Tempo di amare – Trama dettagliata

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La narrazione prende il via nel 1927 a Morros Verdes, in Portogallo. Qui vive Maria Vittoria, una ragazza bella e sognatrice, cresciuta dal padre José Augusto Correia Guedes, un influente imprenditore proprietario della tenuta Quinta da Carrasqueira, dedicata alla produzione di vino e olio. Maria Vittoria crede di essere rimasta orfana di madre, ignorando che il padre le abbia nascosto la verità.
La governante Delfina, inoltre, non è una semplice dipendente: per anni è stata l’amante di José Augusto e dal loro legame è nata Teresa. Poiché il patriarca non ha mai riconosciuto ufficialmente la figlia della donna, Delfina nutre un profondo risentimento e una feroce ambizione: il suo obiettivo è distruggere Maria Vittoria per permettere a Teresa di occupare il posto che, secondo lei, le spetterebbe per diritto di sangue.
José Augusto ha promesso Maria Vittoria, fin dall’infanzia, al medico Fernando Moniz, figlio del suo caro amico Alvaro, considerando quel matrimonio la scelta più saggia per la famiglia. Maria Vittoria, tuttavia, non accetta il destino che il padre ha deciso per lei e, poco prima di compiere diciotto anni, durante una processione religiosa, incrocia il cammino di Ignazio. Il giovane è un umile agricoltore che, come lei, nutre una grande passione per la musica.
Cresciuto dalla zia Henriqueta, Ignazio progetta di emigrare in Brasile in cerca di fortuna.
Tra i due giovani nasce un amore profondo e travolgente, destinato a scardinare i piani di José Augusto e le trame di Delfina.
Nonostante appartengano a mondi diversi, Maria Vittoria e Ignazio iniziano a frequentarsi e, dopo poco tempo, il giovane le confessa il suo amore, scoprendo con gioia di essere ricambiato.
L’equilibrio si spezza durante il diciottesimo compleanno di Maria Vittoria. Fernando, certo del beneplacito di José Augusto, chiede ufficialmente la mano della ragazza davanti a tutti gli invitati. Maria Vittoria, però, con lo sguardo fisso su Ignazio — che assiste tormentato alla scena — respinge pubblicamente la proposta.
La giovane fugge poi dal ricevimento per rassicurare l’amato, ma la tensione tra i due è palpabile: Ignazio, schiacciato dal timore di non poterle offrire un futuro dignitoso, propone di troncare la loro relazione. È Maria Vittoria a scongiurarlo di non rinunciare al loro sogno d’amore.
L’umiliazione subita trasforma l’infatuazione di Fernando per la ragazza in un odio profondo verso il suo rivale. Accecato dal desiderio di vendetta, il medico irrompe a cavallo nella casa di Ignazio, distruggendo con la frusta i dolci preparati da zia Henriqueta per una festa di paese.
Ignazio, però, non china il capo: raggiunge il rivale in una taverna e lo colpisce violentemente, dando inizio a una rissa che culmina con il suo arresto. Maria Vittoria interviene allora con decisione: affronta Fernando e lo ricatta, minacciando di rivelare a tutti non soltanto il vile attacco ai danni della zia, ma anche il suo tentativo di uccidere Ignazio. Un proiettile partito dall’arma del medico, infatti, ha mancato il giovane solo per un soffio. Messo alle strette, Fernando è costretto a ritirare la denuncia e ad abbandonare Morros Verdes, trasferendosi definitivamente a Porto.
Nel frattempo, Maria Vittoria, venuta a sapere che Ignazio è stato licenziato dal signor Quintella in seguito agli ultimi avvenimenti, convince il padre ad assumerlo alla tenuta in occasione della vendemmia. Quando, qualche tempo dopo, il ragazzo riceve finalmente la lettera con un’offerta di lavoro dal Brasile, spedita dal signor Geraldo Carvalho, proprietario di un emporio a Rio de Janeiro, la giovane lo incoraggia a partire. Gli promette che lo aspetterà per tutto il tempo necessario e che lo raggiungerà non appena lui si sarà sistemato.
