Se Rubem Fonseca rappresenta la scintilla originaria e Bia Corrêa do Lago il legame più diretto con quel materiale familiare e letterario, Alcides Nogueira è colui che ha dato a Tempo di amare la sua struttura definitiva di telenovela d’epoca.

Nato a Botucatu, Alcides Nogueira si trasferì giovanissimo a San Paolo, dove iniziò un percorso prima legato all’editoria, poi al teatro e infine alla televisione. La sua formazione è interessante proprio perché attraversa mondi diversi: la scrittura giornalistica, la drammaturgia teatrale, l’adattamento letterario e il racconto popolare televisivo. Prima di arrivare stabilmente alla teledrammaturgia, lavorò alla Editora Abril e conobbe figure importanti della cultura brasiliana, tra cui Maria Adelaide Amaral, Walter Negrão e Inácio de Loyola Brandão.
Il teatro ebbe un ruolo fondamentale nella sua carriera. Nel 1981 ricevette il Premio Molière per la pièce Lua de Cetim e, poco dopo, adattò per il palcoscenico Feliz Ano Velho, tratto dal libro di Marcelo Rubens Paiva. Questo passaggio è importante perché spiega molto del suo modo di scrivere: Alcides Nogueira ha una sensibilità teatrale, attenta ai dialoghi, ai conflitti interiori e alla costruzione emotiva dei personaggi.
Alla Globo iniziò negli anni Ottanta, prima come redattore, poi entrando nella squadra della teledrammaturgia. Tra i suoi lavori figurano titoli come Livre para Voar, De Quina Pra Lua, Direito de Amar, O Salvador da Pátria, Rainha da Sucata, Deus nos Acuda, A Próxima Vítima, Torre de Babel, As Filhas da Mãe, O Amor Está no Ar, Força de um Desejo (La forza del desiderio), Um Só Coração, JK, Ciranda de Pedra, O Astro e I Love Paraisópolis.

In questo percorso, Tempo di amare arriva come una sorta di ritorno al feuilleton classico, ma con una sensibilità moderna. Alcides Nogueira definisce la novela non come una sola storia d’amore, ma come un intreccio di molti amori: amori pieni, sofferti, colpevoli, egoisti, distruttivi. Il sentimento, nella sua visione, non è mai soltanto romantico: può salvare, ma può anche deformare, ferire, imprigionare.
Il caso più evidente è quello di Lucinda, come abbiamo già visto in altri articoli. L’autore la descrive come una donna segnata dal trauma dell’abbandono, dalla morte della madre e dalla cicatrice che porta sul volto. La sua malvagità non nasce dal nulla, ma da una sofferenza profonda. Lucinda ama, ma ama in modo egoista, possessivo, disperato. Per questo Alcides Nogueira raccontò di provare, scrivendola, a volte rabbia e a volte tenerezza. È proprio questa ambiguità a rendere il personaggio così interessante.
In Tempo di amare, però, l’amore non vive mai isolato dal suo tempo. La storia si svolge tra il 1927 e il 1930, in un Brasile attraversato da cambiamenti profondi: la fine della Repubblica Velha, l’avvicinarsi della Rivoluzione del 1930, le tensioni politiche, la crisi economica del 1929, la decadenza dei grandi proprietari legati al caffè, ma anche il dibattito sulla condizione femminile e sulla posizione della popolazione nera nella società.
Alcides Nogueira mostra grande attenzione anche al ruolo delle donne. La fine degli anni Venti è un periodo cruciale: le donne iniziano a occupare nuovi spazi, si rafforza il dibattito sul voto femminile e il Modernismo porta alla ribalta figure come Tarsila do Amaral e Anita Malfatti. L’autore cita anche la poetessa Gilka Machado, che nel 1927 pubblicò A mulher nua, affrontando apertamente il tema della sessualità femminile. Tutti elementi che aiutano a comprendere perché Tempo di amare non sia soltanto una storia romantica, ma anche un racconto sul cambiamento.

Importante è anche il lavoro di squadra. Alcides Nogueira scrive la novela con Bia Corrêa do Lago, affiancato dai collaboratori Tarcísio Lara Puiati e Bíbi Da Pieve, con la ricerca storica di Yara Eleodora. E proprio la ricerca, per una novela d’epoca, diventa essenziale: senza un contesto credibile, il melodramma rischierebbe di restare sospeso.
A completare il quadro c’è il rapporto con il regista Jayme Monjardim, con il quale Alcides Nogueira aveva già lavorato negli anni Ottanta in Direito de Amar. Un legame artistico che torna in Tempo di amare, dove la scrittura elegante e sentimentale dell’autore incontra la regia visivamente raffinata e malinconica di Monjardim.

Per questo, parlando di Tempo di amare, non si può citare Alcides Nogueira solo come autore. È lui a trasformare un’ispirazione letteraria e familiare in un grande affresco televisivo fatto di amore, memoria, colpa, desiderio, storia e destino.
