Betty la fea – Curiosità

● Yo soy Betty, la fea ha rivoluzionato il genere della telenovela sostituendo il classico melodramma con una commedia brillante. Ha preferito le risate alle lacrime, puntando tutto su dialoghi arguti, intelligenti e sulla satira sociale.

● Nel 2010 la serie è entrata ufficialmente nel libro dei Guinness dei Record come la telenovela di maggior successo della storia. È stata trasmessa in oltre 180 paesi, doppiata in circa 25 lingue e ha ispirato una quantità incredibile di adattamenti locali, ognuno dei quali ha rimodellato la storia in base alla propria cultura in fatto di bellezza, bizzarria e dinamiche socio-economiche.
La mappa globale dei remake (e i loro record): Le versioni prodotte nel mondo sono state tantissime e hanno generato numeri monumentali. Tra le più rilevanti per longevità ed emittente si distinguono:

Spagna: Yo soy Bea (Telecinco, con Ruth Núñez), una delle più lunghe in assoluto con ben 773 episodi.

Germania: Verliebt in Berlin (Sat.1, con Alexandra Neldel), arrivata a 645 episodi distribuiti in 2 stagioni.

India: Jassi Jaissi Koi Nahin (SET, con Mona Singh), pioniera dei remake, lanciata già nel 2003 con 548 episodi.

Cina: Chou Nu Wu Di (Hunan Satellite TV, con Li Xinru), un successo colossale da 400 episodi divisi in 5 stagioni.

Messico: La fea más bella (Televisa, con Angélica Vale), un cult da 300 episodi.

Stati Uniti d’America: Vanta ben due adattamenti celebri. La celebre serie Ugly Betty (ABC, con America Ferrera) durata 4 stagioni per 85 episodi, e la versione più fedele al formato telenovela Betty en NY (Telemundo, con Elyfer Torres) del 2019 con 123 episodi.

Polonia: L’unico Paese ad aver realizzato un sequel diretto a distanza di anni, producendo BrzydUla nel 2008 (235 episodi) e BrzydUla 2 nel 2020 (233 episodi), entrambi con protagonista Julia Kamińska.

Brasile: Oltre alla versione classica Bela, a Feia (Rede Record, con Giselle Itié) da 217 episodi, nel 2024 è stato realizzato un originale riadattamento in chiave web intitolato Blogueirinha, a Feia (Dia TV, con Bruno Matos).

I remake più “brevi”: Non tutte le versioni hanno superato i cento episodi. L’adattamento dell’Ecuador (Veto al Feo, con Efraín Ruales) è durato appena 9 episodi, mentre quello della Costa Rica (Lety, la Fea, con Natalia Monge) si è concluso in 10 episodi.

Altri adattamenti internazionali: La storia è stata ricreata anche in Algeria (Timoucha), Bélgica (Sara), Egitto (Heba Regl El Ghorab), Filippine (I ♥ Betty la fea), Georgia (Gogona Gareubnidan), Grecia (Maria, i Asximi), Israele (Esti Ha’mechoeret), Paesi Bassi (Lotte), Portogallo (Tudo Por Amor), Repubblica Ceca (Ošklivka Katka), Rusia (Ne Rodis’ Krasivoy), Tailandia (Ugly Betty Thailand), Turchia (Sensiz Olmuyor), Ucraina (Моя улюблена Страшко), Vietnam (Cô Gái Xấu Xí) e in una versione congiunta per Serbia e Croazia (Ne daj se, Nina).

● Alla fine degli anni ’90 Internet non era diffuso come oggi e i testi venivano inviati sul set via fax. A causa dell’inchiostro spesso sbavato e illeggibile, gli attori erano costretti a improvvisare le battute direttamente in scena.

● Fernando Gaitán, il creatore e sceneggiatore, scriveva i testi in contemporanea con le riprese, lavorando fino a 18 ore al giorno. Gli attori ricevevano i fogli del copione letteralmente mentre erano già sul set, pronti a girare la scena.

● L’ex Presidente colombiano Andrés Pastrana ha manifestato pubblicamente la sua ammirazione per l’onestà di Betty. Durante una conferenza ufficiale ha citato apertamente la puntata in cui la protagonista rifiuta una grossa somma di denaro offerta per spingerla a tradire il suo capo Armando e l’azienda.

● Il successo commerciale spinse i produttori a creare una bambola ufficiale di Betty che riproduceva fedelmente il suo look sciatto (occhiali spessi, vestiti fuori moda e una frangia improbabile). Nonostante un lungo processo di lavorazione, fu un trionfo: vendette ben 30.000 esemplari in un solo mese tra Colombia, Venezuela, Ecuador e Perù.

