
DATI TECNICI
Titolo originale: La 1-5/18, somos uno
Traduzione titolo in italiano: La 1-5/18, siamo uno
Anno: 2021-2022
Paese: Argentina
Produzione: Pol-ka Producciones
Produttore: Adrián Suar
Produttore esecutivo: Diego Carabelli
Regia: Jorge Nisco, Alejandro Ibáñez
Sceneggiatura: Lily Ann Martin, Jessica Valls, Marcelo Nacci
Soggetto: Adrián Suar
Episodi: 132 da circa 45-50 minuti
Prima TV: dal 20 settembre 2021 al 25 marzo 2022 (eltrece)
Sigla: “Yo soy de la uno” – Damas Gratis
CAST
Gonzalo Heredia – Bruno Medina
Agustina Cherri – Lola Vidal
Esteban Lamothe – Lorenzo Martínez Arias
Lali González – Rita Arce
Luciano Cáceres – Sebastián Alvarado
Romina Gaetani – Miranda Echeverry
Leonor Manso – Noelia Ceballos
Leticia Brédice – Viviana Morales
Bárbara Lombardo – Renata Basualdo
Violeta Urtizberea – Charo Vidal
Roly Serrano – Emanuel del Valle
Felipe Colombo – Ricardo “Ricky” Parodi
Yayo Guridi – Rogelio Castillo
Maximiliano Ghione – Fernando “Chacho” Guridi
Nico García – Lautaro Ismael Villalba
Rodrigo Pedreira – Constanzo “Coti” Martínez Arias
Ángela Leiva – Gina Berardi
Ezequiel “El Polaco” Cwirkaluk – Marcos “Lomo”
Gregorio Barrios – Tulio Medina
Julieta Bartolomé – Roxana “Roxy”
Lucas D’Amario – Jonathan
Balthazar Murillo – Matías Alvarado
Ornella D’Elia – Malena Castillo
Eliam Pico – Cristian Vidal
Shirley Briceño – Elena
Julieta Ruiz – Lucila “Lucy”
Arturo Bonín – Obispo Ciro Martínez
Patricio Contreras – Don Luis
Héctor Calori – Padre Antonio
TRAMA GENERALE
La storia è ambientata nella villa 1-5/18 di Buenos Aires, recentemente ribattezzata “La Peñaloza”, un quartiere popolare nel quale convivono famiglie provenienti da realtà diverse, persone che affrontano quotidianamente difficoltà economiche e sociali e una comunità capace di unirsi ogni volta che qualcuno ha bisogno di aiuto.
La mancanza di servizi e di alcuni diritti fondamentali fa parte della vita quotidiana degli abitanti, ma La Peñaloza è molto più delle sue difficoltà. È una comunità nella quale tutti si conoscono, i problemi di una famiglia diventano rapidamente problemi di tutti e la solidarietà rappresenta spesso l’unico strumento per affrontare le ingiustizie.
Uno dei punti di riferimento del quartiere è il comedor comunitario gestito da Lola Vidal e Rita Arce.
Lola è una donna energica, impulsiva e carismatica, abituata a dire sempre ciò che pensa e incapace di rimanere indifferente davanti a un’ingiustizia. È riuscita a diventare maestra e dedica gran parte del proprio tempo ai ragazzi del quartiere, convinta che l’istruzione e l’aiuto reciproco possano offrire loro possibilità diverse.
Ha cresciuto da sola il figlio adolescente Cristian, che sogna di diventare calciatore.
La Peñaloza non è il luogo nel quale Lola è nata, ma è diventato la sua casa e la donna sente un fortissimo senso di appartenenza nei confronti della comunità. Per questo combatte continuamente per migliorare le condizioni del quartiere e soprattutto quelle dei più giovani.
Accanto a lei c’è Rita, che Lola considera praticamente una sorella.
Le due donne distribuiscono donazioni, preparano pasti per le famiglie in difficoltà e cercano di risolvere qualsiasi emergenza si presenti al comedor.
Rita porta però dentro di sé una ferita che risale alla sua adolescenza. A diciassette anni, durante un periodo particolarmente difficile nel quale cercava di uscire dalla dipendenza, diede in adozione suo figlio.