In un’ultima, magica notte prima che l’oceano li separi, i due giovani si abbandonano alla passione e vivono la loro prima notte d’amore.
Dopo la partenza di Ignazio, Maria Vittoria resta sola ad affrontare un’attesa che si trasforma presto in angoscia. I primi sintomi non tardano a manifestarsi, portandola a una scoperta che cambierà per sempre la sua vita: è incinta.
Delfina, intravedendo l’occasione perfetta per liberarsi dell’erede legittima e favorire sua figlia Teresa, inizia a manipolare psicologicamente la giovane. Con finta sollecitudine, la spinge a confessare tutto al padre, sapendo bene che José Augusto non avrebbe mai tollerato un simile scandalo.
Messa alle strette, Maria Vittoria trova il coraggio di affrontare il genitore, ma la reazione dell’uomo è devastante. Accecato dalla vergogna e dal senso di tradimento, il patriarca va su tutte le furie. Per José Augusto, la figlia ha infangato il nome della famiglia e la sua sentenza è spietata: verrà rinchiusa in un convento per nascondere la gravidanza agli occhi del mondo. Ma il castigo non finisce qui: per cancellare ogni traccia del “disonore”, l’uomo stabilisce che, una volta nato, il bambino verrà immediatamente dato in adozione.
Mentre in Portogallo Maria Vittoria vive il suo calvario, a Rio de Janeiro una delle poche lettere sfuggite al controllo di Delfina raggiunge finalmente Ignazio. Leggendo che diventerà padre, il giovane esplode in un pianto di gioia e manifesta tutta la sua felicità tra i banchi dell’emporio del suo datore di lavoro, Geraldo.
L’uomo, commosso, gli regala il biglietto per il viaggio di ritorno. Proprio quando manca poco alla partenza per raggiungere la sua amata, però, Ignazio cade vittima di una brutale aggressione. Derubato di tutto e ridotto in fin di vita, viene soccorso da una misteriosa donna, Lusinda, che passa casualmente di lì.
Figlia del dottor Reinaldo Macedo, Lusinda è una donna profondamente segnata non soltanto nell’anima, ma anche nel corpo. Sul volto porta la cicatrice indelebile di un’esplosione che lei stessa provocò anni prima, nel disperato tentativo di creare una “pozione d’amore” per trattenere il suo ex fidanzato Maurizio: un tragico incidente che costò la vita a sua madre. Da allora vive isolata, consumata dal trauma e da un’ossessione patologica per il controllo.
Scorgendo il corpo indifeso di Ignazio, Lusinda non vede soltanto un ferito da aiutare, ma anche l’occasione di riscatto che attendeva da tempo. Lo accoglie nella sua dimora e, approfittando della sua temporanea cecità e dell’estrema debolezza, inizia a tessere una tela di inganni.
Ignazio, ignaro di chi sia realmente la sua salvatrice, le confida il suo amore per Maria Vittoria e il desiderio di tornare da lei. Lusinda finge di sostenerlo e arriva persino a simulare di scrivere sotto dettatura una lettera destinata alla ragazza in Portogallo. In realtà, mette per iscritto frasi dedicate a Ignazio che rivelano chiaramente la sua crescente ossessione per lui.
Con fredda determinazione, Lusinda decide così di cancellare il passato del giovane per riscriverlo accanto a sé, trasformando poco alla volta la sua gratitudine in una vera e propria prigionia psicologica.
Mentre Ignazio crede di essere curato da un angelo, Lusinda ha già iniziato la sua missione: separarlo per sempre da Maria Vittoria e fare di lui l’unico centro del suo mondo distorto.
Mentre Ignazio affronta la cecità e la difficile convalescenza sotto le cure ossessive di Lusinda, Maria Vittoria, nel buio della sua cella, comincia a temere che l’uomo che ama l’abbia abbandonata per sempre.

