Dietro una telenovela non c’è mai una sola persona. Ogni storia che arriva sullo schermo è il risultato di un grande lavoro collettivo, fatto di scrittura, ricerca, regia, scenografia, costumi, fotografia, musica e interpretazione. Anche Tempo di amare nasce da questa ricca collaborazione artistica.
La novela è firmata da Alcides Nogueira e scritta insieme a Bia Corrêa do Lago, a partire da un soggetto del padre, il famoso scrittore Rubem Fonseca.
Alla sceneggiatura collaborano Tarcísio Lara Puiati e Bíbi Da Pieve, mentre la regia degli episodi vede il lavoro di Teresa Lampreia, Felipe Louzada, Diego Müller e Seani Soares. La direzione generale è affidata a Jayme Monjardim e Adriano Melo, con la direzione artistica dello stesso Jayme Monjardim.
Proprio su di lui voglio soffermarmi in questo articolo, uno dei nomi più importanti della teledramaturgia brasiliana, capace di trasformare ogni racconto in un’esperienza visiva intensa, romantica e profondamente emozionale.

Nato a São Paulo il 19 maggio 1956, Jayme Monjardim Matarazzo appartiene a una famiglia molto nota in Brasile. È figlio della celebre cantante Maysa, artista dalla vita tormentata e dalla voce indimenticabile, e dell’imprenditore André Matarazzo. L’arte, dunque, ha fatto parte della sua esistenza fin dall’inizio, accompagnandolo in un percorso che lo avrebbe portato a diventare uno dei grandi narratori della televisione brasiliana.
Prima di affermarsi sul piccolo schermo, Monjardim ha studiato cinema in Italia, dove ha avuto modo di avvicinarsi anche al lavoro di Michelangelo Antonioni. Un’esperienza importante, che probabilmente ha contribuito a formare quello sguardo così raffinato e cinematografico che ancora oggi distingue molte delle sue opere.
La sua carriera televisiva comincia tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta. Dopo i primi lavori come assistente alla regia e alcune esperienze nella documentaristica, entra nel mondo delle telenovelas, prima alla Rede Bandeirantes e poi alla Rede Globo. È proprio in Globo che inizia a dirigere titoli destinati a lasciare un segno, come Partido Alto, Roque Santeiro, Sinhá Moça (La Padroncina) e Direito de Amar.

Il grande salto arriva però con la Rede Manchete, dove nel 1990 dirige Pantanal, una delle telenovelas più iconiche della storia della televisione brasiliana. Con i suoi paesaggi sconfinati, il ritmo contemplativo e la forte presenza della natura, Pantanal diventa un fenomeno e consacra Jayme Monjardim come un regista capace di dare alla telenovela una dimensione quasi cinematografica.

Da quel momento, il suo nome viene legato a grandi produzioni amatissime anche dal pubblico internazionale. Tra i titoli più celebri della sua carriera troviamo Terra Nostra, Vento di passione, La scelta di Francisca, Garibaldi l’eroe dei due mondi (La casa delle sette donne), O Clone, Pagine di vita, Viver a Vida, A Vida da Gente, Flor do Caribe, Sete Vidas e naturalmente Tempo di Amare.
Il suo stile è riconoscibile: immagini curate, paesaggi che diventano parte della narrazione, grande attenzione alla musica, ai silenzi, agli sguardi e alle emozioni dei personaggi.
In Tempo di amare, questa sensibilità si avverte fin dalla sigla e dall’impostazione visiva della storia. Il Portogallo rurale, il Brasile degli anni Venti, i segreti di famiglia e il senso del destino trovano nella regia di Monjardim una cornice elegante e profondamente romantica.

C’è poi una curiosità particolarmente bella legata a Tempo di amare: nel cast troviamo anche Jayme Matarazzo, figlio del regista, che interpreta Fernando. Padre e figlio si ritrovano così nella stessa produzione, uno dietro la macchina da presa e l’altro davanti all’obiettivo, aggiungendo un dettaglio familiare e affettuoso alla storia della telenovela.
Non è però la prima volta che i loro percorsi artistici si incontrano. Jayme Matarazzo era già stato diretto dal padre in Sete Vidas, dove interpretava Pedro, uno dei personaggi centrali della storia. Ancora più particolare è il caso della miniserie Maysa: Quando Fala o Coração, dedicata alla vita della grande cantante Maysa, madre di Jayme Monjardim: in quella produzione, il figlio Jayme Matarazzo interpretava proprio Jayme Monjardim da giovane. Un intreccio familiare e artistico molto suggestivo, che rende ancora più evidente quanto, nella carriera del regista, memoria privata e racconto televisivo spesso si tocchino.

Nel corso di oltre quarantacinque anni di carriera, Jayme Monjardim ha contribuito a costruire alcune delle pagine più importanti della televisione brasiliana. Ha lavorato con grandi autori, grandi attori e grandi storie, lasciando un’impronta precisa: quella di un regista che ama il melodramma, ma lo eleva attraverso l’immagine, la musica e la poesia.

Ho visto diverse delle due produzioni, veramente bellissime 🤩
Sue *
Hai ragione, è un vero maestro. Io lo ammiro tantissimo e spero che l’Italia possa vedere altri suoi lavori. Lui è molto legato al nostro paese e sta girando qualcosa che ci riguarda.