
PARTE 1 – LE TRE CUGINE E IL PRIMO AMORE
Graciela Andreína Zambrano Ávila ha appena compiuto diciotto anni e affronta gli ultimi mesi del liceo con l’entusiasmo e la leggerezza tipici della sua età. Tutti la chiamano Ciela e, benché sia cresciuta come figlia unica di Alberto e Gimena, non è mai stata realmente sola: Maite e Silvia, le sue cugine, sono cresciute praticamente al suo fianco e tra le tre esiste un’intimità che permette loro di condividere sogni, segreti e paure.
Ciela è profondamente romantica. Sua zia Sor Esperanza le ha raccontato che, quando incontrerà il grande amore della sua vita, sentirà metaforicamente il suono delle campane e la ragazza ha trasformato quella storia in una sorta di promessa del destino. Il momento sembra arrivare durante alcuni disordini scoppiati nei pressi del liceo, quando Ciela si sente improvvisamente male e sta per perdere i sensi. A sostenerla prima che cada è David Espinoza.
L’attrazione è immediata e, mentre Ciela ha la sensazione di aver finalmente incontrato l’uomo annunciato dalle famose campane, anche David rimane conquistato da quella ragazza spontanea e luminosa. Il loro corteggiamento è rapido e pieno di entusiasmo, benché non manchino subito gli ostacoli. David ha infatti esagerato la propria condizione economica, non ha ancora sistemato definitivamente la situazione con l’ex fidanzata Nancy e soprattutto incontra la diffidenza di Gimena, che considera sua figlia ancora troppo giovane per un rapporto così serio.
Nessuna delle difficoltà riesce tuttavia a separare davvero i ragazzi. David comprende di essere innamorato come non lo era mai stato prima e arriva ben presto a chiedere a Ciela di sposarlo. Lei accetta, convinta che il loro incontro non sia stato casuale e che la vita abbia messo il suo “Vido” sulla propria strada per una ragione.
Mentre l’amore entra prepotentemente nella sua vita, però, il corpo di Ciela comincia a lanciarle segnali sempre più preoccupanti. Ai primi svenimenti si aggiungono emorragie dal naso, lividi, disturbi alla vista e una stanchezza che non sembra compatibile con una semplice anemia. Gimena intuisce che dietro quei sintomi possa esserci qualcosa di molto grave e inizialmente cerca di proteggere la figlia dalla verità, ma gli esami rendono presto impossibile continuare a fingere.
I medici sospettano una grave patologia del sangue e prospettano la necessità di trovare un donatore compatibile. È in quel momento che Alberto e Gimena devono affrontare un problema che va ben oltre la malattia: nessuno dei due è il genitore biologico di Graciela.
La ragazza è stata adottata da neonata e per diciotto anni è cresciuta senza conoscere la verità.
Per salvarla diventa indispensabile rintracciare le persone dalle quali è realmente nata. La ricerca porta a Rocío Tejera, una donna che non ha mai dimenticato la figlia alla quale fu costretta a rinunciare quando era giovanissima. Ritrovare Ciela significa per lei riaprire una ferita mai guarita, ma per la ragazza la scoperta dell’adozione rappresenta inizialmente un tradimento difficilissimo da accettare. Alberto e Gimena rimangono i suoi genitori in ogni senso che conta davvero, ma Graciela ha bisogno di tempo per capire perché le abbiano nascosto una parte così importante della propria esistenza.
Ancora più problematica è la ricerca del padre biologico, Augusto Payares, uomo coinvolto in attività criminali e ben lontano dall’immagine del padre che una ragazza potrebbe aver sognato. Nonostante tutto, proprio la compatibilità genetica con quell’uomo può offrire a Ciela una possibilità di sopravvivenza.
David rimane al suo fianco durante la scoperta della malattia e delle proprie origini. Quando Ciela, convinta di essere destinata a morire, tenta di allontanarlo affinché possa rifarsi una vita, lui rifiuta di accettare la sua decisione. Il sentimento nato quasi come un gioco adolescenziale comincia così a trasformarsi in un amore maturo, costruito sulla consapevolezza che il tempo a loro disposizione potrebbe essere molto più breve di quanto avevano immaginato.
Nel frattempo anche Silvia e Maite vengono trascinate bruscamente fuori dall’adolescenza. Silvia vive in segreto la relazione con Rafael, giovane che porta sulle spalle un passato difficile e che la famiglia considera poco adatto a lei. Quando scopre di essere incinta, ogni progetto sportivo e personale viene improvvisamente rimesso in discussione. Rafael reagisce inizialmente con paura e irresponsabilità, ma il legame con Silvia e il bambino lo obbliga progressivamente ad affrontare le proprie fragilità.
Maite, invece, combatte contro le aspettative familiari. Sua madre vorrebbe per lei una carriera tradizionale, mentre la ragazza vive per il pianoforte e sogna di entrare nella Escuela Superior de Música. È proprio attraverso la musica che incontra Abel, compositore e pianista dal quale rimane subito affascinata. L’amore, però, nasce già segnato da una grave omissione: Abel non le dice subito di essere sposato con Fernanda e di avere una figlia, Ilusión.