Passano i mesi e, tra le mura del convento, Maria Vittoria dà alla luce una bambina che decide di chiamare Mariana, come sua nonna paterna. La giovane spera ancora di riabbracciare presto il suo amato Ignazio, ma il tempo scorre e di lui non vi è alcuna traccia. Grazie all’aiuto di Suor Assunta, che si reca segretamente al porto per indagare, Maria Vittoria riceve una notizia raggelante: Ignazio risulta aver acquistato un biglietto per il Portogallo, ma non è mai salito a bordo. Sapere che il prossimo viaggio transatlantico avverrà soltanto dopo tre mesi getta la ragazza in uno stato di totale prostrazione.
Il dolore si trasforma in tragedia quando, per ordine del padre, la piccola Mariana le viene strappata dalle braccia per essere data in adozione a una coppia di Lisbona.
In questo momento di estrema fragilità, Delfina ne approfitta per tessere la sua tela: l’obiettivo della governante è allontanare l’erede legittima per garantire alla figlia Teresa il controllo della tenuta. Con l’inganno convince Maria Vittoria a fuggire in Brasile, rivelandole l’esistenza e l’indirizzo di una zia, Elvira, che vive a Rio de Janeiro con il marito ed è da tempo in rotta con José Augusto. Proprio a causa dei dissapori tra i due, Maria Vittoria non aveva mai saputo della sua esistenza. Per la ragazza, quella diventa l’unica possibile via verso la libertà.
Mentre Maria Vittoria progetta la fuga, a Rio de Janeiro la cecità e la debolezza rendono Ignazio una preda facile. Sotto il tetto di Lusinda, il ragazzo vive una convalescenza che somiglia sempre più a una prigionia: la donna, ossessionata da lui, boicotta segretamente ogni suo tentativo di comunicare con l’esterno.
Disperata, Maria Vittoria fugge dal convento e raggiunge il porto con l’intenzione di imbarcarsi. Una volta arrivata al molo, scopre però che il biglietto deve essere pagato in contanti e che la nave è ormai quasi al completo.
La giovane decide allora di vendere il gioiello che Delfina le ha consegnato appositamente prima della fuga. La governante, infatti, sa bene di non poterle dare direttamente del denaro e comprende che, affidandole quell’oggetto, non soltanto le fornirà il mezzo per lasciare il Portogallo, ma la spingerà anche a deludere ancora di più il padre. Si tratta infatti di un prezioso gioiello di famiglia appartenuto a Dona Mariana, madre di José Augusto.
Dopo aver concordato con un antiquario la somma necessaria per pagarsi il viaggio, Maria Vittoria torna al porto, ma scopre che ormai tutti i biglietti sono stati venduti. Soltanto un colpo di fortuna le permette di partire: all’ultimo momento riesce ad acquistare il biglietto appartenuto a una passeggera deceduta e si imbarca assumendone l’identità, quella di Maria do Céu Jardim.
Alla Quinta da Carrasqueira, intanto, la notizia della fuga scatena il caos. José Augusto, furioso e sconvolto, inizia una ricerca forsennata, ma Delfina mette in atto l’inganno finale: comunica al padrone un orario di partenza errato, falsificando un documento rilasciato da Silverinha, l’addetto alla corrispondenza di Morros Verdes.
A causa di questo ritardo deliberato, José Augusto arriva al molo quando la nave è ormai salpata. Non trovando il nome della figlia sulla lista dei passeggeri — poiché Maria Vittoria viaggia sotto falsa identità — il patriarca crolla nel rimorso, urlando inutilmente il suo nome mentre osserva la nave allontanarsi sempre di più.
A Rio de Janeiro, intanto, la trappola attorno a Ignazio si stringe. Lusinda cerca di modellarlo secondo i propri desideri, comprandogli abiti eleganti e tentando di instaurare con lui una pericolosa vicinanza fisica. Nonostante la confusione, Ignazio trova la forza di respingerla, ribadendo il suo amore per Maria Vittoria, anche se ammette di sentirsi attratto da Lusinda pur non potendola vedere.
Poco dopo, il dottor Reinaldo, padre della ragazza, porta una speranza concreta: il luminare dottor Falcão ha accettato di visitare Ignazio e aumentano così le possibilità che il giovane possa recuperare la vista.
