In Tempo di amare, Lucinda, interpretata da Andreia Horta, è uno dei personaggi più complessi e tormentati della storia. E gli spettatori italiani la stanno appena conoscendo.

Lucinda è una bella ragazza ma la cicatrice sul volto è il primo elemento che colpisce lo spettatore.
Ridurla però a un semplice dettaglio estetico sarebbe un errore; quel segno racconta molto più di una ferita fisica, è la traccia visibile di una tragedia, di un senso di colpa e di un dolore che Lucinda non riesce mai davvero a superare.
La cicatrice, come abbiamo visto, nasce da un incendio avvenuto nel laboratorio del padre, il dottor Reinaldo.
Lucinda, accecata dalla disperazione e dal desiderio di riconquistare Maurizio, che l’aveva lasciata rinfacciandole di aver inventato un amore che in realtà era esistito solo nella sua testa, si affida a un rituale superstizioso, sperando di riportare a sé l’uomo che ama. La madre, Dalva, tenta di fermarla, ma la situazione degenera: un oggetto cade, si scatena un’esplosione e il fuoco invade il laboratorio.

Da quell’incendio Lucinda esce viva, ma profondamente segnata. Il volto e i capelli vengono bruciati, mentre Dalva perde la vita.
È proprio questo a rendere la cicatrice ancora più dolorosa: non è soltanto il ricordo del fuoco, ma anche il ricordo della morte della madre. Lucinda non voleva ucciderla, ma il suo gesto imprudente ha conseguenze irreparabili. Da quel momento, il suo dolore si mescola alla colpa.

La cicatrice diventa così una condanna quotidiana. Ogni volta che Lucinda si guarda allo specchio, non vede solo il proprio volto segnato: vede il passato, l’incendio, la madre perduta, l’amore finito con Maurizio e la vita che non potrà più riavere. In una società in cui l’apparenza aveva un peso enorme, soprattutto per una donna, quel segno diventa anche motivo di vergogna, insicurezza e paura del giudizio altrui.
Nell’epoca in cui è ambientata la telenovela, non esistevano le possibilità moderne della chirurgia plastica o di trattamenti capaci di attenuare una ferita simile. Questo aspetto rende ancora più forte il dramma di Lucinda: non deve convivere solo con il trauma di ciò che è accaduto, ma anche con l’impossibilità di cancellarne le conseguenze dal proprio volto.
Il trucco dietro la cicatrice
Dovete sapere che la cicatrice di Lucinda non era un semplice segno applicato sul volto di Andreia Horta.
Per creare quell’effetto così realistico, prima di ogni ripresa c’era un vero lavoro di caratterizzazione, curato nei minimi dettagli.

La caratterizzatrice Anna Van Steen lavorava sul volto dell’attrice con pennelli, prodotti specifici e diverse tonalità di colore. La cicatrice veniva costruita poco alla volta, con sfumature rossastre, marroni e più scure, in modo da ricordare l’effetto irregolare lasciato da una bruciatura. Il risultato non doveva essere esagerato o teatrale, ma credibile: una ferita visibile, dolorosa, capace di raccontare il trauma di Lucinda senza trasformarla in una maschera.
Ed è proprio questo l’aspetto più interessante. Quella cicatrice non serve solo a modificare l’aspetto dell’attrice, ma diventa parte del personaggio. Anche quando Lucinda resta in silenzio, quel segno parla per lei, racconta ciò che lei cerca di nascondere, ma che porta sempre addosso: la tragedia, la colpa, la vergogna e la paura di non essere più amata.
Dal trauma alla paura di non essere amata
La cicatrice aiuta lo spettatore a comprendere molti comportamenti di Lucinda. Dietro la sua durezza, la sua gelosia e la sua tendenza a manipolare gli altri, si nasconde una donna profondamente insicura, convinta di non poter più essere amata come prima. Lucinda teme di non essere più desiderata, di essere guardata con pietà, di essere rifiutata a causa di quel volto segnato che per lei è diventato una condanna.

