Chi segue Tempo di amare sa bene quanto le location siano importanti per entrare nell’atmosfera della storia. La telenovela, ambientata tra il Portogallo e il Brasile degli anni Venti, non vive soltanto nei dialoghi e nei costumi: vive anche nei luoghi, nelle pietre, nei cortili, nei corridoi, negli spazi che sembrano custodire ricordi e segreti dei personaggi.

Tra questi luoghi ce n’è uno molto speciale: la Fortaleza de Santa Cruz da Barra, a Niterói, nella regione metropolitana di Rio de Janeiro. Questo spazio venne utilizzato come il convento in cui Maria Vittoria viene portata dopo aver scoperto di essere incinta.
Nella finzione scenica, la Fortaleza diventa un luogo di dolore, isolamento e passaggio, il posto in cui la libertà della ragazza viene soffocata, dove il suo destino sembra sfuggirle dalle mani.
Sapere che quelle scene sono state girate in un luogo reale, così antico e imponente, rende tutto ancora più suggestivo. La Fortaleza de Santa Cruz, infatti, non è una scenografia costruita per la telenovela: è un monumento storico affacciato sulla Baía de Guanabara, che per secoli ha avuto una funzione militare e difensiva.

Un po’ di storia
L’origine della Fortezza di Santa Cruz viene collegata al 1555, quando i francesi guidati da Nicolas Durand de Villegagnon cercarono di stabilire nella regione la cosiddetta França Antártica. In seguito, dopo l’espulsione dei francesi, i portoghesi installarono in quel punto una batteria difensiva, trasformando progressivamente il luogo in una delle strutture militari più importanti del Brasile.
La Fortaleza de Santa Cruz da Barra si trova in una posizione strategica: domina l’ingresso della Baía de Guanabara e guarda verso Rio de Janeiro da un punto privilegiato.
Per secoli, proprio questa posizione l’ha resa fondamentale nella difesa della città e del porto.
Da lì si controllava l’entrata della baia, si osservavano le navi in arrivo e si proteggeva Rio de Janeiro da eventuali invasioni.

Visitandola, si attraversano ambienti che sembrano fatti apposta per raccontare storie: casematte, corridoi in pietra, antiche celle, batterie di cannoni, spazi aperti sul mare e una cappella interna.

Uno degli ambienti più affascinanti è la Capela de Santa Bárbara, legata alla storia religiosa e militare del complesso. La cappella fu completata nel 1612 ed è considerata una delle più antiche di Niterói.
Al suo interno si trova la statua di Santa Bárbara, attorno alla quale è nata anche una leggenda: si racconta che la statua fosse destinata a un altro forte, ma che il mare agitato abbia impedito più volte il suo trasferimento. Così sarebbe rimasta nella Fortaleza, diventando parte della sua memoria.

Alla Capela de Santa Bárbara è legata anche una curiosità molto particolare. Secondo la tradizione, proprio nella Fortaleza sarebbe nata l’espressione brasiliana “um olho no padre e outro na missa”, letteralmente “un occhio al prete e l’altro alla messa”. Il detto viene usato per indicare chi deve prestare attenzione a due cose contemporaneamente: seguire una situazione principale, senza però perdere di vista ciò che accade intorno.
Nel caso della Fortaleza, l’origine dell’espressione sarebbe legata alle celebrazioni religiose per le sentinelle. Durante la messa, infatti, il sacerdote poteva controllare l’ingresso della Baía de Guanabara attraverso una piccola apertura laterale. Se all’orizzonte veniva avvistata una nave sospetta, i militari dovevano interrompere immediatamente la funzione e tornare ai loro posti di guardia.

