Il mondo della teledrammaturgia brasiliana perde una delle sue voci più importanti. Benedito Ruy Barbosa, autore di capolavori come Pantanal, Renascer, O Rei do Gado, Terra Nostra, Sinhá Moça e Meu Pedacinho de Chão, è morto oggi 7 luglio 2026 a San Paolo, all’età di 95 anni. Il decesso è avvenuto all’Hospital do Coração, dove l’autore era ricoverato; secondo il bollettino medico, la morte è stata causata da complicazioni legate a insufficienza renale cronica.
Con lui se ne va non soltanto un autore di novelas, ma un vero narratore dell’anima brasiliana. Benedito Ruy Barbosa ha saputo trasformare la campagna, le fazendas, i fiumi, le terre contese, le famiglie divise e gli amori impossibili in materia viva per la televisione. Le sue storie avevano il respiro dei grandi romanzi popolari: passioni travolgenti, segreti familiari, conflitti generazionali, personaggi forti e un legame profondo con la terra.

Nato a Gália, nello Stato di San Paolo, il 17 aprile 1931, Benedito crebbe in un Brasile fatto di caffè, immigrazione, fatica e speranza. Prima di arrivare alla televisione lavorò in diversi ambiti, anche come giornalista e revisor presso O Estado de S. Paulo. La scrittura, però, era già il suo destino. Il primo grande passo arrivò con Fogo Frio, opera teatrale premiata, che aprì la strada a una lunga carriera nella drammaturgia. La sua estreia in televisione avvenne nel 1966 con Somos Todos Irmãos, alla TV Tupi. Da lì iniziò un percorso che avrebbe attraversato decenni, emittenti e generazioni di spettatori. Nel 1971 scrisse Meu Pedacinho de Chão, una novela che già conteneva molti degli elementi del suo universo: il mondo rurale, la semplicità apparente dei personaggi, la poesia del quotidiano e la difesa di valori profondi. Proprio durante questa produzione Benedito dovette scontrarsi con la censura della dittatura militare brasiliana: una scena con l’inno nazionale venne inizialmente tagliata, ma l’autore si oppose e riuscì a farla liberare, ricordando anni dopo quanto quell’episodio lo avesse indignato.
Il grande pubblico internazionale lo associa soprattutto a Pantanal, scritta nel 1990 per Rede Manchete. Fu una novela rivoluzionaria per l’epoca: girata in gran parte in esterni, immersa nella natura, nei misteri e nella spiritualità del bioma brasiliano. Pantanal cambiò il modo di raccontare la televisione e dimostrò che una telenovela poteva essere allo stesso tempo popolare, poetica e profondamente radicata nel territorio.
Negli anni successivi, Benedito tornò alla Globo e firmò altri titoli destinati a entrare nella storia. Renascer portò sullo schermo il potere, il dolore e le ombre del patriarcato rurale; O Rei do Gado affrontò il tema della terra, della politica agraria e delle rivalità familiari; Terra Nostra raccontò l’epopea degli immigrati italiani in Brasile attraverso la storia d’amore tormentata tra Matteo e Giuliana. Opere diverse, ma unite da una stessa forza narrativa: quella delle grandi saghe, in cui la vicenda privata diventa specchio di un Paese intero.

Benedito Ruy Barbosa amava i personaggi di carattere, le donne determinate, gli uomini segnati dal destino, le famiglie lacerate da rancori antichi. Nelle sue novelas l’amore non era mai solo sentimento: era scelta, lotta, memoria, appartenenza. E la terra non era mai un semplice scenario, ma una presenza viva, quasi un personaggio.
Il suo lascito è continuato anche attraverso le nuove generazioni. Il nipote Bruno Luperi ha firmato i remake di Pantanal e Renascer, riportando le storie del nonno al pubblico contemporaneo e confermando la forza senza tempo di quelle trame.
Nel corso della sua carriera, Benedito non è stato esente da polemiche, ma il suo posto nella storia della televisione brasiliana resta immenso. Ha dato voce al Brasile dell’interno, agli immigrati, ai contadini, ai coronéis, ai sognatori, agli innamorati e agli esclusi. Ha raccontato un Paese fatto di radici, contraddizioni, fede, superstizione e passioni indimenticabili.

Oggi la televisione brasiliana saluta uno dei suoi maestri. Benedito Ruy Barbosa lascia un’eredità fatta di immagini potenti: il Pantanal al tramonto, le fazendas, le tavolate familiari, gli amori separati dal destino, le terre contese e quei personaggi che, una volta entrati nella memoria del pubblico, non se ne vanno più.
Perché i grandi autori non muoiono davvero. Restano nelle storie che hanno scritto, nelle emozioni che hanno regalato e in quelle novelas che continueranno a parlare al cuore di generazioni diverse.
Addio Benedito Ruy Barbosa, cantore del Brasile profondo e poeta delle grandi telenovelas.

MI DISPIACE ESSERE VENUTA A CONOSCENZA DI QUESTA TRISTE NOTIZIA. RIPOSI IN PACE. 95 ANNI E’ COMUNQUE UNA BELLISIMA ETA’.