
trama a cura di Marianna Vitale
Anna e Zeca Alencar sono sposati da otto anni e si amano profondamente. Nonostante la solidità del loro matrimonio, una dolorosa realtà rischia di incrinare la loro felicità: Anna scopre infatti di non poter portare avanti una gravidanza. Dopo numerosi consulti specialistici, il ginecologo Álvaro Baroni le propone una soluzione innovativa quanto controversa: ricorrere alla maternità surrogata.
Sebbene inizialmente la donna sia tormentata da dubbi morali e legali, poiché all’epoca questa pratica non è regolamentata in Brasile, il desiderio di avere un figlio la convince ad accettare la proposta del medico.
La loro vita si intreccia così con quella di Clara Ribeiro, una giovane ragazza di provincia che ha lasciato la famiglia e il fidanzato João per trasferirsi a Rio de Janeiro in cerca di un futuro migliore. Clara conduce una vita difficile: di giorno lavora come commessa in una merceria e di notte si esibisce come ballerina in un locale notturno.
Proprio nel night club conosce Tadeu Junqueira Lima, un giovane pediatra economicamente in difficoltà. Tra i due nasce rapidamente una relazione sentimentale e Tadeu arriva persino a chiederle di sposarlo. Poco tempo dopo, però, l’uomo ritratta la propria decisione sostenendo di non essere portato per una relazione stabile e lasciando Clara profondamente delusa. La ragazza è convinta che la vera ragione dell’abbandono sia la sua modesta condizione economica.
Poco dopo, grazie all’amico Lulu, scopre che una coppia è alla ricerca di una madre surrogata. Convinta che il compenso possa garantirle una maggiore sicurezza economica e permetterle di riconquistare Tadeu, accetta di sottoporsi al trattamento.
L’inseminazione artificiale ha successo e Clara rimane incinta del figlio biologico di Anna e Zeca. Mentre la coppia vive con entusiasmo l’attesa del bambino, Clara incontra nuovamente Tadeu e scopre che la fine della loro relazione non era legata al denaro. Questo confronto la porta a riflettere sul proprio passato, compreso il dolore per un precedente aborto, e ad attraversare una profonda crisi emotiva.
Nel frattempo Anna e Zeca, desiderosi di conoscere la donna che porta in grembo il loro bambino, riescono a scoprirne l’identità. Poiché la maternità surrogata è ancora una pratica controversa, Anna arriva persino a indossare una pancia finta per simulare una gravidanza e non suscitare sospetti.
Dopo aver conosciuto Clara e aver constatato le difficili condizioni in cui vive, Anna e Zeca le propongono di trasferirsi a casa loro per affrontare la gravidanza in un ambiente più sereno. La convivenza, tuttavia, si rivela presto problematica. Clara si sente soffocata dalle continue attenzioni di Anna, mentre quest’ultima inizia a interrogarsi sul proprio ruolo di madre, sentendosi esclusa dall’esperienza della gravidanza.
Anche Zeca attraversa un momento di grande confusione. Il rapporto quotidiano con Clara e la visione della gravidanza lo portano a sviluppare un forte coinvolgimento emotivo nei confronti della ragazza. Arriva perfino a immaginare un futuro con lei e ad acquistare un appartamento dove vivere insieme, mettendo seriamente a rischio il proprio matrimonio.
Clara, però, comprende di essere ancora innamorata di Tadeu e, soprattutto, inizia ad affezionarsi sempre di più al bambino che porta in grembo. Con il passare dei mesi matura la decisione di non consegnarlo ai genitori biologici dopo la nascita.
Le tensioni aumentano ulteriormente quando Ezequiel, il padre di Clara, scopre la gravidanza della figlia. Incapace di comprendere il concetto di maternità surrogata, si convince che il padre del bambino sia Tadeu. Accecato dalla rabbia, si reca in ospedale e gli spara. Il giovane sopravvive all’attentato e decide di non denunciarlo, permettendo così all’uomo di evitare conseguenze più gravi.
Sconvolto dagli eventi, Tadeu precipita in una crisi personale che lo porta persino a minacciare il suicidio. Clara assiste alla scena e, colta da un grave malore, viene ricoverata nella clinica del dottor Baroni.
Il parto avviene prematuramente e si presenta estremamente complicato. I medici riescono a salvare la vita della giovane, ma sono costretti a sottoporla a un intervento che le impedirà di avere altri figli. Questa drammatica esperienza rafforza ulteriormente il legame di Clara con il neonato.
Nella clinica lavora anche Luísa Cóler, biologa e amante del dottor Baroni. Delusa dalle continue promesse dell’uomo, che non intende lasciare la moglie Aída, Luísa approfitta della situazione per vendicarsi. Quando Clara partorisce, evita di informare Baroni e le permette di fuggire.
Con l’aiuto di João, il suo ex fidanzato, Clara lascia la clinica portando con sé il bambino. Quando Anna e Zeca scoprono la fuga, denunciano immediatamente l’accaduto.
La vicenda si trasforma così in un clamoroso caso giudiziario destinato a dividere l’opinione pubblica. Anna sostiene di essere la vera madre del bambino perché l’embrione è stato concepito con il proprio patrimonio genetico e con quello del marito. Clara, invece, rivendica la maternità in virtù del legame sviluppato durante la gravidanza e del fatto di aver dato alla luce il piccolo.
La prima sentenza dà ragione a Clara, anche se il bambino viene temporaneamente affidato a un istituto religioso. In seguito Anna presenta ricorso e la corte d’appello stabilisce all’unanimità che la madre legale debba essere considerata Anna. Un successivo pronunciamento conferma nuovamente questa decisione.
Mentre la battaglia legale prosegue, emerge che il bambino soffre di un problema cardiaco. Di fronte alla sofferenza del piccolo, Anna e Clara comprendono che il loro conflitto sta causando dolore a tutti e decidono di cercare una soluzione condivisa, pur restando in attesa della sentenza definitiva della Corte Suprema.
La telenovela si conclude con una delle scene più celebri della televisione brasiliana: Anna e Clara tengono per mano il bambino, unite dall’affetto nei suoi confronti. Il verdetto finale non viene mai rivelato, lasciando agli spettatori il compito di riflettere su chi sia davvero la madre del piccolo e su quale sia la soluzione più giusta.
FINE
