Ci sono momenti in cui una telenovela apre una piccola porta su un’altra storia, regalando agli spettatori più attenti una sorpresa inattesa. È quello che accade nel capitolo 135 di Cuando me enamoro, quando la storia di Renata e Jerónimo si intreccia, per pochi minuti, con quella di En nombre del amor.

In questa puntata, Renata Monterrubio e Jerónimo Linares si rivolgono a un vescovo, interpretato da Arturo Peniche, per cercare di fermare la pratica di annullamento del loro matrimonio.

All’inizio, infatti, Renata voleva annullare le nozze perché credeva che quel matrimonio fosse nato da un inganno. Jerónimo l’aveva sposata pieno di rancore, convinto che lei fosse la donna crudele che aveva fatto soffrire suo fratello Rafael, spingendolo alla morte. La verità, però, era molto diversa.
A manipolare tutto era stata Josefina, la madre di Renata (in realtà i due ancora non sanno che la donna non è madre della ragazza), che aveva ucciso Rafael e aveva fatto credere a Jerónimo che la famosa “Bonita” di cui parlava il fratello fosse proprio Renata: una donna falsa, capace di abbandonarlo e disprezzarlo.
Quando Renata e Jerónimo scoprono la verità, capiscono di essere stati entrambi vittime dello stesso inganno. Il loro amore non era una menzogna: erano state le bugie degli altri a separarli.
Per questo decidono di non annullare più il matrimonio.
Ma il vescovo, giustamente, vuole conoscere i motivi di questo cambiamento. E quando ascolta la loro storia, resta profondamente colpito: una madre capace di distruggere la vita di una figlia per proteggere se stessa e l’altra figlia, Roberta.
Ed è proprio a quel punto che arriva il riferimento a En nombre del amor.

Il vescovo racconta di aver conosciuto anche lui, in passato, un odio simile: l’odio di una donna contro sua sorella. Parla di Carlota, una donna consumata dalla gelosia, incapace di accettare che l’uomo che amava fosse innamorato di sua sorella Macarena. Quell’uomo era proprio lui.
Il personaggio interpretato da Arturo Peniche rivela così di essere stato profondamente innamorato di Macarena e di aver avuto con lei una figlia, Paloma. Renata resta sorpresa da quella confessione e gli chiede, stupita, come sia possibile: lui è un sacerdote, ma anche un padre?
La sua risposta è una delle frasi più belle del momento: “Sì, sono entrambi. Padre e papà”.

Poi spiega di aver scoperto l’esistenza di sua figlia solo quando era già sacerdote. Carlota, con il suo odio, non aveva distrutto soltanto la vita di lui e di Macarena, ma anche quella di Paloma.
A rendere la scena ancora più emozionante, vengono mostrate vere immagini tratte da En nombre del amor, in particolare il momento in cui lui rivela a Paloma di essere suo padre.

A rendere la scena ancora più emozionante, è il racconto in cui Juan Cristóbal è con Macarena, che giace sul letto di morte, dopo essere stata spinta dalla sorella Carlota, gesto che finirà per causarne la morte.
Prima di morire, però, Macarena riesce almeno a vedere ciò che aveva desiderato per anni: Cristóbal e Paloma finalmente ricongiunti. Sa che sua figlia non resterà sola, perché accanto a lei ci sarà quel padre che le era stato negato per tanto tempo.

È un passaggio molto intenso, perché il dolore di Macarena, Cristóbal e Paloma viene richiamato proprio nel momento in cui Renata sta soffrendo per aver scoperto la crudeltà di sua madre.
Due storie diverse, ma unite dallo stesso tema: l’amore distrutto dall’odio di una donna incapace di accettare la felicità degli altri.
Non si tratta quindi di una semplice battuta o di un riferimento nascosto: Cuando me enamoro richiama direttamente un’altra telenovela, riprendendone personaggi, dolore e memoria emotiva.
Per pochi minuti, il dramma di Renata e Jerónimo si specchia in quello di Macarena, Paloma e Juan Cristóbal. Due storie diverse, ma unite dallo stesso tema: l’amore ferito dalle bugie, dalla gelosia e dall’odio familiare.
Quando una telenovela ricorda un’altra telenovela, il pubblico non assiste solo a una scena: ritrova una memoria.