Per tutte e tre le cugine quello che sembrava l’inizio della vita adulta si trasforma così in un percorso molto più difficile del previsto.
PARTE 2 – LA MALATTIA, IL MATRIMONIO E LA MATERNITÀ
La battaglia contro l’aplasia midollare diventa progressivamente il centro dell’esistenza di Ciela. L’individuazione di Augusto Payares permette di sperare in un trapianto, ma il coinvolgimento dell’uomo in attività criminali complica continuamente le procedure e mette persino Graciela in pericolo. Nonostante la paura, la ragazza cerca di non permettere alla malattia di cancellare tutto il resto e continua a desiderare una vita normale accanto a David.
Il rapporto con Rocío cambia lentamente. Superata la rabbia iniziale per l’abbandono, Ciela comprende quanto la madre biologica abbia sofferto per la separazione e le concede uno spazio nella propria vita senza per questo mettere in discussione l’amore per Gimena. Le due maternità possono così convivere: quella della donna che l’ha generata e quella della donna che l’ha cresciuta.
David, intanto, diventa sempre più il punto fermo della giovane. La paura di perderla accelera molti dei loro progetti, ma non nasce soltanto dalla disperazione. Entrambi desiderano realmente costruire insieme ciò che avevano immaginato fin dal loro primo incontro e, superate le opposizioni iniziali, riescono finalmente a sposarsi.
Per Ciela il matrimonio rappresenta molto più del coronamento di un sogno romantico. Significa avere ottenuto dalla vita qualcosa che la malattia sembrava destinata a negarle: una casa, un marito, la possibilità di progettare un futuro.
Ed è proprio la maternità a diventare il desiderio più forte.
I medici conoscono i rischi enormi che una gravidanza comporta per una donna nelle sue condizioni, ma Graciela non vuole rinunciare all’idea di lasciare qualcosa di sé oltre la malattia. Quando rimane incinta, la gioia si mescola quindi alla paura. David vorrebbe proteggerla anche da se stessa, mentre Ciela è pronta ad affrontare il pericolo pur di diventare madre.
La nascita del loro primo figlio, affettuosamente chiamato “Vidito”, sembra dare ragione alla sua ostinazione. Graciela ha attraversato un’altra prova e ora stringe tra le braccia il bambino nato dal suo amore con David.
La felicità, tuttavia, rimane fragile. Gli esami continuano a destare preoccupazione e la malattia non è definitivamente scomparsa. Ciela sa più di quanto vorrebbe confessare al marito e comincia a vivere con l’angoscia di non avere abbastanza tempo. Da qui nasce il desiderio quasi ossessivo di avere anche una bambina, la sua “Cielita”.
Parallelamente, il matrimonio di Silvia e Rafael attraversa continue crisi. La nascita di Albertico li lega indissolubilmente, ma non risolve le fragilità di Rafael, il rapporto difficile con l’alcol, i problemi legali e l’incapacità di assumersi stabilmente le proprie responsabilità. Silvia, che aveva affrontato la gravidanza con una determinazione sorprendente, scopre che amare qualcuno non significa poterlo cambiare con la sola forza della volontà.
Anche Maite paga duramente il prezzo del proprio amore. Il rapporto con Abel diventa sempre più possessivo e conflittuale, soprattutto quando il talento della giovane comincia a emergere con forza. Quello che dovrebbe essere orgoglio si trasforma in gelosia: Abel fatica ad accettare che Maite possa brillare più di lui e, durante le discussioni, supera progressivamente limiti che non avrebbero mai dovuto essere oltrepassati.
Quando sul corpo della ragazza compaiono i segni delle aggressioni, Ciela e Silvia cercano di farle capire che l’amore non può giustificare il maltrattamento. Maite, combattuta tra i sentimenti per Abel e il rispetto per se stessa, deve imparare che realizzare il proprio talento non significa tradire l’uomo che ama.
Anche la musica le presenta una prova drammatica quando un incidente alla mano sembra poter compromettere la sua carriera. Per una pianista, la possibilità di non riuscire più a suonare equivale quasi alla perdita della propria identità, ma Maite lotta per recuperare l’uso della mano e tornare al pianoforte.
Le tre cugine si ritrovano così a sostenersi come avevano sempre fatto da ragazze, benché ora i problemi siano enormemente più grandi: un matrimonio difficile, la violenza domestica, un bambino da crescere e, sopra ogni cosa, la malattia di Ciela.
La situazione di Graciela peggiora al punto da rendere necessario un nuovo trattamento negli Stati Uniti. La giovane parte per il Texas e si sottopone a un secondo impianto, mentre David e l’intera famiglia attendono con angoscia.
L’intervento sembra avere successo.
