
Sulla produzione
A Casa das Sete Mulheres è una libera trasposizione dell’omonimo romanzo della scrittrice gaúcha Letícia Wierzchowski. La miniserie racconta la Guerra dei Farrapos privilegiando il punto di vista delle donne della famiglia di Bento Gonçalves, costrette a vivere per anni nell’Estância da Barra mentre gli uomini combattono.
Le sette donne del titolo sono Anna Joaquina, Caetana, Benedetta, Maria, Manuela, Rosaria e Mariana. Antonia, altra sorella di Bento Gonçalves, è un personaggio fondamentale, ma non fa parte del gruppo delle sette protagoniste.
La produzione venne girata in quattro località del Rio Grande do Sul: Cambará do Sul, São José dos Ausentes, Pelotas e Uruguaiana, oltre a scene realizzate negli studi Globo e in esterni a Rio de Janeiro. La trasferta della troupe nel Sud del Brasile durò circa quaranta giorni e coinvolse complessivamente circa 2.500 persone.
Le scene di battaglia vennero girate soprattutto a Uruguaiana e coinvolgevano circa 150 figuranti al giorno. Le sequenze delle cascate e le spettacolari immagini aeree dei canyon furono invece realizzate a São José dos Ausentes.
Una delle principali location fu la Charqueada São João, storica proprietà di Pelotas risalente al 1810, utilizzata per rappresentare l’Estância da Barra. L’edificio, in stile coloniale portoghese, divenne il cuore visivo dell’intera miniserie.
Gli interni dell’Estância vennero ricostruiti in un grande set di circa 400 metri quadrati comprendente cinque camere, cucina, cantina, biblioteca, cappella, cortile, salotto con camino, sala da pranzo e bagno. Le pareti furono appositamente trattate per dare l’impressione di una casa segnata dal trascorrere del tempo.
Particolare attenzione venne riservata agli oggetti di scena. La produzione si basò anche sugli studi di Nico Fagundes, specialista della storia e delle tradizioni gaúchas. Il diario di Manuela, elemento fondamentale della narrazione, venne scritto interamente a mano da un calligrafo.
Il cast iniziò la preparazione circa due mesi prima delle riprese. Gli attori seguirono lezioni di equitazione, scherma, espressione corporea, prosodia e tradizioni del Rio Grande do Sul, oltre a incontri con storici ed esperti della Revolução Farroupilha.
I costumi furono realizzati da Marília Carneiro. La produzione non cercò una riproduzione rigidamente documentaristica dell’abbigliamento dell’epoca, preferendo anche suggestioni estetiche europee. Per Anita, in particolare, vennero utilizzati come riferimento dipinti di Toulouse-Lautrec e gli abiti tradizionali dei peões gaúchos.
La leggenda della Teiniaguá, interpretata da Juliana Paes, non appartiene direttamente alla vicenda della famiglia delle sette donne: venne inserita nell’adattamento prendendo spunto dal racconto A Salamanca do Jarau di João Simões Lopes Neto e collegata alla figura storica di Bento Manuel Ribeiro.
Nonostante la grande ricerca storica, la miniserie suscitò anche alcune critiche da parte di studiosi. In particolare vennero contestate l’idealizzazione di Bento Gonçalves e alcune libertà nella rappresentazione geografica del Rio Grande do Sul, con località realmente molto distanti mostrate come se fossero vicine.
La stessa produzione riconobbe la distinzione tra fatti storici e drammatizzazione: personaggi realmente esistiti e figure di fantasia convivono nella storia e, pur rispettando la cronologia generale degli avvenimenti, molte relazioni e caratterizzazioni furono inevitabilmente romanzate.
Il successo della miniserie ebbe un forte effetto anche sul romanzo di Letícia Wierzchowski: secondo Memória Globo, dopo la trasmissione il libro vendette oltre 30.000 copie in appena tre settimane.
Jayme Monjardim e Letícia Wierzchowski ricevettero dal governo del Rio Grande do Sul la Medalha Simões Lopes Neto. Maria Adelaide Amaral, Walther Negrão e gli attori gaúchos della produzione ricevettero invece la Medalha Riograndense.
Sul cast
La miniserie segnò l’esordio su TV Globo di Camila Morgado e Werner Schünemann. Il successo di Camila nel ruolo di Manuela fu tale che l’emittente ricevette numerose lettere ed e-mail di spettatori che chiedevano agli autori di modificare il finale e far sì che Manuela rimanesse con Garibaldi.
Camila Morgado ottenne inoltre il premio Austregésilo de Athayde come attrice rivelazione nel 2003.
Nívea Maria ricevette grandi consensi per l’interpretazione di Maria, personaggio severo e tormentato che nasconde dietro la propria durezza un passato segnato dalla repressione familiare e dalla perdita del grande amore. Per questo ruolo l’attrice vinse il premio APCA come miglior attrice.
Thiago Lacerda considerò Giuseppe Garibaldi uno dei ruoli più importanti della propria carriera. Il suo legame con il personaggio era nato già durante Terra Nostra, quando aveva approfondito la storia italiana e si era appassionato alla figura dell’Eroe dei Due Mondi.
La miniserie contribuì a rendere molto popolare anche la coppia formata da Rosaria e Stefano, interpretati da Mariana Ximenes e Thiago Fragoso. Il carattere tragico e soprannaturale della loro storia conquistò una parte consistente del pubblico.
Giovanna Antonelli interpretò Anita poco dopo l’enorme successo ottenuto come Jade in O Clone. La sua Anita fu rappresentata come una donna combattiva, capace di cavalcare, utilizzare le armi e partecipare direttamente alle battaglie al fianco di Garibaldi.
Nel 2004 A Casa das Sete Mulheres vinse tre Prêmios INTE: miglior miniserie, miglior attore per Thiago Lacerda e miglior regista per Jayme Monjardim. Nel 2003 aveva già ricevuto il Grande Prêmio da Crítica dell’APCA.
Sulla messa in onda
In Brasile A Casa das Sete Mulheres andò in onda su Rede Globo dal 7 gennaio all’8 aprile 2003 nella fascia delle 23:00, per un totale di 52 capitoli.
La miniserie ottenne un grande successo di pubblico, sostenuto anche dalla fotografia, dalle scene di battaglia e dalle storie sentimentali.
Venne riproposta da Globo dal 15 agosto al 22 settembre 2006. Era già stata pubblicata in DVD nel 2004.
Il canale Viva la ripropose a partire dal 18 maggio 2010. Successivamente la miniserie è tornata più volte nella programmazione del canale.
In Italia debuttò su Rete 4 il 31 maggio 2004 con il titolo Garibaldi, eroe dei due mondi. L’edizione italiana era stata predisposta in 53 episodi da circa 45 minuti, ma per esigenze di palinsesto Rete 4 rimontò il materiale in 47 appuntamenti di durata variabile, compresa tra circa 30 e 100 minuti.
Nel 2012 la miniserie tornò in Italia con il nuovo titolo La casa delle sette donne. Rai 1 iniziò a trasmetterla il 9 giugno nel fine settimana, ma la programmazione venne interrotta il 24 giugno dopo nove episodi.
Pochi mesi più tardi Rai Premium propose invece la miniserie integralmente, dal 18 settembre al 30 novembre 2012, nella fascia mattutina.
