Continua il nostro viaggio tra le location di Tempo di amare, i luoghi che fanno da sfondo alle storie dei personaggi più amati della telenovela.
Torniamo in Portogallo e, dopo Villa Fitarelli, ci spostiamo a Bento Gonçalves, sempre nel cuore della Serra Gaúcha, per scoprire uno degli scenari più affascinanti legati alla storia di Maria Vittoria e Ignazio: Caminhos de Pedra.

Caminhos de Pedra è un percorso storico e turistico situato nel distretto di São Pedro, nell’interno del comune di Bento Gonçalves, nello stato brasiliano del Rio Grande do Sul.
Il percorso è nato con l’obiettivo di recuperare, preservare e valorizzare la cultura portata dagli immigrati italiani nella Serra Gaúcha a partire dal 1875.
Per il suo valore storico e culturale, dal 2009 è riconosciuto come Patrimonio Storico del Rio Grande do Sul, attraverso la Legge Estadual 13.177/09.
Il nome, che significa letteralmente “sentieri di pietra”, racconta già l’anima del luogo.
Qui il tempo sembra essersi fermato: lungo il percorso si incontrano antiche case in pietra e in legno, cantine, ristoranti, piccoli musei, botteghe artigianali e paesaggi rurali che conservano ancora l’atmosfera della vita dei primi coloni italiani. Non è soltanto una strada turistica, ma un vero museo a cielo aperto, dove architettura, memoria, lavoro e tradizioni familiari convivono ancora oggi.
Proprio questa autenticità ha reso Caminhos de Pedra una location perfetta per Tempo di amare.
Anche se la prima parte della telenovela è ambientata in Portogallo, come già vi ho raccontato, molte scene sono state girate in Brasile, nella Serra Gaúcha, una regione che, con le sue case antiche, le vigne, i muri di pietra e l’eredità europea, riesce a evocare benissimo un mondo rurale, poetico e sospeso nel passato.
Casa Strapazzon

Tra gli edifici più rappresentativi del percorso c’è la Casa Strapazzon, conosciuta anche come Cantina Strapazzon. Si tratta di una casa interamente costruita in pietra irregolare intorno al 1880 dall’immigrato italiano Giovanni Strapazzon. L’edificio conserva le caratteristiche delle abitazioni della prima generazione di immigrati italiani e, in seguito, venne adattato alla funzione di cantina, dove si produce e si conserva il vino.

La storia della Cantina è particolarmente affascinante perché la proprietà è sempre rimasta legata alla stessa famiglia. Ancora oggi la cantina è una vinicola familiare: la quarta e la quinta generazione portano avanti il lavoro iniziato dagli antenati italiani, coltivando uve e producendo vini e prodotti legati alla tradizione locale.
Dal 1992 la Cantina Strapazzon accoglie i visitatori, raccontando il processo di produzione del vino e offrendo la possibilità di degustare prodotti coloniali come pane, formaggi, salumi e vini.

Casa Strapazzon, inoltre, ha già una lunga storia con il cinema e la televisione. Nel 1995 fu utilizzata come scenario per alcune scene del film O Quatrilho – Un gioco di fascino e seduzione”, diretto da Fábio Barreto, con Glória Pires nel ruolo di Pierina, Patrícia Pillar in quello di Teresa, Alexandre Paternost nei panni di Angelo e Bruno Campos nel ruolo di Massimo.
Il film, tratto dall’omonimo romanzo di José Clemente Pozenato, racconta la vita degli immigrati italiani nel Rio Grande do Sul all’inizio del Novecento, tra lavoro, sacrifici, matrimoni di convenienza, passioni e il difficile adattamento a una nuova terra.

O Quatrilho è considerato uno dei film simbolo della rinascita del cinema brasiliano degli anni Novanta e ottenne anche la candidatura all’Oscar come miglior film straniero, contribuendo a portare nel mondo una storia profondamente legata all’emigrazione italiana in Brasile.
Casa da Erva-Mate Ferrari


Tra i punti di visita del roteiro c’è anche la Casa da Erva-Mate Ferrari, dedicata a una delle tradizioni più forti del Rio Grande do Sul: il chimarrão, una bevanda tipica della cultura gaúcha preparata con erva-mate e acqua calda. Il chimarrão si beve in un recipiente tradizionale chiamato cuia, attraverso una cannuccia metallica detta bomba, e rappresenta molto più di una semplice infusione. È un vero rito di condivisione: si prepara, si offre e si beve insieme, come gesto di accoglienza, amicizia e appartenenza.Durante la visita, i turisti possono conoscere il processo artigianale di produzione dell’erva-mate, osservare antichi strumenti di lavorazione e scoprire la storia di questa bevanda, già conosciuta dalle popolazioni indigene e poi entrata nella vita quotidiana del popolo gaúcho.

Ancora una volta, la finzione televisiva incontra la storia reale. E la bellezza di Tempo di amare nasce proprio da questo incontro: tra scenografie costruite e luoghi veri, tra amore e memoria, tra il sogno della telenovela e la forza silenziosa della storia.

La regione meridionale del Rio Grande do Soul è stupenda ed è al confine con l’ Argentina con la quale condivide la bevanda dell’ erba .mate nella sua caratteristica tazzina e nel sulla tipica cannuccia di metallo.Queste location sono stupende.Io apprezzo in assoluto la casa italiana Strapazzo.
Le ambientazioni sono davvero belle!!!