Quando Ciela torna a casa, tutti credono che il “mostro”, come lei stessa chiamava la malattia, sia stato finalmente sconfitto. Il tempo trascorso e le cure le hanno permesso di raggiungere un nuovo compleanno e di riabbracciare le persone che ama con la speranza di essere entrata davvero in una nuova fase della propria vita.
Ma Ciela continua a sentire che quella serenità potrebbe non durare.
PARTE 3 – OLTRE LA VITA
Dopo il ritorno dal Texas, Graciela cerca di comportarsi come una ragazza finalmente guarita. Ha un marito che ama, un bambino e una famiglia enorme pronta a proteggerla, ma dentro di sé non riesce a liberarsi dalla sensazione che il tempo continui a scorrere troppo velocemente.
Per questo desidera con tanta forza avere una seconda figlia.
David fatica a capire la sua fretta. Per lui dovrebbero godersi Vidito, aspettare che il fisico di Ciela recuperi completamente e lasciare che siano i medici a stabilire quando un’altra gravidanza potrà essere affrontata senza rischi. Graciela, invece, insiste sul fatto che non possono aspettare indefinitamente e parla continuamente della bambina che vuole chiamare Cielita.
Dietro quella determinazione c’è una paura che non riesce a confessare apertamente: la possibilità che la malattia ritorni e le impedisca di diventare ancora madre.
Mentre Ciela combatte contro quella sensazione, anche le vite di Maite e Silvia si avviano verso una risoluzione. Silvia comprende di non poter continuare a vivere in funzione degli errori di Rafael, mentre lui deve affrontare le conseguenze del proprio comportamento e decidere se vuole davvero essere l’uomo capace di stare accanto a lei e ad Albertico.
Il loro rapporto passa attraverso separazioni, accuse, problemi con la giustizia e tentativi di ricominciare. Solo quando Rafael viene costretto a guardare senza attenuanti le proprie fragilità diventa possibile immaginare una riconciliazione fondata su qualcosa di più solido della semplice passione.
Maite, dal canto suo, continua a dividersi tra Abel e la musica. Le manipolazioni di Fernanda e di chi cerca di separarli complicano ulteriormente un rapporto già segnato dalla gelosia e dagli scatti violenti di lui. La giovane, però, non è più disposta ad accettare che l’amore richieda la rinuncia alla propria identità e continua a difendere il diritto di essere una musicista.
Il legame con Abel può sopravvivere soltanto se lui impara a non trasformare il sentimento in possesso.
In mezzo alle difficoltà delle altre, Ciela continua paradossalmente a essere quella capace di offrire conforto. La ragazza che dovrebbe avere più paura di tutte parla di speranza, cerca di riunire le persone che ama e vive ogni momento con un’intensità che nasce proprio dalla consapevolezza della precarietà della vita.
Il ritorno della malattia rende però sempre più difficile continuare a ignorare la realtà.
Nonostante i trattamenti e i periodi in cui i valori sembrano migliorare, il fisico di Graciela rimane fragile. Lei stessa arriva a nascondere parte della verità a David, temendo che, conoscendo fino in fondo la situazione, lui possa cercare di impedirle di realizzare il suo ultimo grande desiderio.
Quando riesce ad aspettare una bambina, Ciela sa che la gravidanza comporterà un rischio enorme.
Questa volta non si tratta soltanto della lotta contro l’aplasia midollare: il suo organismo è stato sottoposto per anni a terapie, trapianti, gravidanze e ricadute. Eppure rinunciare alla piccola Cielita le sembra impossibile.
David rimane al suo fianco, combattuto tra il desiderio di proteggere la moglie e la consapevolezza che costringerla a rinunciare alla gravidanza significherebbe negare ciò che per lei rappresenta la continuazione stessa della vita.
Arriva infine il momento del parto.
Ciela riesce a dare alla luce la bambina tanto desiderata, ma il suo corpo non riesce a superare l’ultima prova. Dopo una lotta durata per quasi tutta la storia, la giovane muore, lasciando David, le cugine e l’intera famiglia nella disperazione.
Per il suo “Vido” è la perdita della persona che aveva trasformato completamente la sua vita. Il ragazzo impulsivo e immaturo conosciuto durante i disordini davanti al liceo è ormai un uomo e un padre, chiamato a crescere i due figli che Ciela ha voluto con tutta se stessa: Vidito e Cielita.
Anche per Silvia e Maite la morte della cugina rappresenta la fine definitiva della loro giovinezza. Le tre ragazze che condividevano ogni segreto non potranno più riunirsi fisicamente come un tempo, ma tutto ciò che Ciela ha lasciato nelle loro vite continua a unirle.
La storia compie così il senso annunciato fin dalla sinossi: l’amore non riesce a sconfiggere la morte, ma riesce a superarne i confini.
Anni dopo, la famiglia continua a vivere portando con sé il ricordo di Graciela. David ha i figli accanto e la presenza di Ciela rimane in ogni persona che lei aveva amato, come se il suono di quelle campane ascoltate al loro primo incontro non avesse mai davvero smesso di risuonare.
FINE.
