
DATI TECNICI
Titolo originale: Amizade colorida
Anno di produzione: 1981
Casa di produzione: Rede Globo (Brasile)
Soggetto: Armando Costa, Bráulio Pedroso, Domingos Oliveira, Joaquim Assis e Lenita Ponczynski
Puntate originali: 11 episodi da 50 minuti
Puntate edizione italiana: 6 da 30 minuti (incompleta)
CAST
Antonio Fagundes – Eduardo “Edu” Lusceno
Fernando Eiras – Johnson
Eduardo Conde – Direttore
Renée de Vielmond – Sonia
Tânia Loureiro – Betinha
Ivan de Albuquerque – Ubirajara
E con:
Augusto Olympio – Iluminador
Francisco Milani – Camargo
Isis de Oliveira – Martinha
Melise Maia – Monika
Sandra Bréa – Babà
Wanderley de Barros – Assistente
Maria Lùcia Dahl – Teresa
Claudio Ayres da Motta – amico
Odemir Fraga – autista
TRAMA GENERALE
La miniserie segue le peripezie di Eduardo “Edu” Lusceno, un fotografo di moda trentenne radicato nella vibrante realtà carioca. Edu è uno scapolo d’oro, un seduttore nato e un inguaribile ottimista, che tuttavia si ritrova disorientato di fronte ai radicali cambiamenti della società e all’emancipazione femminile, che mette continuamente in discussione il suo vecchio modo di intendere i rapporti.
Senza un lavoro fisso, Edu si adatta a fare il freelance pur di mantenersi, trasformando la propria casa, ribattezzata “Estúdio Infinito”, nel fulcro della sua vita professionale e sentimentale. Tra quelle mura (dove persino il bagno è stato convertito in una camera oscura per lo sviluppo delle pellicole) transitano modelle, clienti e donne di ogni estrazione sociale e background, con le quali il fotografo intreccia relazioni fugaci ma intense.
Pur essendo cresciuto con una mentalità tradizionalista e una vena maschilista dura a morire, Edu non vuole accettare passivamente questo lato del suo carattere. Al contrario, cerca di mettersi in gioco e di decifrare le nuove dinamiche dell’amore moderno per costruire legami sinceri e rispettosi con l’universo femminile. Nonostante l’indole buona e la spontaneità che lo contraddistinguono, la sua cronica indecisione e la mancanza di punti fermi lo portano a vivere una perenne crisi d’identità, che riassume alla perfezione con il suo celebre intercalare: “O no!”.
