Quando il sole tramonta sulla Rio de Janeiro di Tempo di amare, le porte della Maison Dorée si aprono su un mondo molto diverso dai salotti eleganti, dalle case borghesi e dalle strade percorse durante il giorno.
Qui gli uomini dell’alta società possono bere, assistere agli spettacoli e cercare la compagnia delle ragazze che lavorano per Madame Lucerne (Regina Duarte).
Ma il locale non rappresenta soltanto il lato scandaloso della città: è anche un luogo nel quale circolano denaro, informazioni e segreti.

Madame Lucerne è una maitresse francese, proprietaria della Maison Dorée e custode dei segreti dei suoi clienti. Gilberte la affianca nella gestione del locale, ma è Lucerne a controllare ogni cosa: accoglie gli ospiti, organizza gli spettacoli e dirige le ragazze.
Nella scena che introduce la Maison, si esibisce davanti al pubblico indossando una vistosa parrucca bionda. Fin dal suo ingresso appare come la padrona assoluta di quel piccolo universo.
Il suo potere non deriva soltanto dal denaro. Nella Maison entrano uomini ricchi e influenti che, durante il giorno, occupano posizioni rispettabili. Di notte, però, rivelano debolezze, relazioni clandestine e affari che non potrebbero essere discussi pubblicamente.
Lucerne appartiene così a due mondi: conosce perfettamente le regole della buona società, ma trae la propria forza da un’attività che quella stessa società condanna in pubblico e frequenta in privato.
Che cosa erano i cabaret?
Nella Rio de Janeiro dei primi decenni del Novecento, il termine “cabaret” poteva indicare locali molto diversi, nei quali si mescolavano musica, danza, consumo di alcolici, incontri galanti e prostituzione.
Alcuni erano vere sale da spettacolo; altri funzionavano come ristoranti notturni, club oppure case di piacere nascoste dietro un’attività di intrattenimento. Il confine tra locale elegante e ambiente dalla reputazione ambigua non era sempre definito.
Anche l’atmosfera francese della Maison Dorée è storicamente plausibile. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, Parigi rappresentava uno dei principali modelli culturali dell’alta società carioca. Nomi francesi, arredi europei e modi raffinati contribuivano a conferire prestigio ai locali.

A Rio esistette realmente anche un celebre cabaret diretto da una francese: il Mère Louise, inaugurato da Madame Louise Chabas nel 1907 e ispirato agli ambienti di Montmartre. Non esistono prove che Madame Lucerne sia stata modellata direttamente su di lei, ma la sua figura dimostra quanto fosse plausibile una donna francese alla guida di un importante locale notturno.
La doppia morale della buona società
La Maison Dorée è frequentata da imprenditori, politici e uomini benestanti. Il deputato Teodoro, Bernardo e altri personaggi possono trascorrervi la notte e continuare a presentarsi pubblicamente come membri rispettabili della società.

Le donne che lavorano nel locale, invece, vengono giudicate e disprezzate.
La telenovela mette così in evidenza una morale a due velocità: gli uomini possono utilizzare quei luoghi senza perdere il proprio prestigio, mentre le donne che vi vivono o lavorano vengono considerate indegne.
Negli anni Venti persino ballare, indossare abiti moderni, tagliare i capelli o frequentare liberamente gli spazi pubblici poteva esporre una donna al sospetto e alla condanna sociale.
Le donne della Maison Dorée
Il lato più oscuro del locale emerge attraverso Helena, Natália e Felícia. Le tre sorelle lasciano il Portogallo credendo di avere trovato un lavoro in Brasile, ma scoprono che il denaro anticipato per il viaggio le ha legate a Madame Lucerne.

Per liberarsi devono restituire la somma spesa per condurle a Rio.
Lucerne non le tiene necessariamente rinchiuse, ma utilizza il debito come uno strumento di controllo. Senza denaro, protezione o un altro impiego, abbandonare la Maison diventa estremamente difficile.
La loro vicenda richiama una realtà storica nella quale molte giovani straniere venivano attirate con promesse di lavoro, matrimonio o benessere e finivano poi nel circuito della prostituzione.
La telenovela evita però di rappresentare tutte le donne del cabaret nello stesso modo. Gilberte, braccio destro di Lucerne, possiede una maggiore autonomia; Helena rifiuta di diventare una cortigiana; Natália accetta di lavorare per saldare il debito; Felícia si lascia sedurre dalle promesse di Teodoro.
Dietro la definizione generica di “ragazze della Maison” si nascondono dunque esperienze molto differenti.
Musica, spettacoli e modernità
La vita notturna carioca degli anni Venti aveva una colonna sonora estremamente varia. Nei teatri, nei club e nei cabaret si esibivano orchestre, cantanti, piccoli gruppi e jazz band.

Il jazz era diventato uno dei simboli della modernità e accompagnava balli come il charleston, il black bottom e il maxixe, insieme ai primi samba. Le serate potevano iniziare intorno alle dieci e proseguire fino alle prime ore del mattino.
La Maison Dorée non offriva quindi soltanto incontri privati. Prometteva ai clienti un’esperienza fatta di luci, costumi, musica, bevande e spettacoli.
Dietro le tende, le piume e le bottiglie, la Maison Dorée è soprattutto un centro di potere informale.
Durante il giorno le decisioni appartengono quasi sempre agli uomini: politici, medici, proprietari terrieri e uomini d’affari. Nel cabaret, invece, è Madame Lucerne a decidere chi può entrare, chi viene ricevuto e quanto deve pagare.
Il suo potere rimane ambiguo, perché si fonda anche sullo sfruttamento delle ragazze e sulla conoscenza delle debolezze altrui. Lucerne può essere protettiva e generosa, ma anche autoritaria e spietata.
È proprio questa contraddizione a renderla più complessa della tradizionale maitresse senza scrupoli.
La Maison Dorée non è quindi soltanto lo sfondo delle avventure sentimentali dei suoi clienti. È il luogo nel quale la facciata della buona società comincia a incrinarsi.
Durante il giorno Rio mostra i suoi palazzi, le chiese e i salotti. Di notte, nella casa di Madame Lucerne, emergono desideri, ricatti e segreti che nessuno vorrebbe vedere alla luce del sole.
Ed è forse proprio per questo che Lucerne sembra sapere tutto: perché gli uomini che governano la città finiscono, prima o poi, per parlare davanti a lei.
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Molto interessante questo spaccato sulla vita notturna di Rio de Janeiro degli anni 20.