Sentendosi minacciata, Lusinda ricorre allora a un piano spietato: falsifica una lettera di José Augusto e la legge a Ignazio, mentendogli crudelmente sul destino della donna che ama. Gli racconta che Maria Vittoria ha dato alla luce un maschio e che si è già risposata con un nobile spagnolo. Distrutto dal dolore e convinto di essere stato dimenticato, Ignazio crolla psicologicamente tra le braccia di Lusinda.
Nel frattempo, Maria Vittoria affronta la dura traversata in terza classe, stringendo amicizia con le sorelle Helena, Natália e Felícia. La sua bellezza, però, attira l’attenzione del corrotto deputato Teodoro de Magalhães, che tenta di sedurla. Di fronte al rifiuto sdegnoso della ragazza, l’uomo decide di vendicarsi e la accusa ingiustamente di condotta impropria davanti al comandante. Maria Vittoria viene così arrestata e rinchiusa in una cella durante l’ultima parte del viaggio.
In Portogallo, José Augusto è ormai un uomo divorato dai sospetti. Affronta Delfina, accusandola di aver favorito la fuga della figlia. La donna si difende ricordandogli di averlo già avvertito dei propri sospetti: secondo lei, Maria Vittoria non sarebbe rimasta a lungo in convento, perché non accettava una simile punizione e, soprattutto, non avrebbe mai sopportato di essere separata dalla figlia Mariana.
José Augusto, sempre più confuso, cerca disperatamente di capire come Maria Vittoria sia riuscita a procurarsi il denaro necessario per salire su quella nave e perché il suo nome non compaia sulla lista dei passeggeri. Troppe domande rimangono senza risposta.
Delfina gli suggerisce allora una spiegazione destinata a ferirlo ancora di più: sostiene che Maria Vittoria potrebbe aver venduto il medaglione di famiglia per pagarsi il viaggio, dal momento che lo aveva portato con sé, insieme ai vestiti, il giorno in cui era stata condotta in convento. In realtà è una menzogna: il medaglione era stato consegnato alla giovane proprio da Delfina per consentirle di finanziare la fuga.
Questa convinzione ferisce José Augusto nel profondo ma l’uomo comprende, anche se troppo tardi, che, nel tentativo di difendere un presunto onore familiare, ha distrutto tutto ciò che aveva di più caro, perdendo in un colpo solo sia la figlia sia la nipotina.

Dopo giorni di prigionia nella cella del piroscafo, Maria Vittoria riassapora finalmente la libertà. Il merito non è della clemenza del comandante, bensì dell’audacia di Tommaso e Giuseppe: i due giovani passeggeri italiani, colpiti dall’ingiustizia subita dalla ragazza, affrontano il deputato Teodoro e lo costringono con la forza a ritirare la sua denuncia infondata.
Una volta libera, Maria Vittoria esplode in un grido di gioia, ignara però che Teodoro stia già covando una vendetta ancora più feroce e sia deciso a perseguitarla non appena sbarcheranno a Rio de Janeiro.
Intanto, Ignazio vive un drammatico tentativo di ribellione. Tutto ha inizio con l’inaspettata visita di un sacerdote, che parla con Lusinda di un giovane trovato per strada e creduto morto. Ignazio, ascoltando quella storia, rimane profondamente turbato: alcuni particolari gli sembrano troppo simili a ciò che potrebbe essere accaduto a lui. Tormentato dai dubbi, cerca di ottenere delle spiegazioni, ma Lusinda tenta ancora una volta di dissuaderlo e di soffocare ogni suo sospetto.
Deciso a scoprire la verità, Ignazio tenta allora di uscire di casa da solo. Nonostante la cecità, vuole raggiungere Padre Orlando e cercare da lui le risposte che Lusinda continua a negargli. L’impresa, però, fallisce: il giovane cade e finisce nella boscaglia.
