nella seconda parte della novela, ha un peso considerevole con gli scioperi e le varie proteste dei lavoratori della ferrovia contro l’orario eccessivo e le pessime condizioni di lavoro, oltre che i salari da fame che li costringono a vivere di “pane e mortadella”.
Altro tema “caldo” sviluppato principalmente nella parte finale della storia è la contrapposizione fra fanatismo religioso (incarnato precipuamente da Dona Marta e dal vescovo Araujo assieme ai molti loro sostenitori) e la libertà da ogni tipo di oppressione per la quale lottano Rafael, Mariana (anche se ne rimarranno vittime), le numerose prostitute di Dona Rosita, il sindaco Tonico (figlio di Dona Marta) e molti altri, ma in primis il conte Vlad! Sì, proprio il conte Dracula che per la prima volta, dopo svariate rappresentazioni negative, viene presentato come una figura positiva, che lotta per il bene e la giustizia.
Il tragico finale di produzione

Già è stato fatto cenno al tragico finale della coppia protagonista con la morte per crocifissione sulla pubblica piazza di Mariana e l’uccisione in carcere di Rafael. Questo espediente è stato adottato dalla produzione per necessità, in quanto gli attori Bruna Lombardi e Carlos Alberto Riccelli lasciarono senza autorizzazione del regista il set e se ne andarono via per godersi le vacanze di Natale e di fine anno del 1980!!!
Nella storia della TV brasiliana ci sono stati altri vampiri celebri in altrettante telenovelas di successo purtroppo mai arrivate in Italia: ricordiamo “Vamp” del 1991-1992 prodotta da Rede Globo con Ney Latorraca nel ruolo di Vlad e con scene girate anche a Lisbona e Venezia, e una decina di anni dopo “O beijo do vampiro” (2002-2003, TV Globo) firmata anch’essa come “Vamp” da Antonio Calmon ed interpretata niente meno che da Tarcísio Meira e Thiago Lacerda.
