Chi ha conosciuto Bodas de odio, titolo originale della telenovela Nozze d’odio-Matrimonio proibito del 1983 con Christian Bach, Miguel Palmer e Frank Moro, associa inevitabilmente la storia al Messico, alle grandi haciendas, agli ufficiali dell’esercito e agli ultimi anni del Porfiriato.
Eppure la vicenda immaginata da Caridad Bravo Adams nasce molto lontano da lì.
Non tutti sanno, infatti, che prima di diventare una telenovela, Bodas de odio fu un romanzo pubblicato da Editorial Diana nel 1960.

La sua autrice, Caridad Bravo Adams, era già una figura importante del melodramma latinoamericano: narratrice, poetessa e sceneggiatrice di radio e televisione, avrebbe legato il proprio nome anche a storie celebri come Corazón salvaje (Cuore selvaggio), La mentira, Yo no creo en los hombres (Io non credo agli uomini).
Ma la Bodas de odio scritta da Bravo Adams non è ambientata in Messico. Il romanzo conduce il lettore nella Russia zarista degli ultimi anni dell’Ottocento, tra proprietà aristocratiche, servi, principi, ufficiali, troike, villaggi e immense distese dominate dall’inverno.
Già nelle prime pagine l’azione si svolge nei dintorni di San Pietroburgo e la protagonista è una giovane russa di vent’anni: Lisaveta Ivanovna Kerloff, chiamata familiarmente Lisa.
Nel libro Lisaveta è la figlia del colonnello Iván Petrovich Kerloff e di Paula Petrovna, appartiene a una famiglia aristocratica che conserva prestigio e apparenze, ma la cui situazione economica è ormai disastrosa.
Lisa è innamorata di Fedor Mikailovich Lavrezky, un giovane tenente. Il padre non sembra intenzionato a ostacolare la relazione, mentre Paula considera il militare inadatto alla figlia soprattutto perché povero. La rovina economica dei Kerloff rende la situazione ancora più grave: per la madre di Lisaveta, un matrimonio vantaggioso diventa il mezzo attraverso il quale evitare il tracollo della famiglia.
È impossibile non riconoscere già qui la struttura fondamentale della telenovela.
Lisaveta diventerà Magdalena Mendoza.
Fedor diventerà José Luis Álvarez.
Iván Kerloff diventerà Iván Mendoza.
Paula Petrovna diventerà Paula Mendoza.

I nomi e il Paese cambiano, ma il conflitto iniziale rimane sostanzialmente intatto: una giovane ama un militare senza fortuna, mentre la crisi economica della sua famiglia la rende la pedina decisiva di un matrimonio di convenienza. La versione televisiva conferma questo nucleo fin dai primi capitoli: Paula cerca di allontanare José Luis e Magdalena finisce per accettare di sposare Alejandro per salvare la propria famiglia.
Una sorpresa ancora maggiore riguarda il protagonista maschile. Il nome Alejandro non è stato creato per la telenovela.
Nel romanzo troviamo infatti Alejandro Kareline, chiamato anche Alex, un ricchissimo principe russo. È lui l’uomo che Paula Petrovna dovrà sposare per salvare la famiglia che sta andando incontro alla rovina: scapolo, milionario e socialmente potentissimo, appare come la soluzione ideale.
Sul piccolo schermo Alejandro Kareline diventa Alejandro Almonte, interpretato da Miguel Palmer.

Anche un elemento fondamentale delle sue origini proviene direttamente da Caridad Bravo Adams. Nel libro Alejandro è figlio di un principe e di una serva e porta dentro di sé il peso di quella nascita “irregolare”.
La telenovela conserva il tema del figlio illegittimo e del rapporto con la madre, ma lo rielabora attraverso la storia di Rosario, interpretata da Yolanda Mérida. Televisa identifica infatti Rosario come la vera madre di Alejandro Almonte e fa della rivelazione della maternità uno dei momenti centrali della vicenda.
Il personaggio letterario corrispondente si chiama Katia. La differenza, però, è notevole: nel romanzo Katia è già presente nella proprietà di Kareline e vive accanto al figlio come serva, mentre nella telenovela la vicenda di Rosario viene ampliata e costruita come un vero segreto destinato a emergere molto più avanti.