Quando Lusinda si accorge della sua assenza, si precipita a cercarlo. Dopo averlo ritrovato, lo riporta a casa, ma l’accaduto scatena definitivamente la sua ossessione. Terrorizzata all’idea che Ignazio possa sfuggirle, la donna decide di ricorrere a misure estreme: lo seda con una dose massiccia di tranquillanti per impedirgli di muoversi e di tentare nuovamente la fuga, sussurrandogli parole d’amore ossessivo mentre lui giace privo di sensi.
Al momento dello sbarco nel porto di Rio de Janeiro, Maria Vittoria riceve un ultimo e inquietante avvertimento da Donna Lurdes, una passeggera che aveva condiviso con lei la cabina durante il viaggio. La donna rivela di conoscere molto bene la Quinta da Carrasqueira, dove aveva lavorato quando Maria Vittoria era ancora una bambina. È proprio Donna Lurdes a svelarle una verità sconvolgente: Delfina è una «vipera pericolosa» ed è stata per anni l’amante di José Augusto.
Sebbene profondamente turbata dalla rivelazione, Maria Vittoria scende dalla nave con un solo pensiero: ritrovare il suo amato Ignazio e tornare insieme a lui in Portogallo per cercare la loro bambina.
Dopo essere passata dall’Emporio San Matteo, di proprietà di Geraldo, e averlo trovato chiuso per ferie, Maria Vittoria si mette alla ricerca degli zii Elvira e Bernardo, ma scopre che hanno dovuto abbandonare la loro casa a causa dei debiti. Senza un tetto e senza denaro, la giovane finisce per accettare l’invito delle amiche Helena, Felícia e Natália a seguirle in quello che tutte credono essere un istituto di formazione professionale. Una volta arrivate, però, scoprono che si tratta in realtà della Maison Dorée, il lussuoso e ambiguo cabaret di Rio gestito da Madame Lucerne.
Senza alternative, Maria Vittoria accetta inizialmente di lavorare come pianista, ma il passato la raggiunge immediatamente. Durante una delle sue prime esibizioni, Teodoro appare tra il pubblico, la insulta e pretende poi che Lucerne gliela conceda per la notte. Disgustata da ciò che accade nella Maison Dorée, Maria Vittoria affronta la tenutaria e, insieme a Helena, organizza una fuga disperata nel cuore della notte. Le due trovano rifugio nell’umile appartamento di Tommaso e Giuseppe.
Maria Vittoria deve ora attendere diversi giorni prima che l’Emporio San Matteo riapra. La situazione è ancora più difficile perché non possiede più una fotografia di Ignazio, volata via mentre si trovava sul ponte della nave, e non conosce neppure l’indirizzo della pensione in cui il giovane alloggiava.
È proprio in questo clima di smarrimento che avviene un incontro destinato a diventare importante. Una sera, mentre Maria Vittoria si trova per strada ed è spaventata da un cane, viene soccorsa da Vicente, che riesce a far allontanare l’animale. I due si presentano e lei continua a usare la falsa identità di Maria do Céu, senza immaginare che il destino li farà incontrare nuovamente e che tra loro nascerà un legame profondo e disinteressato.
Nel frattempo, l’ossessione di Lusinda per Ignazio raggiunge livelli sempre più pericolosi. Quando il suo castello di menzogne rischia di crollare a causa del dottor Reinaldo, che scopre come la figlia abbia sabotato la prima visita medica, Lusinda si sente sempre più minacciata.
Nonostante i suoi tentativi di ostacolare le cure, il luminare dottor Falcão riesce finalmente a visitare Ignazio e conferma che esistono concrete possibilità che il giovane possa recuperare la vista. La notizia scatena in Lusinda una violenta crisi psicotica: terrorizzata dall’idea che Ignazio possa rifiutarla una volta scoperti il suo vero aspetto, le cicatrici e soprattutto le sue menzogne, la donna passa al contrattacco e arriva a sostituire i medicinali destinati al giovane con della semplice acqua. Il suo comportamento sempre più instabile e la strana gestione dei farmaci non sfuggono però alla zia Emília, che comincia a osservarla con crescente sospetto.
La trappola più pericolosa scatta all’Emporio San Matteo, dove Maria Vittoria e Lusinda finiscono per incontrarsi casualmente. Qui Geraldo comunica a Maria Vittoria una notizia raggelante: Ignazio è stato dato per morto.