Nella telenovela, la Capela de Santa Bárbara della Fortaleza de Santa Cruz venne trasformata scenograficamente. La struttura reale resta riconoscibile nella facciata, nel campanile, nel piccolo rosone centrale e nella croce superiore, ma la produzione aggiunse diversi dettagli decorativi per avvicinarla all’immaginario portoghese e conventuale della storia.
Tra questi elementi spicca l’effetto azulejos, cioè quelle tipiche piastrelle decorate, spesso nei toni del blu e del bianco, molto presenti nell’architettura portoghese, soprattutto in chiese, conventi, palazzi e antichi edifici religiosi. Nelle scene di Tempo di amare, questo rivestimento azzurro sulla facciata non appartiene alla cappella reale, ma costituisce un intervento scenografico pensato per evocare subito il Portogallo e dare al luogo un aspetto più antico, devoto e coerente con il convento in cui viene rinchiusa Maria Vittoria.
Anche la grande croce nel cortile, le lanterne ai lati dell’ingresso e alcuni elementi decorativi aggiunti contribuiscono a trasformare la cappella in uno spazio più solenne e religioso, perfetto per raccontare l’atmosfera di controllo, silenzio e sofferenza vissuta dalla protagonista.


Anche l’interno della Capella venne modificato per le esigenze della telenovela. L’altare centrale venne riadattato, la statua di Santa Bárbara fu sostituita da un’altra e l’ambiente fu arricchito da candele, arredi scuri e decorazioni che richiamano gli azulejos.

Continuando la visita alla fortaleza, possiamo vedere le casematte, cioè gli spazi coperti e voltati in cui erano posizionati i cannoni. Sono ambienti severi, massicci, costruiti per la guerra, ma oggi possiedono un fascino quasi cinematografico. Camminando tra quelle mura, è facile immaginare il rumore dei passi, gli ordini dei comandanti, l’attesa delle sentinelle e il suono del mare che batte contro la roccia.
La Fortaleza conserva ancora numerosi pezzi di artiglieria di epoche diverse. Il primo colpo sarebbe stato sparato nel 1599 contro una nave olandese, mentre l’ultimo risalirebbe al 1955, durante un episodio della storia politica brasiliana legato al cruzador Almirante Tamandaré.

Un altro elemento che colpisce è la presenza delle antiche prigioni. Nel corso del tempo, alcune celle ospitarono prigionieri importanti e figure note della storia brasiliana. Sono spazi bassi, chiusi, austeri, che aggiungono alla Fortaleza un’atmosfera ancora più intensa.

Ecco perché la scelta della produzione di Tempo di amare appare così efficace: la Fortaleza possiede già, di per sé, un senso di chiusura, disciplina, segreto e attesa. È facile capire perché sia stata trasformata nel convento della storia. Le sue mura non hanno bisogno di molte aggiunte per comunicare oppressione e silenzio.
Una location amata da cinema e televisione
La forza scenica della Fortaleza de Santa Cruz non è passata inosservata neppure ad altre produzioni. Proprio per il suo aspetto imponente, per i suoi cannoni conservati, per i cortili, le mura antiche e la vista privilegiata sulla Baía de Guanabara, il complesso viene spesso scelto come ambientazione per film, serie e telenovelas in costume.
Nel 2026 è stata scelta anche come location di A nobreza do amor, nuova novela delle 18 di TV Globo. In quel caso, il luogo è stato utilizzato per rappresentare alcune scene legate al regno africano immaginario di Batanga, ambientato all’inizio del Novecento. Il suo acervo di cannoni e la sua struttura militare hanno reso la Fortaleza perfetta per sequenze dal tono epico e storico.

Non si tratta però di un caso isolato. La Fortaleza de Santa Cruz è stata utilizzata anche per altre produzioni audiovisive, tra cui i film Kardec e Nosso Lar, diretti da Wagner de Assis. Nel caso di Kardec, il complesso fu trasformato in un angolo di Barcellona; più recentemente, per il film Emmanuel, è stato invece adattato per rappresentare l’Italia del I secolo.
Per i fan della telenovela, la Fortaleza de Santa Cruz ha quindi un valore speciale: non è solo una location, ma un pezzo di Brasile reale entrato nella narrazione.

Che luoghi meravigliosi… Sarebbe bello visitarli 🤩
I luoghi sono accuratamente scelti e denotano la cura della Globo e del regista Jaime Mongiardim.