Tra i brani più interessanti della colonna sonora di Tempo di amare c’è “Cicatriz”, interpretata da Paula Fernandes e associata al personaggio di Lucinda.

La canzone, composta dalla stessa Fernandes, è stata realizzata appositamente per la telenovela su richiesta del regista Jayme Monjardim. Un brano malinconico e passionale, nato da intuizioni ed emozioni, senza seguire una regola precisa, come ha dichiarato la cantautrice.
TESTO ORIGINALE: CICATRIZ
Eu conto os dias
Sem ter você
Esse amor tá me matando
Sem alegrias
Tento esquecer
Esse vazio é quem está me amando
E o coração me diz
Não vai curar jamais
O amor é cicatriz
Que o tempo não desfaz
E aqui, te amando a vida inteira
Eu tô te esperando, enlouquecendo
Aqui, te amando do meu jeito
Vivo à sua volta
Ficarei pra sempre aqui
E o coração me diz
Não vai curar jamais
O amor é cicatriz
Que o tempo não desfaz
TRADUZIONE: CICATRICE
Io conto i giorni
senza averti accanto.
Questo amore mi sta uccidendo,
senza più gioie.
Provo a dimenticare,
ma è questo vuoto ad amarmi.
E il cuore mi dice
che non guarirà mai.
L’amore è una cicatrice
che il tempo non cancella.
E io sono qui,
ad amarti per tutta la vita.
Ti sto aspettando, impazzendo.
Qui, ad amarti a modo mio,
vivo intorno a te.
Resterò per sempre qui.
E il cuore mi dice
che non guarirà mai.
L’amore è una cicatrice
che il tempo non cancella.

Il titolo della canzone racchiude perfettamente l’essenza emotiva di Lucinda: una donna segnata, fragile, tormentata da un bisogno d’amore così profondo da trasformarsi lentamente in ossessione.
Il brano parla di un amore che non riesce a guarire, di un’assenza che consuma e di un sentimento che resta addosso come un segno indelebile. Proprio come una cicatrice, l’amore raccontato dalla canzone non sanguina più, ma continua a fare male e a ricordare ciò che è stato.
Questo si lega profondamente a Lucinda. Il personaggio non vive l’amore in modo libero e sereno: lo trasforma in attesa, dipendenza e paura dell’abbandono. Dopo Maurizio, e poi con Ignazio, Lucinda cerca nell’altro una salvezza personale, un modo per riempire il vuoto che porta dentro.
In Ignazio non vede soltanto l’uomo di cui si innamora, ma una possibilità di rinascita. Quando lui perde temporaneamente la vista e la memoria, Lucinda si prende cura di lui, ma quel gesto apparentemente generoso diventa anche una forma di controllo. Vuole sentirsi indispensabile, necessaria, l’unica capace di proteggerlo.
Anche l’idea di aspettare “per tutta la vita” richiama la dimensione ossessiva del personaggio. Non è più soltanto una promessa romantica, ma quasi una condanna. Lucinda sembra disposta a restare immobile dentro il suo sentimento, anche quando la realtà le dimostra che Ignazio non le appartiene davvero.
Il suo amore diventa un cerchio chiuso, un luogo da cui non riesce a uscire.
Che ne pensate di questo brano?
Aspetto i vostri commenti.

È un brano che mette i brividi perché parla di un amore inteso come malattia incurabile.Non è un amore sano perché è pronto a fare del male e non accetta il fatto di non essere ricambiato.Il personaggio di Lucinda è davvero molto interessante.
Lucinda ha tanto bisogno di essere amata, coccolata, capita, accettata… ma sceglie i modi più sbagliati possibili per poter ottenere ciò che vuole.
Come abbiamo visto negli ultimi minuti della puntata 8, le sue espressioni di soddisfazione nel vedere Ignazio a terra, disperato per aver appena scoperto che Maria Vittoria si è sposata con un altro e che sarà quell’uomo a fare da padre al suo bambino, ci dicono tutto. Non è capace di provare amore sincero, puro, disinteressato. Il suo ragionamento è “sono stata privata di tante cose, ora basta, mi prendo quello che voglio a modo mio, con qualunque mezzo”.
Ma ragionando così, tutto quello che prende, non è mai veramente suo… e un giorno andrà via.
Parole sante.Non è corretto ottenere i propri scopi mentendo perché,prima o poi,la verità viene sempre a galla e si perde definitivamente ciò che in fondo non si è.mai avuto veramente.