“Passione” è una storia scritta da Silvio de Abreu per Rede Globo nel 2010 che si distanzia dalle solite produzioni brasiliane a cui siamo abituati, avvicinandosi molto di più, per ritmo e dinamiche, al genere drammatico messicano.
Il titolo stesso ci fa capire il legame profondo con la nostra Italia (poiché non è stato usato il corrispettivo portoghese “Paixão”), richiamando alla mente i fasti di grandi successi d’ascolto come Terra Nostra e Terra Nostra 2 – La speranza. La telenovela è stata infatti girata in buona parte nel nostro Paese, più precisamente in Toscana, nella cittadina fittizia di Laurenza in Chianti.
La vicenda si divide fondamentalmente su due fronti: da un lato la storia di Totò (Tony Ramos), che vive in Italia con la sua famiglia, e dall’altro quella dei Gouveia, capitanati dalla straordinaria matriarca Bete (Fernanda Montenegro) in Brasile.

La mia opinione
A mio parere, il prodotto finale non è dei migliori, ma viene ampiamente salvato da un cast che definire ottimo è poco.
Sinceramente, non ho amato questo misto tra italiano e brasiliano (chiamato appunto «italianês») utilizzato nelle scene girate in Italia. Trovo che spesso presenti noi italiani come persone piuttosto ridicole e volgari: i dialoghi sono infarciti di espressioni come “cretino”, “schifoso” e persino “troia”, di cui forse i brasiliani non conoscevano l’esatto significato (o almeno lo spero!).
Lo stesso Tony Ramos, pur essendo un attore formidabile, viene un po’ ridicolizzato. Il suo Totò ha le fattezze di un contadino credulone in stile anni ’30, che non corrisponde affatto alla realtà dei giorni nostri. Devo ammettere che trovavo quasi odioso il suo ripetere continuamente a mo’ di macchietta: “Punto e basta!”, “Accidenti!” o “Mamma mia!” (ride, ndr).
In diversi punti la storia non regge e diventa noiosa quando si sofferma su trame secondarie, come le vicende della coppia anziana formata da Brígida e Antero Gouveia. Inoltre, l’attesissimo segreto di Gerson (Marcello Antony) si è rivelato una grossa delusione: dopo mesi di teorie del pubblico (chi pensava fosse gay, chi pedofilo…), la risoluzione è stata decisamente deludente.
Anche sul fronte sentimentale c’è troppa confusione: non esiste un amore bello, limpido e lineare. Troviamo solo relazioni ingarbugliate, come:
Gerson e Diana: lei letteralmente “rubata” al miglior amico Mauro (figlio dell’autista dei Gouveia). Una coppia senza un briciolo di chimica che infatti finirà per separarsi.
Agostina (Leandra Leal): la figlia di Totò e il suo amore per il marito Berilo “Fragolone”, un bigamo sposato anche con Jessica (Gabriela Duarte), che finirà addirittura per accettare questo assurdo triangolo.
Agnello (Daniel de Oliveira): l’altro figlio di Totò, impelagato in una relazione con Stela (Maitê Proença), una donna abituata ad avere avventure con ragazzi giovanissimi.

L’asso nella manica: Mariana Ximenes
Il vero motivo per cui questa telenovela ha avuto successo (per me, in parte, immeritato) è Mariana Ximenes. Per la prima volta nel ruolo della cattiva (villana), l’attrice dimostra di saper fare davvero tutto. È passata con disinvoltura dai ruoli di ragazzina goffa e impacciata come in Chocolate com pimenta, o di giovane fragile e sognatrice come in La casa delle sette donne, a questa criminale senza scrupoli di nome Clara Medeiros.
In coppia con il complice Fred Lobato (Reynaldo Gianecchini), Clara fa di tutto per raggirare il povero Totò e sottrargli l’eredità milionaria. L’interpretazione della Ximenes è magistrale, capace di tenere incollati allo schermo milioni di telespettatori. Ho apprezzato molto anche il finale, che riserva a Clara un destino insolito rispetto alle telenovelas classiche. Non manca poi il classico giallo in stile “Chi ha ucciso…?”, che verso la fine della storia ci regala una decina di sospettati, ognuno con un ottimo motivo per essere il colpevole.
Nota di merito per la colonna sonora: Davvero stupenda. Si va dalla trascinante sigla d’apertura di Lenine ai brani di pilastri della musica brasiliana come Adriana Calcanhotto, Djavan e Ivan Lins. Splendide anche le incursioni italiane con Jimmy Fontana, Mina, Bungaro, i Neri per Caso e il bellissimo duetto di Chiara Civello con Ana Carolina nel brano “Resta”.
Una curiosità sociologica: La telenovela ha avuto una tale influenza in Brasile che sono aumentati esponenzialmente gli studenti interessati a imparare l’italiano. Forse, studiando, si sono resi conto che la nostra non è la lingua ridicola ascoltata in tv tra un “ammore” e una “Madonna mia”!