Sconvolta dal dolore, la ragazza sviene tra le braccia proprio di Lusinda. Quest’ultima, fingendosi sua amica e approfittando della disperazione della giovane, la accompagna alla pensione di Donna Nicota e arriva persino a pagarle il biglietto per tornare in Portogallo, con l’unico scopo di allontanarla definitivamente da Rio de Janeiro. Nel frattempo continua a intercettare e nascondere ogni possibile comunicazione che potrebbe ricongiungere i due innamorati.
Il destino, tuttavia, lascia una traccia. Poco prima della prevista partenza, Geraldo mostra a Maria Vittoria un disegno ritrovato in un auto. La giovane ne riconosce immediatamente l’inconfondibile tratto e comprende che l’uomo che ama potrebbe essere ancora vivo.
Quella scoperta cambia ogni cosa: Maria Vittoria rinuncia a imbarcarsi e decide di restare a Rio de Janeiro, determinata più che mai a ritrovare Ignazio.

Il disegno riconosciuto da Maria Vittoria riaccende la speranza che Ignazio sia ancora vivo e la spinge a continuare le ricerche insieme a Vicente. Le indagini li conducono fino a San Vital, dove scoprono che un giovane è morto nell’incendio di un capanno. Sul luogo Maria Vittoria trova una camicia bruciacchiata che riconosce immediatamente come appartenuta a Ignazio, perché gliel’ha vista indossare molte volte. Ignora però che sia stata Lusinda a lasciarla lì appositamente per convincerla della morte dell’amato.
Determinata a mettere fine una volta per tutte alle sue ricerche, Lusinda completa l’inganno raccontando che una donna avrebbe visto nel capanno, poco prima dell’incendio, un giovane corrispondente alla descrizione di Ignazio. Le consegna inoltre una cassa con quelle che sostiene essere le sue ceneri. Maria Vittoria, sopraffatta da quelle che considera ormai prove sufficienti, si convince che Ignazio sia morto e decide di rinunciare alle ricerche.
Vicente, al contrario, continua a nutrire dei sospetti e cerca di approfondire quanto accaduto a San Vital. Anche il comportamento di Lusinda non lo convince del tutto, ma la donna riesce ancora una volta a sottrarsi alle sue domande e, avendo intuito i sentimenti che prova per Maria Vittoria, lo incoraggia a dichiararsi. Vicente, infatti, si è innamorato della ragazza, pur avendo sempre rispettato il suo amore per Ignazio e il dolore che sta attraversando.
Convinta di non avere più alcun motivo per restare in Brasile, Maria Vittoria decide di tornare in Portogallo. Vicente vorrebbe continuare ad aiutarla, ma lei rifiuta: gli confessa di considerarlo uno dei migliori amici che abbia mai avuto, ma vuole affrontare da sola il viaggio di ritorno, così come da sola era arrivata in Brasile.
Ignazio, nel frattempo, dopo aver vissuto per diversi mesi accanto a Lusinda senza sapere che Maria Vittoria lo crede morto proprio a causa delle sue macchinazioni, ha deciso di sposarla.
Anche in Portogallo gli eventi stanno però preparando un nuovo cambiamento. José Augusto, pentito per il modo in cui ha trattato la figlia, è deciso a raggiungere il Brasile per ritrovarla. La prospettiva terrorizza Delfina, consapevole che un incontro tra padre e figlia potrebbe far emergere le sue menzogne e il ruolo avuto nella fuga di Maria Vittoria.
La donna tenta quindi di convincere José Augusto a portarla con sé, sperando di poter continuare a controllare la situazione anche oltreoceano. Lui, però, preferisce lasciarla a Morros Verdes e, durante la propria assenza, le affida la responsabilità della Quinta da Carrasqueira. Delfina ottiene così il potere che ha sempre desiderato, ma il viaggio di José Augusto verso il Brasile rappresenta anche la minaccia più grande per tutti gli inganni costruiti fino a quel momento.