
Sulla produzione
Anima persa, il cui titolo originale è En carne propia, è una produzione Televisa realizzata tra il 1990 e il 1991. La storia originale fu scritta da Carlos Olmos con la collaborazione di Enrique Serna, mentre Carlos Téllez ricoprì il duplice ruolo di produttore e regista. Olmos e Téllez avevano già lavorato insieme a La tana dei lupi (Cuna de lobos), altra telenovela entrata nella storia della televisione messicana per le sue atmosfere cupe e la presenza di un’antagonista indimenticabile.
Il titolo originale, En carne propia, può essere tradotto come “sulla propria pelle”. Secondo Carlos Téllez, racchiude il significato morale dell’intera storia: il bene e il male compiuti dai personaggi finiscono inevitabilmente per essere ricompensati o pagati sulla propria pelle. Il titolo acquista un significato ancora più evidente nel destino finale di Ottavio Muriel e dei suoi complici.
Con En carne propia, i due autori si allontanarono ancora una volta dal melodramma romantico tradizionale, costruendo una storia nella quale l’amore si intreccia con il giallo, il thriller psicologico, l’azione e il dramma familiare. Al centro della vicenda non vi è soltanto la storia d’amore tra Natalia e Leonardo, ma soprattutto la progressiva scoperta dei crimini compiuti da Ottavio Muriel. Carlos Téllez dichiarò che l’elemento di maggiore attrazione della telenovela era proprio il ritmo serrato della storia: lo spettatore avrebbe accompagnato il detective Leonardo Rivadeneyra nelle sue indagini, scoprendo insieme a lui le atrocità commesse da Ottavio. La produzione cercò inoltre di conquistare anche il pubblico maschile, generalmente meno interessato alle telenovelas sentimentali, puntando sull’azione, sul mistero e sugli effetti speciali.
A causa delle scene violente e delle atmosfere particolarmente inquietanti, la telenovela fu considerata adatta a un pubblico di adolescenti e adulti e venne programmata in Messico in prima serata, alle 21:30. Téllez precisò tuttavia che l’intenzione degli autori non era esaltare la violenza, ma utilizzarla soltanto nei momenti indispensabili allo sviluppo della storia. Nell’intervista dell’epoca, il produttore definì En carne propia una telenovela non adatta ai bambini.
Le riprese non furono realizzate soltanto a Città del Messico. La troupe si spostò anche a Taxco, nello Stato di Guerrero, a Boca del Río, nello Stato di Veracruz, e in Canada, nelle città di Vancouver e Victoria. Per le sequenze più spettacolari, comprese quelle legate al rapimento di Stefania e all’esplosione dell’elicottero, venne impiegata una squadra specializzata in effetti speciali, con l’obiettivo di conferire alle scene un realismo poco comune nelle telenovelas dell’epoca.
Sul cast
Edith González ed Eduardo Yáñez furono scelti come protagonisti nei ruoli di Stefania/Natalia e del detective Leonardo Rivadeneyra, mentre Gonzalo Vega interpretò il terribile Ottavio Muriel. A loro si affiancò un cast di grande prestigio, comprendente Angélica Aragón, Martha Roth, Mariana Levy, Sebastián Ligarde, Juan Peláez, Norma Lazareno, Claudio Báez, Patricia Reyes Spíndola e Alejandro Tommasi. Televisa considera ancora oggi la produzione una delle telenovelas più oscure interpretate da Edith González.
Ottavio Muriel è considerato uno degli antagonisti più inquietanti delle telenovelas messicane. La sua caratteristica più riconoscibile è la mano sinistra di metallo, conseguenza della ferita subita durante il falso rapimento della figlia. La protesi diventa il simbolo visivo della sua crudeltà e contribuì a rendere il personaggio immediatamente riconoscibile presso il pubblico. Gonzalo Vega offrì un’interpretazione lontana dal tradizionale antagonista melodrammatico: Ottavio è un uomo estremamente intelligente, manipolatore e privo di scrupoli, capace di nascondere i propri crimini dietro una rispettabile immagine pubblica. Il successo del personaggio valse all’attore il premio TVyNovelas come miglior antagonista e il Premio ACE come miglior attore.
Angélica Aragón prese parte alla telenovela con un’apparizione speciale nel ruolo di Maddalena Dumont. Sebbene il suo personaggio esca di scena nelle prime fasi della storia, la sua presenza è fondamentale: le indagini compiute dalla donna e il suo assassinio nella grande vasca di cristallo mettono in moto l’intera vicenda. La morte di Maddalena rimane una delle sequenze più drammatiche e ricordate della produzione.
Sebastián Ligarde interpretò Abigail Jiménez, chiamato Giovanni nell’edizione italiana, il fedele complice di Ottavio. Il personaggio sviluppa nei confronti del suo padrone un rapporto di totale dipendenza, caratterizzato da devozione, paura e progressivo squilibrio mentale. La sua interpretazione fu premiata agli ACE come miglior attore non protagonista.
Mariana Levy vestì i panni di Dulce Olivia Serrano, chiamata semplicemente Olivia in Italia. Il personaggio, inizialmente condizionato dalla famiglia e dalle sue menzogne, acquista progressivamente maggiore importanza fino a ribellarsi ai genitori Gertrudis e Geronimo Serrano.
Tra gli interpreti compare anche Alexis Ayala, allora agli inizi della propria carriera, nel ruolo di Alejandro Tamaris, chiamato Alessandro nella versione italiana. Nel cast è presente anche Tiaré Scanda, interprete della giovane soprannominata Pingüinita.
Sulla messa in onda
In Messico En carne propia debuttò su Canal de las Estrellas il 3 dicembre 1990 e si concluse il 16 agosto 1991. Andava in onda dal lunedì al venerdì alle 21:30, in una fascia destinata a un pubblico adulto. La collocazione serale fu scelta soprattutto per le scene violente e per le atmosfere da thriller, non perché si trattasse di una telenovela propriamente soprannaturale.
In Italia la telenovela debuttò su Retequattro l’8 settembre 1993 con il titolo di Anima persa. Il suo arrivo fu in parte inatteso: la fascia pomeridiana delle 15:30 era stata inizialmente destinata a Cuore selvaggio, che venne invece promosso in prima serata. Retequattro utilizzò quindi quello spazio per trasmettere la nuova produzione con Edith González.