La Trama in breve
La vita della famiglia Gouveia viene sconvolta dopo la morte di Eugenio, marito della matriarca Bete. L’uomo, in punto di morte, rivela l’esistenza di un figlio segreto: Totò, un uomo di mezza età che vive in Italia con i figli e la sorella Gemma, totalmente all’oscuro delle sue origini (fu infatti portato via da neonato dai domestici di Bete). La notizia della mega eredità arriva però all’orecchio della perfida Clara, cameriera dei Gouveia. Insieme al complice Fred, la ragazza vola in Toscana con un piano preciso: sedurre Totò, farsi sposare (lui la ribattezzerà romanticamente “Chiara”) e derubarlo. L’inganno verrà a galla solo quando Totò viaggerà in Brasile per conoscere la sua vera famiglia. Lì dovrà fare i conti non solo con i truffatori, ma anche con l’ostilità del fratellastro Saulo, pronto a tutto pur di non dividere il patrimonio, e con una scia di misteriosi omicidi che troveranno soluzione solo nell’ultima puntata.
Curiosità e Retroscena dal Set
Le riprese in Italia: La telenovela è stata girata tra San Paolo, gli studi di Rio de Janeiro (Projac) e la bellissima Toscana, in particolare tra le province di Firenze e Siena. A Firenze riconosciamo la stazione, Piazza Santa Maria Novella, Piazza della Repubblica e Piazzale Michelangelo. A Siena, i protagonisti si muovono tra Piazza del Campo e il Duomo.
Il borgo che non c’è: La cittadina di Laurenza in Chianti nella realtà non esiste. È un borgo fittizio nato dal mix di location reali come Montepulciano, Buonconvento, San Quirico d’Orcia, San Gimignano, Montalcino e Monteriggioni. La casa dei Mattoli (per gli interni) è invece il podere “La Fornace” a Corsano.
Un lavoro titanico al Projac: Poiché non era possibile girare tutte le scene con i comprimari in Italia, la produzione ha ricostruito interamente il paese toscano nei teatri di posa in Brasile. Per farlo fedelmente, l’équipe ha fatto 3 viaggi di studio in Italia, scattando più di 6.000 foto e facendo ricerche per 6 mesi!
4.000 olive finte: Le scene in Toscana sono state girate in inverno. Non essendo il periodo della raccolta, la produzione ha dovuto fabbricare e appendere manualmente agli alberi ben 4.000 olive finte per rendere credibile il lavoro della famiglia Mattoli.
L’italiano sul set: L’autore Silvio de Abreu aveva originariamente scritto i dialoghi dei toscani in lingua italiana. Prima di registrare, gli attori brasiliani hanno dovuto seguire un duro corso di dizione e pronuncia curato da Cecilia Casini, professoressa di italiano all’Università di San Paolo.
Gli infortuni dei veterani: Passione ha riunito grandi mostri sacri della tv (Fernanda Montenegro, Francisco Cuoco, Aracy Balabanian). Tra questi, l’attrice Cleyde Yáconis (86 anni) è caduta nel suo appartamento fratturandosi il femore a telenovela in corso. È tornata sul set dopo soli 14 giorni costringendo la regia a girare le sue scene in sedia a rotelle, prima di far uscire temporaneamente il personaggio per tutelare la sua salute.
La fuga (forzata) di Cauã Reymond: Anche il bellissimo Cauã Reymond (Danilo) ha subito un infortunio all’anca. Per giustificare la sua assenza, l’autore ha modificato la trama facendo scappare il suo personaggio a causa di problemi con la droga. Per prepararsi a questa drammatica parentesi, l’attore ha frequentato i Narcotici Anonimi e diverse cliniche di riabilitazione reali.
L’ispirazione dietro Clara: Per creare la perfetta villana, il regista ha consigliato a Mariana Ximenes di studiare i film di Bette Davis e Brigitte Bardot. L’attrice ha però confessato di essersi ispirata molto anche a Flora, la famigerata cattiva della telenovela A Favorita, interpretata da Patricia Pillar.
Il tormentone di Clô e il look di Melina: Il personaggio comico di Clô (Irene Ravache), stravagante e straricca, ha avuto un successo tale che i brasiliani hanno iniziato a usare i suoi tormentoni nella vita di tutti i giorni. Invece la stilista Melina (Mayana Moura) ha dettato legge nella moda: il suo taglio geometrico con frangia, ispirato all’icona del cinema muto Louise Brooks, è diventato il taglio più richiesto nei saloni di bellezza del Brasile nel 2010.
VOTO: 6,5
Ora tocca a voi!
Cosa ne pensate di Passione? Siete d’accordo con la mia analisi sull’«italianês» o vi siete lasciati trasportare comunque dalla storia? E soprattutto, avete amato Clara Medeiros quanto l’ho amata io? Scrivetemelo qui sotto nei commenti o sulla mia pagina Facebook!