● La storia ha avuto diversi seguiti. Nel 2001 è stato girato il primo sequel intitolato Ecomoda. Nel 2024 è arrivata su Amazon Prime Video la serie Betty, la fea – La storia continua, che ritrova i personaggi originali vent’anni dopo.

● Dal 30 marzo al 28 maggio 2017 il cast originale si è riunito sul palco del teatro Bellas Artes di Bogotà per proporre una versione teatrale dal vivo della storia che li ha resi celebri.

● Esiste una versione animata da 60 episodi intitolata Betty Toon, che non è stata scritta da Gaitán e presenta un cast di doppiatori differente. Inoltre, RCN e Telemundo hanno prodotto una versione “junior” incentrata su una Betty bambina (interpretata da Alejandra Botero); andava in onda la domenica ma ha riscosso uno scarso successo.

● Per trasformarsi nella “cozza” più famosa della televisione, la bellissima attrice protagonista Ana María Orozco ha dovuto dedicare ogni giorno circa 40 minuti alla sessione di trucco. La metamorfosi prevedeva occhialoni spessi, un cambio radicale di pettinatura e speciali protesi dentarie.

● Ai provini si presentarono moltissime attrici famose della televisione colombiana e internazionale, tra cui Marcela Gallego, Sharik León e la diva venezuelana Coraima Torres (celebre protagonista di Kassandra). Furono tutte scartate in favore di Ana María Orozco, all’epoca meno nota delle colleghe ma perfetta per dare anima al personaggio.

● Durante le pause sul set, Lorna Cepeda (Patricia Fernández) e Natalia Ramírez (Marcela Valencia) correvano a rinchiudersi nei bagni degli studi per mangiare la pizza. Lo facevano per nascondersi dal collega Jorge Enrique Abello (Armando Mendoza) che, essendo estremamente goloso, cercava sempre di scroccare loro una o più fette.

● L’attore Mario Duarte nella vita reale è un musicista e cantante. In un episodio della serie è apparso nei panni di se stesso come ospite musicale a una sfilata di Ecomoda. La scena ha creato un divertente gioco meta-televisivo: nella finzione, il suo personaggio (Nicolás) ha criticato l’esibizione dicendo che Duarte non era un vero artista, mentre il “Duarte cantante” si è lamentato del fatto che Nicolás non lo avesse pagato.

● Nel capitolo 11 viene introdotta e descritta nei minimi dettagli Camila Mendoza, la sorella di Armando che vive in Svizzera da sola con un bambino dopo un matrimonio contrastato dalla famiglia. La precisione dei dettagli faceva chiaramente intuire un suo imminente ingresso nella trama, ma il personaggio è improvvisamente scomparso dai copioni e non è mai apparso in video.

● Al culmine del successo della telenovela, le attrici Marcela Posada (Sandra) e Estafanía Gómez (Aura María) non potevano più frequentare luoghi pubblici: la gente le assaliva per strada non solo per chiedere foto e autografi, ma per tempestarle di domande sui risvolti della trama.

● Per evitare che i telespettatori perdessero anche un solo secondo della storia mentre erano nel traffico, la rete RCN Televisión prese la decisione inedita di trasmettere l’audio degli episodi in contemporanea via radio sulle frequenze FM di La Mega. In patria la serie ottenne la cifra record del 56,3% di share.

● Dopo aver conquistato la Colombia, la versione originale della telenovela sbarcò in Argentina e negli Stati Uniti (sui canali in lingua spagnola di Miami). In queste aree i suoi indici di ascolto crebbero a tal punto da superare l’audience di Friends, la sitcom statunitense che in quegli anni dettava legge nei palinsesti ed era considerata imbattibile.

● La telenovela ha esordito sugli schermi italiani nell’estate del 2004 sulla TV satellitare Happy Channel, dove veniva trasmessa dal lunedì al venerdì alle 18:30. Dall’autunno dello stesso anno è passata in prima visione sulle emittenti locali del circuito Telenorba (dal 25 ottobre al 17 maggio), riscuotendo un successo così travolgente da spingere la rete a produrre uno speciale conclusivo della durata di 15 minuti.

● Venne realizzato un CD ufficiale con tutte le musiche della telenovela, trainato dalla famosissima sigla “Se dice de mí” interpretata da Yolanda Rayo. Il disco si rivelò un ottimo successo commerciale superando le 30.000 copie vendute; tuttavia, a causa di una sovrastampa guidata dall’entusiasmo, molte copie rimasero invendute nei magazzini.