Palabra de mujer

Titolo originale: Palabra de mujer
Traduzione titolo in italiano: Parola di donna
Anno: 2007-2008
Paese: Messico
Produzione: Televisa
Regia: Benjamín Cann, Eric Morales e Salvador Sánchez
Sceneggiatura: Jesús Calzada, Gabriel Briceño, Alejandro Pohlenz e Janely Lee
Soggetto: Nené Cascallar
Episodi: 145 da 41-44 minuti
Prima TV: dal 22 ottobre 2007 al 9 maggio 2008 (Canal de las Estrellas)
Sigla: “Ella”, cantata da Bebe

Edith González – Vanesa Noriega
Yadhira Carrillo – Fernanda Ortiz
Ludwika Paleta – Paulina Álvarez y Junco
Lidia Ávila – Matilde Solano
Juan Soler – Martín Castellanos
Cynthia Klitbo – Delia Ibarra
Víctor Noriega – Emmanuel San Román
Lisardo – Hernán Gil
Agustín Arana – Julián Medina
Alejandro de la Madrid – Adrián Vallejo
Rafael Puente – Roberto “Betito” Landeta
Irma Lozano – Carlota Álvarez y Junco
Salvador Sánchez – Guadalupe “Lupe” Solano
Otto Sirgo – Mariano Álvarez y Junco
Yula Pozo – Rosa Solano
Amairani – Sonia San Román
Dalílah Polanco – Irma López
Miguel Loyo – Ismael Solano
Jacqueline Voltaire – Flora Navarro
Natalia Téllez – Beatriz “Bety” Ortiz
Claudia Godínez – Gina San Román
Jessica Coch – María Inés Castrejón
Kendra Santacruz – Clara Medina
Alberich Bormann – Emiliano Medina
Osvaldo de León – Ariel Castellanos
Daniel Berlanga – Jorge “Danny” Medina
Roberto Ballesteros – Genaro Arreola
Alejandro Nones – Octavio Longoria
Jéssica Mas – Mireya Aranda
Carolina Jaramillo – Tamara Fuentes
Eugenio Cobo – Armando Longoria
Julio Bracho – Germán Mondragón
Antonio de la Vega – Saúl Figueroa

Vanesa, Fernanda, Paulina e Matilde sono quattro donne molto diverse per età, condizione economica ed esperienza, ma accomunate dal desiderio di costruire una vita che appartenga veramente a loro. Il progetto che le unisce è Palabra de Mujer, un programma televisivo ideato da Vanesa e dedicato alle donne, alle loro difficoltà e alle loro aspirazioni.
Per Vanesa il nuovo lavoro rappresenta soprattutto la possibilità di ricominciare dopo il crollo del suo matrimonio. Dopo ventidue anni insieme, scopre infatti che il marito Julián la tradisce con una donna più giovane e vuole lasciarla. Dietro quella separazione riaffiora inoltre una ferita mai rimarginata: molti anni prima Vanesa e Julián persero il loro primogenito Jorge, scomparso quando era ancora bambino, e nessuno dei due è mai riuscito realmente a superare il trauma.
Al fianco di Vanesa compare Martín Castellanos, amico di lunga data che le offre sostegno proprio nel momento in cui lei deve imparare nuovamente a considerarsi una donna indipendente e non soltanto moglie e madre.
Fernanda ha invece cresciuto da sola la figlia Bety dopo essere stata abbandonata da Emmanuel San Román, che preferì sposare la ricca Sonia. Quando i due si ritrovano dopo molti anni, i sentimenti mai completamente spenti rischiano di travolgerli nuovamente, ma nella vita di Fernanda entra anche Hernán Gil, uomo avventuroso e apparentemente incapace di legarsi a qualcuno, che proprio grazie a lei scoprirà il desiderio di costruire un rapporto stabile.
Paulina appartiene a una famiglia benestante, ma porta dentro di sé il rancore verso il padre Mariano, colpevole ai suoi occhi di aver abbandonato lei e sua madre. Determinata a cavarsela senza il denaro della famiglia, si ritrova divisa tra diversi uomini finché l’incontro con Adrián Vallejo, suo fratellastro soltanto per matrimonio e non per sangue, non trasforma progressivamente l’iniziale antipatia in un sentimento molto più profondo.
Matilde proviene invece da una famiglia modesta e lavora duramente per aiutare i genitori. Creativa, intelligente e spontanea, entra nel programma quasi come rappresentante di un mondo completamente diverso da quello di Delia Ibarra, la ricca socia di Vanesa. Proprio Matilde si innamora di Roberto, figlio di Delia, provocando l’opposizione feroce della donna, che non accetta che il ragazzo scelga una giovane di umili origini.
Le quattro protagoniste attraverseranno tradimenti, lutti, differenze sociali, maternità, problemi economici e relazioni difficili, ma sarà soprattutto la loro amicizia a consentire loro di rialzarsi ogni volta e difendere, fino alla fine, il valore della propria parola.