Abbiamo già parlato a lungo della colonna sonora di Tempo di amare, delle canzoni che accompagnano le storie d’amore e dei significati racchiusi nei loro testi. Ma nella telenovela la musica non arriva soltanto dall’esterno: sono spesso gli stessi personaggi a suonarla.
Pianoforti, bandolim, chitarre, fisarmoniche e tamburelli attraversano la storia, entrando nelle case, nei locali e nei momenti di festa. E qualche volta uno strumento riesce persino a rivelare legami che i personaggi non sono ancora capaci di riconoscere.
Maria Vittoria
Il rapporto di Maria Vittoria con la musica viene mostrato fin dalla prima puntata. Terminata la Quaresima, durante la quale erano stati sospesi i divertimenti, la ragazza torna finalmente a suonare al pianoforte brani allegri.

È una scena che racconta subito la sua personalità: Maria Vittoria è vitale, spontanea e desiderosa di libertà. Per lei il pianoforte non rappresenta soltanto l’educazione ricevuta da una giovane di buona famiglia, ma anche un modo per esprimere ciò che sente.
In seguito, quando arriva a Rio de Janeiro e deve ricominciare da zero, quella capacità diventa persino una risorsa concreta: Maria Vittoria può sedersi al pianoforte della Maison Dorée per pagarsi l’alloggio grazie alla concessione di Madame Lucerne.
Teresa
Anche Teresa sa suonare il pianoforte. Ha imparato insieme a Maria Vittoria, con la quale è cresciuta, ma José Augusto sembra non essersene mai accorto.

Quando Maria Vittoria non è più alla Quinta, il padre sente il pianoforte e, per un istante, crede che la figlia sia tornata. Scopre invece che a suonare è Teresa e rimane sorpreso nell’apprendere che anche lei possieda quel talento.
La scena acquista un significato ancora più profondo perché Teresa è realmente sua figlia, anche se José Augusto non l’ha riconosciuta. Le due ragazze condividono lo stesso padre, la stessa casa e persino la stessa educazione musicale, ma lui continua a vedere soltanto Maria Vittoria, pur non facendo mancare nulla a Teresa.
Il pianoforte diventa così un indizio emotivo: avvicina le due sorelle molto prima che José Augusto sia disposto ad accettare la verità che le unisce.
Vicente
Al pianoforte troviamo inoltre Vicente, che in più occasioni abbiamo visto accompagnare Celeste Hermínia durante le sue esibizioni.

Attorno allo strumento si crea uno dei tanti piccoli salotti musicali della telenovela, nei quali canto, conversazione e cultura si incontrano.
Vicente appartiene a un mondo in cui la musica non è soltanto svago, ma anche occasione di aggregazione.
Ignazio e Justino
Ignazio porta nella storia una sonorità completamente diversa. Suona il bandolim, strumento affine al mandolino, dal timbro brillante e delicato. Accanto a lui c’è Justino, l’autista di zia Emília, che lo accompagna con il violão, cioè la chitarra acustica brasiliana. I due provano insieme e formano una vera coppia musicale: il bandolim conduce la melodia, mentre la chitarra ne sostiene il ritmo e l’armonia.

La loro collaborazione non resterà un semplice passatempo. La musica diventerà amicizia, possibilità di esibirsi e, progressivamente, una strada attraverso la quale costruire il proprio futuro.
Anche gli interpreti si prepararono con particolare attenzione. Bruno Cabrerizo seguì lezioni di bandolim e continuò a esercitarsi a casa, raccontando di essere rimasto affascinato dal suono dello strumento. Jorge de Sá, invece, era già cresciuto in un ambiente musicale: figlio della cantante Sandra de Sá, aveva esperienza con produzioni musicali e batteria.
Questa preparazione rende più naturali le scene di Ignazio e Justino, che non sembrano limitarsi a tenere in mano gli strumenti, ma mostrano una vera familiarità con il gesto musicale.
Tommaso e Giuseppe
Anche Tommaso e Giuseppe contribuiscono all’universo sonoro della telenovela.

I due amici italiani accompagnano i momenti di festa con la fisarmonica e con un tamburello a sonagli, simile al pandeiro brasiliano. I loro strumenti sono portatili, immediati e capaci di trasformare qualsiasi ambiente in uno spazio di condivisione.
La loro musica è molto diversa da quella suonata nei salotti: non richiede un pianoforte o un palcoscenico, ma nasce tra la gente, invita al ballo e accompagna le occasioni più spontanee.
In Tempo di amare la musica vive anche attraverso le voci. Come abbiamo visto, Celeste Hermínia è una celebre cantante di fado; Carolina de Sobral è un soprano; Eunice canta e duetta con Celeste.
Anche la Maison Dorée di Madame Lucerne è un luogo fatto di spettacoli, orchestra, canto e numeri eseguiti davanti al pubblico.
La telenovela costruisce così un vero universo musicale, nel quale convivono la tradizione portoghese, i salotti carioca, le esibizioni popolari e il mondo dei cabaret.
Gli strumenti, quindi, non sono semplici oggetti di scena. Raccontano l’origine sociale dei personaggi, le loro sensibilità, i legami familiari e persino le possibilità che il futuro riserva loro.
In Tempo di amare, la musica non si limita ad accompagnare il destino: qualche volta contribuisce a cambiarlo.

È proprio vero la musica è proprio il trade d’union tra i personaggi.
La musica non solo colonna sonora ma condivisione, legame, racconto.