Buenos Aires, háblame de amor

Titolo originale: Buenos Aires, háblame de amor
Anno di produzione: 1991
Paese di produzione: Argentina
Casa di produzione: ATC – Argentina Televisora Color
Sceneggiatura: Norberto Vieyra
Regia: Rubén Gerbasi
Produzione: Fernando Marín e Francisco “Pancho” Guerrero
Produttore esecutivo: Hugo Ares
Puntate: 121 da circa 60 minuti
Prima messa in onda: dal 20 maggio 1991 al 1991 – ATC / Canal 7
Sigla: “Háblame de amor”, interpretata da Valeria Lynch

Nora Cárpena – Cecilia Dalton
Ricardo Darín – Bruno Santoro
Lucina Gil Márquez – Inés
Víctor Hugo Vieyra – Méndez García
Juana Hidalgo – Angélica
Enrique Liporace – Caldareli
Luis Luque – Ramón
Cecilia Cenci – Mercedes
Patricia Echegoyen – Katty
Emilio Comte – Homero
Fabián Gianola – Julio
José Luis Mazza – Alfredo
Beatriz Spelzini – Matilde
Humberto Serrano – Félix
Marta Betoldi – Anabella
Mario Alarcón – Pablo
Felipe Mendoza – Salazar
Dana Gandó – Analía
Perla Caron – Casilda
Alex Benn – Gerardo
Silvia Lobo – Silvina
Pablo Codevilla – Pincho
Héctor Calori – Nacho
E con: Mausi Martínez, Martín Adjemián, Roberto Fiore, Bettina Vardé, Victoria Manno, Silvina Mariel Yannuzzi e Giselle Marcazzo.

Bruno Santoro è un giovane giornalista che lavora per un importante canale televisivo di Buenos Aires. Ambizioso, appassionato del proprio mestiere e immerso quotidianamente nel mondo dell’informazione, Bruno si trova improvvisamente coinvolto in una relazione sentimentale destinata a sconvolgere tanto la sua vita privata quanto quella professionale.
Al centro della sua storia c’è Cecilia Dalton, una donna matura, affascinante e potente, proprietaria proprio dell’emittente televisiva nella quale Bruno lavora. La differenza d’età e soprattutto il rapporto professionale che li lega rendono fin dall’inizio la loro attrazione difficile e problematica.
La situazione diventa ancora più delicata per la presenza di Inés, la giovane figlia di Cecilia. Anche lei entra nella vita di Bruno, dando origine a un complesso triangolo sentimentale nel quale i rapporti familiari e amorosi finiscono inevitabilmente per sovrapporsi.
Bruno, Cecilia e Inés si ritrovano così legati non soltanto dai sentimenti, ma anche dall’ambiente nel quale lavorano e vivono. Il canale televisivo diventa infatti uno dei veri protagonisti della vicenda: dietro le telecamere e i programmi si muovono interessi economici, ambizioni personali, pressioni politiche e giochi di potere.
La storia sentimentale dei protagonisti si intreccia progressivamente con temi insoliti per il melodramma televisivo tradizionale: la politica, la corruzione, il rapporto tra informazione e potere, il crimine e uno scandalo le cui conseguenze superano i confini stessi dell’emittente televisiva.
Bruno si trova quindi diviso tra la propria professione e una vita affettiva sempre più difficile da controllare, mentre Cecilia deve conciliare il ruolo di madre, quello di donna innamorata e quello di potente imprenditrice responsabile di un mezzo di comunicazione capace di influenzare l’opinione pubblica.
Inés, dal canto suo, non rappresenta semplicemente un ostacolo sentimentale: la sua presenza rende ancora più fragile l’equilibrio tra madre e figlia e trasforma il rapporto con Bruno in una questione che coinvolge direttamente gli affetti più profondi della famiglia Dalton.