La fine del rapporto con Maurizio ha lasciato in lei una ferita enorme. Il suo abbandono, unito all’incendio e alla morte della madre, ha creato dentro Lucinda un vuoto che lei non riesce più a colmare.
Lo abbiamo capito bene anche in una scena molto significativa: Lucinda sogna Maurizio e, al risveglio, per un attimo è convinta che lui sia ancora accanto a lei. Poi accende la luce e torna bruscamente alla realtà: Maurizio non c’è più.
È in quel momento che la sua sofferenza emerge con forza. Lucinda guarda la propria cicatrice e dice che lui se n’è andato perché ha visto “questa”, riferendosi proprio al segno sul suo volto. In quella frase c’è tutto il suo dolore: Lucinda non si sente soltanto abbandonata, si sente rifiutata, come se la cicatrice avesse cancellato ogni possibilità di essere amata.
Da quel momento, per lei l’amore non è più un sentimento libero, ma qualcosa da trattenere a ogni costo. Non ama più con fiducia, ma con paura. Paura di essere lasciata, paura di non bastare, paura che qualcuno scelga un’altra donna al suo posto.
L’arrivo di Ignazio sembra offrirle una nuova occasione. Lucinda non vede solo un uomo da salvare: vede una possibilità. La possibilità di sentirsi finalmente necessaria, di costruire una nuova storia, di essere amata senza il peso del giudizio. Ignazio non vede il suo volto segnato, non conosce il suo passato, non sa chi sia davvero Maria Vittoria. Per Lucinda, tutto questo diventa l’occasione per riscrivere la propria vita.
Ma quella possibilità, invece di trasformarsi in un amore sincero, diventa presto una forma di controllo. Lucinda si prende cura di Ignazio, ma nello stesso tempo costruisce intorno a lui una verità alterata. Lo protegge, ma lo isola. Lo ama, ma lo manipola. Il suo bisogno di essere scelta è così forte da renderla incapace di rispettare davvero la libertà dell’altro.
L’incontro con Ignazio
Nelle puntate che sono andate in onda martedì 30 giugno, abbiamo assistito a una scena decisiva: Ignazio viene aggredito e derubato per strada, resta ferito e senza memoria, e sarà proprio Lucinda a soccorrerlo e a portarlo a casa.
Per lei quell’incontro non è casuale.
Poco prima, come si può vedere nella versione originale della telenovela, Lucinda si era recata da Dona Urânia, una cartomante, tormentata dall’idea di non rivedere mai più il suo Maurizio. Questa scena, però, non è stata inserita nella versione internazionale attualmente trasmessa in Italia.

Lucinda chiede alla cartomante cosa la attende. È inquieta, fragile, quasi disperata. Dice di aver bisogno del suo Maurizio.
“Sei andata troppo lontano con questo amore. Hai già sofferto le peggiori conseguenze e non hai imparato nulla?”. Dona Urânia le dice di dimenticare Maurizio perché non tornerà, ma di concentrarsi sul presente perché ci sarà presto un incontro importante che le cambierà la vita.
Quando poi Lucinda trova Ignazio ferito per strada, interpreta quell’incontro come un segno del destino: un uomo arrivato nella sua vita proprio nel momento in cui lei sente di avere più che mai bisogno di essere amata.
Il fatto che Ignazio in un primo momento sia privo di memoria e cieco rende tutto ancora più significativo.
Lui non conosce il suo passato, non sa nulla di Maurizio e dell’abbandono, dell’incendio, della morte della madre Dalva e, soprattutto, non può vedere la cicatrice che Lucinda porta sul volto.
Per lei, questo diventa quasi una possibilità di rinascita: essere guardata senza essere giudicata, essere scelta senza che il suo dolore sia la prima cosa visibile agli occhi dell’altro.
Una cattiva o una donna ferita?
Lucinda è certamente un’antagonista. Con questa analisi, infatti, non voglio giustificare le sue azioni.
Le sue bugie e le sue manipolazioni faranno soffrire Ignazio, Maria Vittoria e molte altre persone.
Ma a mio avviso la forza del personaggio sta proprio nella sua ambiguità.
Lucinda non è una cattiva costruita in modo semplice. È una donna spezzata, incapace di guarire, che trasforma il proprio dolore in controllo. Lucinda fa del male, è vero, ma è anche una persona che non ha mai saputo affrontare né il male ricevuto e né quello provocato.

E a voi sta piacendo questo personaggio?
Cosa ne pensate?
Lasciatemi un commento

Credo che sia un personaggio molto complesso dal punto di vista psicologico che avrebbe bisogno di cure psichiatriche perché ha sofferto ma,da questo dolore,non impara nulla anzi lo riversa negli altri,manipolandoli e causando loro gravi problemi.
Hai proprio ragione. Non è la solita cattiva che spesso agisce senza motivo. Ma ovviamente le cattiverie le fa… pur avendo le sue motivazioni.
Grazie per averci informato della scena prima dell’incontro con Ignazio, serve per capire meglio il personaggio sicuramente complesso.
Grazie a te per seguire la telenovela e cercare informazioni sul mio sito. Per me è un vero piacere poter essere di aiuto per i più appassionati