Anni dopo non ha mai smesso di pensare a quel bambino e desidera sapere che cosa ne sia stato di lui.
Lola la sostiene nella ricerca, consapevole che per l’amica conoscere la verità sul proprio passato significa anche riuscire finalmente a fare pace con una parte dolorosa della propria vita.
Ma La Peñaloza deve affrontare anche problemi molto più pericolosi.
Due organizzazioni criminali cercano di imporre il proprio controllo sul quartiere e al centro della loro disputa c’è il bar di Don Luis, un uomo anziano e gravemente malato.
Il locale occupa infatti una posizione strategica all’interno della villa e per questo diventa oggetto degli interessi delle bande.
Don Luis vorrebbe affidare il bar al figlio Bruno Medina, che torna improvvisamente nel quartiere dopo una lunga assenza.
Per gli abitanti, il motivo del suo ritorno sembra evidente: Bruno è rientrato perché il padre sta male.
La verità è più complicata.
Bruno sta fuggendo da alcuni criminali dopo avere ferito uno di loro con un coltello per difendersi. Il suo passato recente lo segue quindi fino a La Peñaloza, proprio mentre il giovane cerca di ricominciare accanto al padre e alle persone che conosceva da tempo.
Il ritorno nel quartiere lo porta anche a incontrare Lola.
Tra i due nasce immediatamente una forte attrazione.
Bruno è un uomo impulsivo, protettivo e segnato da una vita molto più complicata di quanto lasci vedere. Lola ne percepisce le fragilità dietro l’atteggiamento duro e poco alla volta tra loro si sviluppa un sentimento.
Proprio quando quella relazione sembra avere la possibilità di crescere, a La Peñaloza arriva un’altra persona destinata a cambiare profondamente la vita di Lola.
Lorenzo Martínez Arias è un sacerdote conosciuto per il proprio lavoro nelle zone più disagiate.
È un “cura villero”, un prete che non concepisce la propria missione soltanto all’interno di una chiesa, ma soprattutto nelle strade, accanto alle persone che hanno bisogno di aiuto.
A chiedergli di raggiungere La Peñaloza è padre Antonio, suo mentore e amico.
Antonio sta ricevendo minacce da un criminale che era finito in carcere anche grazie al suo intervento e che sta per tornare in libertà. Lorenzo arriva quindi nel quartiere con l’intenzione iniziale di aiutare temporaneamente il sacerdote e la comunità.
Ma ciò che trova lo coinvolge molto più di quanto immaginasse.
Quando il comedor viene minacciato e gli abitanti del quartiere si mobilitano per difenderlo, Lorenzo rimane colpito dalla solidarietà della gente di La Peñaloza e decide di impegnarsi direttamente per migliorare le loro condizioni di vita.
E poi incontra Lola.
Tra la maestra e il sacerdote nasce un’intesa immediata.
Entrambi condividono lo stesso bisogno di aiutare gli altri e la stessa insofferenza davanti alle ingiustizie. Cominciano a lavorare fianco a fianco per il quartiere e questa vicinanza porta Lorenzo a scoprire sentimenti che entrano direttamente in conflitto con la propria vocazione religiosa.
Per Lola la situazione è altrettanto complessa.
Da una parte c’è Bruno, un uomo con il quale potrebbe costruire una relazione apparentemente possibile; dall’altra c’è Lorenzo, verso il quale prova qualcosa che sa di non poter vivere liberamente.
A rendere tutto ancora più delicato è l’amicizia che nasce proprio tra Bruno e Lorenzo.
I due uomini si rispettano e collaborano per proteggere il quartiere, senza comprendere inizialmente di essere entrambi innamorati della stessa donna.
Lorenzo si trova quindi diviso tra il sentimento crescente per Lola, il rispetto per Bruno e soprattutto la promessa fatta attraverso il sacerdozio.
Il triangolo sentimentale è soltanto una delle molte storie che attraversano La Peñaloza.
Un ruolo fondamentale ha anche Sebastián Alvarado, medico che presta assistenza sanitaria alla comunità.
Sebastián appartiene a un ambiente sociale molto diverso da quello della maggior parte degli abitanti e la sua vita si intreccia progressivamente con quella di Rita.
