Tra le tante storie raccontate dalle telenovelas, i matrimoni hanno sempre avuto un posto speciale: a volte rappresentano il coronamento di un grande amore, altre volte diventano il momento in cui esplodono segreti, vendette, obblighi familiari e sofferenze.
Nella rubrica Matrimoni da telenovela ripercorriamo alcune delle nozze più belle, particolari e indimenticabili viste sul piccolo schermo, soffermandoci anche sulle tradizioni e sui significati che si nascondono dietro ogni cerimonia.
Uno degli esempi più affascinanti è certamente il matrimonio tra Jade e Said in O Clone.

Quando Jade arriva in Marocco dopo la morte della madre, adattarsi alla vita nella casa dello zio Alì non è semplice. È cresciuta in Brasile, sogna di continuare gli studi e soprattutto di poter scegliere liberamente il proprio futuro. Poi incontra Lucas e se ne innamora. I due progettano persino di fuggire insieme, ma la morte improvvisa di Diogo, fratello gemello di Lucas, cambia ogni cosa. Lucas torna dalla propria famiglia e Jade, rimasta sola e convinta di essere stata abbandonata dall’uomo che ama, finisce per accettare il matrimonio con Said.
Ed è proprio da quel momento che comincia il percorso che condurrà Jade alle nozze.

Nella tradizione matrimoniale islamica assume particolare importanza la figura del wali, il tutore della sposa, generalmente un parente maschio che la rappresenta nella conclusione del matrimonio. Nel caso di Jade questo ruolo è naturalmente legato allo zio Alì, che dopo la morte della madre è diventato per lei il principale punto di riferimento familiare. La presenza del wali non significa però, almeno sul piano religioso, che la sposa possa essere data in matrimonio contro la propria volontà: il suo consenso rimane un elemento essenziale.
Ed è proprio qui che la storia di Jade diventa più complessa, perché lei accetta di sposare Said, ma lo fa sotto il peso delle aspettative familiari e soprattutto dopo aver perso la speranza di poter costruire la propria vita con Lucas. Alla celebrazione partecipano inoltre dei testimoni, la cui presenza serve a rendere pubblica e riconoscibile l’unione. Le modalità e il numero richiesto possono variare secondo le diverse scuole giuridiche islamiche, ma nella forma tradizionale del rito rappresentata nella storia il matrimonio non è semplicemente una cerimonia davanti agli invitati: è innanzitutto un contratto.

Prima di arrivare a quel momento, però, Jade deve essere preparata per le nozze. Le donne della famiglia la circondano e le decorano le mani con l’henné, formando elaborati disegni sulla pelle. Non si tratta di tatuaggi permanenti, ma di decorazioni temporanee realizzate con una pasta ricavata dalla pianta dell’henné. Nelle tradizioni nuziali marocchine questo è soprattutto un momento femminile, condiviso con parenti e amiche, al quale vengono associati auspici di fortuna, protezione, prosperità e fecondità. In O Clone, però, l’atmosfera gioiosa che circonda la preparazione della sposa contrasta continuamente con l’espressione di Jade. Mentre le altre donne preparano le sue mani per la nuova vita che sta per iniziare, lei continua a pensare a Lucas. Poi arrivano gli abiti. Jade viene ricoperta di tessuti preziosi, veli, copricapi e gioielli. La produzione dedicò una cura straordinaria a questo aspetto e molti dei costumi utilizzati per ricreare l’universo marocchino furono acquistati direttamente in Marocco.

È importante però distinguere ciò che appartiene propriamente al matrimonio islamico dalle tradizioni del Paese nel quale viene celebrato. O Clone è ambientata a Fez e quello che vediamo è soprattutto un matrimonio marocchino celebrato all’interno di una famiglia musulmana. Henné, abiti, gioielli, musica e molti elementi della festa appartengono quindi alle consuetudini culturali marocchine e non costituiscono un modello valido per tutti i matrimoni islamici.
Mentre nella casa fervono i preparativi, però, accade qualcosa che Jade ormai non sperava più. Lucas è arrivato in Marocco. Ha compreso troppo tardi di non poter vivere senza di lei e raggiunge Fez proprio il giorno delle nozze. Ma la cerimonia è ormai iniziata e, per riuscire a entrare senza essere riconosciuto, si traveste da donna e si nasconde tra le invitate.

Intanto si procede alla formalizzazione del matrimonio. Dopo alcune parole sul significato dell’unione, arriva il momento fondamentale: il rappresentante della sposa dichiara di concederla in matrimonio secondo quanto stabilito e lo sposo manifesta la propria accettazione. È questo scambio di proposta e accettazione a costituire il cuore del contratto matrimoniale.
A esso è legato anche il mahr, chiamato in Marocco anche sadaq, cioè il dono che lo sposo destina alla propria moglie. Può consistere in una somma di denaro, gioielli o altri beni concordati e appartiene esclusivamente alla sposa. Non è quindi un pagamento consegnato alla famiglia della donna, ma qualcosa destinato a lei e alla sua sicurezza economica. È un elemento particolarmente interessante pensando al futuro di Jade, perché nel corso della telenovela l’oro e i gioielli diventeranno più volte per lei non soltanto simboli di ricchezza, ma anche una possibile risorsa attraverso la quale cercare di conquistare la propria indipendenza e organizzare una fuga.

