La ricostruzione storica di Tempo di amare non passa soltanto attraverso gli abiti e le scenografie.
A rendere credibile l’ambientazione contribuiscono anche numerosi oggetti apparentemente secondari, ma fondamentali per trasportare lo spettatore tra la fine degli anni Venti e gli anni Trenta: lettere, documenti, fotografie, libri, passaporti, manifesti e piccoli oggetti di uso quotidiano.
Molti di questi materiali furono recuperati nei negozi di antiquariato, mentre altri vennero realizzati appositamente per la telenovela. La produzione fece realizzare appositamente circa 150 valigie di forme e dimensioni differenti, alle quali si aggiunsero 500 casse di legno e circa 800 sacchi e colli destinati a ricreare il continuo movimento di merci e bagagli tipico di un grande porto.

Le valigie, i bauli, le casse, le corde e gli altri materiali di scena non avevano soltanto una funzione decorativa. Contribuivano a raccontare le partenze, le speranze e le difficoltà dei viaggiatori, rendendo credibile un luogo attraversato ogni giorno da persone provenienti da realtà diverse.

Particolarmente interessante è il lavoro svolto sui documenti che compaiono nelle scene. Le lettere non dovevano soltanto contenere il testo previsto dalla sceneggiatura, ma anche sembrare realmente scritte in quegli anni. Per ottenere un risultato credibile era quindi necessario ricreare una grafia corsiva elegante, tracciata con pennino e inchiostro, caratterizzata da lettere unite, svolazzi e forme molto diverse dalla scrittura contemporanea.

Anche la carta contribuiva all’effetto finale. Il colore leggermente ingiallito, i bordi irregolari, le pieghe, le macchie e le tracce lasciate dal tempo trasformavano un semplice foglio in un oggetto capace di raccontare una storia. Lo stesso valeva per le buste, complete di indirizzi scritti a mano, francobolli, timbri postali e modalità di chiusura coerenti con il periodo.

Le fotografie richiedevano una cura altrettanto particolare. Non era sufficiente trasformare un’immagine moderna in bianco e nero o in tonalità seppia: bisognava ricreare anche le pose, le espressioni, gli abiti, le acconciature e l’illuminazione tipica dei ritratti realizzati tra la fine degli anni Venti e gli anni Trenta. In alcune scene compaiono veri e propri gruppi di fotografie familiari, tutte caratterizzate da bordi dentellati, formati differenti e un aspetto leggermente consumato, come se fossero state conservate per anni in un cassetto o in un album.

All’epoca era molto comune realizzare ritratti davanti a fondali dipinti o scenografici, utilizzati per riprodurre salotti, giardini e paesaggi lontani. Una fotografia di Ignazio richiama proprio questa consuetudine: il personaggio è ritratto in posa davanti a una veduta del Pão de Açúcar, simbolo di Rio de Janeiro. Non è possibile stabilire dalla sola immagine se la produzione abbia utilizzato un vero fondale fotografico, una scenografia o un fotomontaggio, ma il risultato riproduce efficacemente l’aspetto dei ritratti-ricordo dell’epoca. Anche il formato verticale, la tonalità seppia e il bordo dentellato contribuiscono a far apparire la fotografia come una stampa autentica degli anni Venti o Trenta.

Anche i libri aiutavano a definire l’identità dei personaggi. Le copertine rigide, le rilegature in tela o in pelle, i caratteri tipografici e le pagine dall’aspetto vissuto dovevano essere compatibili con il periodo storico. La scelta dei volumi non era soltanto decorativa: un libro collocato su un comodino o tenuto tra le mani poteva suggerire il livello di istruzione, gli interessi e persino la sensibilità di chi lo possedeva.
Sono proprio questi dettagli a rendere più autentico il mondo di Tempo di amare. Attraverso di essi, il passato non viene semplicemente mostrato: sembra tornare realmente in vita.

È proprio vero,la telenovela ci immerge proprio in questo passato con così tanta cura che sembra proprio di viverci dentro.
Che grandissimo lavoro dietro ogni dettaglio!