Il medico è sposato con Renata Basualdo e insieme hanno costruito una famiglia, ma l’incontro con Rita mette in discussione equilibri che sembravano consolidati.
Per Rita, tuttavia, qualsiasi nuovo sentimento è inevitabilmente condizionato dal proprio passato e dalla ricerca del figlio perduto.
Quella ricerca diventa uno degli elementi emotivi più importanti della storia perché coinvolge non soltanto lei, ma diverse famiglie e persone che vivono nel quartiere o lavorano nelle strutture che lo assistono.
La stessa Renata, moglie di Sebastián, si trova coinvolta in una situazione capace di mettere alla prova la stabilità della propria famiglia.
Accanto a questi personaggi c’è Lautaro Villalba, legato a Rita e profondamente inserito nella realtà più pericolosa della villa.
La criminalità che attraversa La Peñaloza non è infatti un elemento separato dalle storie personali dei protagonisti: famiglie, coppie e amicizie finiscono continuamente per essere coinvolte nelle lotte per il controllo del territorio.
Lorenzo scopre rapidamente che il lavoro pastorale nel quartiere significa anche confrontarsi con spacciatori, minacce e giovani che rischiano di essere reclutati dalle bande.
Bruno, a sua volta, non può ignorare ciò che accade intorno al bar del padre e si trova sempre più direttamente coinvolto nella difesa della comunità.
Lola non accetta che i ragazzi del quartiere vengano considerati inevitabilmente destinati alla criminalità e cerca attraverso la scuola e il comedor di offrire loro alternative.
Tra questi giovani ci sono Cristian, Tulio, Jonathan, Roxy, Malena, Matías e molti altri ragazzi le cui storie mostrano differenti aspetti della vita nella villa.
Non tutti hanno le stesse opportunità e non tutti reagiscono allo stesso modo alla povertà, alla violenza o all’assenza di prospettive.
Alcuni sognano di andarsene, altri vogliono cambiare il quartiere dall’interno, altri ancora rischiano di essere sedotti dal denaro facile offerto dalla criminalità.
Anche il mondo esterno entra continuamente in contatto con La Peñaloza.
Personaggi come Miranda Echeverry, Constanzo “Coti” Martínez Arias e altri appartenenti a realtà economiche e sociali differenti fanno emergere il contrasto tra il quartiere e una Buenos Aires che spesso sembra ignorare completamente le sue necessità.
Miranda, in particolare, appartiene al passato e alla cerchia familiare di Lorenzo e la sua presenza contribuisce a complicare ulteriormente la vita personale del sacerdote.
Lorenzo deve confrontarsi non soltanto con ciò che prova, ma anche con le aspettative della Chiesa e con chi osserva con sospetto il suo modo poco convenzionale di vivere il sacerdozio.
Il suo impegno sociale lo porta infatti a esporsi continuamente e a mettere in discussione l’idea che il sacerdote debba limitarsi esclusivamente alle attività religiose.
La comunità diventa progressivamente la sua famiglia.
Un’altra figura fondamentale è Noelia, una delle donne che incarnano la memoria e la forza del quartiere. Attraverso i personaggi più anziani emergono le trasformazioni vissute dalla villa, le difficoltà affrontate dalle generazioni precedenti e il legame profondo che molte famiglie hanno con quel luogo.
Attorno al nucleo principale si sviluppano inoltre le storie di Viviana, Emanuel, Ricky, Rogelio, Chacho, Gina e degli altri abitanti, dando vita a una struttura fortemente corale.
Amori, tradimenti, figli perduti, differenze di classe, dipendenze, violenza domestica, discriminazione, maternità e paternità si intrecciano con i problemi collettivi della comunità.
Gina Berardi, giovane cantante legata al quartiere, e Bruno condividono inoltre un rapporto importante che aggiunge un’altra dimensione alla vita sentimentale e familiare del protagonista.
Ma al centro di tutto rimane sempre La Peñaloza.
Quando il comedor è in pericolo, quando una famiglia perde la propria casa, quando un ragazzo scompare o quando la violenza delle bande minaccia qualcuno, gli abitanti comprendono che individualmente possiedono pochissimi strumenti per difendersi, mentre insieme possono diventare una forza.