Una volta formalizzato il matrimonio, può cominciare la grande festa nuziale. Ed è proprio durante la cerimonia che Jade vede ciò che credeva ormai impossibile. Tra le donne presenti riconosce Lucas.
Il suo volto cambia immediatamente. L’uomo che ha aspettato è finalmente lì, a pochi metri da lei, ma è arrivato quando ormai Jade sta diventando la moglie di un altro. Lucas, nascosto sotto il velo del suo travestimento, può soltanto guardarla.
Dopo la conclusione del contratto viene organizzata la festa, la walima, durante la quale parenti e invitati si congratulano con gli sposi e condividono il banchetto.

Nelle celebrazioni musulmane le modalità della festa possono cambiare moltissimo secondo il Paese, la famiglia e la tradizione seguita. In alcune comunità uomini e donne festeggiano separatamente, come vediamo anche in alcune sequenze di O Clone; in altre possono partecipare agli stessi spazi.
Musica, canti, danze e grandi vassoi colmi di cibo trasformano così la casa in uno spettacolo di colori. Compaiono anche elementi tipicamente marocchini come latte e datteri, tradizionalmente associati all’accoglienza e al buon augurio.

Ma il momento visivamente più spettacolare arriva quando gli sposi vengono innalzati sopra gli invitati.
Jade viene fatta sedere su una struttura simile a un piccolo trono, riccamente decorata, e sollevata davanti a tutti. È l’amariya, la portantina utilizzata in molte celebrazioni marocchine per porre gli sposi al centro della festa. Jade appare quasi come una regina: splendida, ricoperta d’oro e circondata dalla musica. Ma ancora una volta il suo sguardo cerca una sola persona. Lucas.

Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più riusciti dell’intera sequenza. Più la cerimonia diventa sontuosa, più diventa evidente la tristezza della protagonista. Tutti stanno celebrando la felicità di Jade e Said, mentre Jade continua a guardare l’uomo che avrebbe voluto sposare.

Terminata la festa, gli sposi si ritirano finalmente in privato.
Nella camera vediamo Said lavare i piedi di Jade in una bacinella con acqua e petali di rosa. Anche questo gesto va letto con una certa cautela: non rappresenta un obbligo universale del matrimonio islamico, ma appartiene al particolare cerimoniale mostrato dalla telenovela e può richiamare consuetudini familiari o locali. Nel racconto assume però un significato molto chiaro: Said si prende cura della propria moglie e le dimostra la devozione con la quale si avvicina alla donna che ha appena sposato.

Perché mentre Jade soffre per Lucas, dall’altra parte c’è un uomo sinceramente innamorato di lei. Ed è durante la notte di nozze che Said compie uno dei primi gesti destinati a mostrarci fino a che punto arrivi il suo sentimento.
Jade aveva già vissuto il proprio amore con Lucas e teme che la famiglia possa scoprirlo. Said comprende la verità ma decide ugualmente di proteggerla: si ferisce e utilizza il proprio sangue per macchiare il lenzuolo, lasciando credere agli altri che Jade fosse vergine.
È una delle scene più forti di questo matrimonio perché Said, pur comprendendo che la donna appena sposata ha amato un altro uomo, sceglie di non umiliarla e di proteggerla dalle possibili conseguenze. Naturalmente il sangue sul lenzuolo non può essere considerato una prova della verginità: molte donne non sanguinano durante il primo rapporto e dal punto di vista medico non esiste alcun esame capace di dimostrare se una donna abbia avuto precedenti rapporti sessuali. La telenovela utilizza quindi una credenza culturale come elemento della propria costruzione drammatica.

Si conclude così uno dei matrimoni più sontuosi e allo stesso tempo più tristi di O Clone.
Said ha finalmente sposato la donna che ama e crede ancora di poter conquistare, con il tempo, anche il suo cuore. Jade è diventata sua moglie, ma continua ad amare Lucas. E Lucas, arrivato troppo tardi, ha potuto soltanto assistere nascosto alla cerimonia che ancora una volta lo separa dalla donna amata.
Jade appare splendida, coperta d’oro, circondata dalla musica e innalzata davanti agli invitati come una regina.
Tutto intorno a lei parla di festa.
Eppure basta osservare il suo sguardo rivolto verso Lucas per comprendere la verità: quello è il giorno del suo matrimonio, ma non quello del suo amore.