Persino il nome piuttosto insolito di Dimitrio Mendoza trova spiegazione nelle pagine di Caridad Bravo Adams.
Nel romanzo il fratello di Lisaveta è Dimitri Ivanovich Kerloff. È molto legato alla madre, conduce una vita dispendiosa e contribuisce alla difficile situazione finanziaria della famiglia. Quando Paula concepisce il progetto di utilizzare un matrimonio della figlia per evitare la rovina, Dimitri è il familiare al quale confida i propri piani.
María Zarattini conserva quindi non soltanto la funzione narrativa del personaggio, ma persino il suo nome, trasformando semplicemente Dimitri Kerloff in Dimitrio Mendoza.
È un particolare significativo, perché mostra come l’adattamento televisivo non abbia utilizzato soltanto la premessa generale del romanzo: numerosi personaggi della telenovela hanno radici precise nell’opera letteraria.

Anche il meccanismo sentimentale che ha reso celebre la telenovela appartiene a Caridad Bravo Adams.
Lisaveta ama Fedor, ma finisce per sposare Alejandro Kareline.
Alejandro entra nel matrimonio senza conoscere fino in fondo ciò che è accaduto fra Lisa e il giovane ufficiale; Lisaveta, invece, arriva alle nozze ancora legata sentimentalmente al suo primo amore. Quello che nasce è dunque un matrimonio segnato dal risentimento, dalle menzogne e dall’orgoglio.
Ma il punto decisivo è un altro: Lisaveta comincia progressivamente a innamorarsi del marito.
È esattamente il percorso che ritroveremo in Magdalena. Anche nella telenovela la protagonista parte da un netto rifiuto di Alejandro, ma la convivenza modifica lentamente i suoi sentimenti.
Quindi uno degli elementi più affascinanti di Bodas de odio — una donna che sposa un uomo senza amarlo e scopre successivamente di provare per lui un sentimento autentico — non nasce con la telenovela: è già il centro del romanzo del 1960.

C’è poi una coincidenza narrativa ancora più interessante.
Nel romanzo Fedor torna nella vita di Lisaveta quando lei è ormai sposata con Alejandro e, a un certo punto della storia, utilizza il nome Iván Ijof. Il testo mostra inoltre che il giovane finisce nella proprietà dei Kareline in seguito a circostanze fortuite e che la sua vera identità viene nascosta ad Alejandro.
Nella telenovela José Luis entra nell’ambiente di Alejandro sotto un’identità diversa, diventando il nuovo amministratore della proprietà. Magdalena rimane sconvolta quando lo vede accanto al marito, mentre Alejandro inizialmente non conosce la vera identità dell’uomo che ha accolto nella propria casa.
È uno degli esempi più evidenti di come un episodio ideato da Caridad Bravo Adams sia stato ripreso, trasformato e ampliato per la televisione.
Il principio rimane lo stesso ed è perfetto per il melodramma: il marito accoglie inconsapevolmente nella propria casa l’uomo che sua moglie amava prima di sposarlo.

Anche la rivale femminile di Lisaveta ha un precedente letterario.
Nel romanzo troviamo Natacha Maslova, donna molto vicina ad Alejandro, innamorata di lui e ostile alla moglie. Natacha alimenta i sospetti sul rapporto tra Lisaveta e Fedor e diventa una presenza sempre più pericolosa per la protagonista.
Nella telenovela alcune caratteristiche di quel personaggio vengono trasferite a María, innamorata di Alejandro e apertamente gelosa di Magdalena. Televisa conserva numerose scene nelle quali María cerca di provocare la protagonista o di avvicinarsi ad Alejandro, fino a baciarlo davanti alla moglie.
Non si tratta però di una trasposizione identica. María Zarattini modifica il personaggio e ne riscrive storia e posizione sociale. È quindi più corretto considerare Natacha la matrice letteraria di parte del ruolo che María svolgerà sullo schermo, piuttosto che affermare che le due figure coincidano perfettamente.
Non perdere il prossimo appuntamento con lo speciale “Nozze d’odio-Matrimonio proibito” e se ti va lascia un commento!
